Gimkhana: 5 Spiriti alle prese con l’umanità | Recensione

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Cinque spiriti, emanazioni delle virtù umane fondamentali, rimangono profondamente delusi dall’umanità: per questo decidono di mettere sotto esame gli esseri umani, diventando mortali essi stessi… Ma, se l’umanità non supererà il test, allora verrà completamente sterminata.
Questa la premessa di Gimkhana, un fantasy storico in quattro parti autoprodotto dalla giovane Ornella Savarese.

Nel panorama del fumetto indipendente italiano non si può non parlare di Ornella Savarese, giovane fumettista di Salerno, con un liceo scientifico alle spalle, che ha una passione per il fumetto e l’illustrazione. Da anni, con lo pseudonimo di Wild Ellie, pubblica Gimkhana, nato come webcomic su Deviantart e poi cresciuto come autoproduzione cartacea, divisa in quattro volumetti. I primi due – Innocence e Solitude – sono già stati prodotti, mentre gli ultimi  – Fire e Iron – sono in arrivo per Pasqua 2018: in alternativa verrà stampato anche l’omnibus della saga, Gimkhana – Spes Ultima Dea).

Ma di cosa – e di chi – racconta Gimkhana?
Ambientata tra America e Spagna durante il XVIII secolo, prima della Guerra d’Indipendenza, la saga narra di cinque Spiriti, emanazione di determinate virtù dell’umanità (Coraggio, Giustizia, Astuzia, Forza e Gratitudine), che ad un certo punto non poterono più sopportare la cattiva condotta degli esseri umani. Prima che potessero spazzare via l’intera umanità, però, lo spirito del Coraggio propose di dare ai mortali un’ultima possibilità: per questo decisero di reincarnarsi essi stessi in persone comuni, in modo da giudicarli al meglio. Ma alcuni Spiriti non sembra comunque ben intenzionata nei confronti dell’umanità…

Il lettore si ritrova quindi ad incontrare queste reincarnazioni, il cui destino è legato anche a quello della famiglia spagnola dei Ferrer attraverso il personaggio di Lord Leonidas Ferrer. Ma protagonista indiscussa è colei che dà il titolo al fumetto, Gimkhana, un’indiana ritrovata da una tribù in giovane età, senza memoria del proprio passato.

Di Gimkhana, innanzitutto, non si può fare a meno di notare l’evoluzione dello stile dell’autrice, specialmente per quanto riguarda l’anatomia dei personaggi e la colorazione digitale: nonostante i disegni siano stati comunque riveduti e corretti a partire dal 2015 (la prima versione risale al 2013), il miglioramento è evidente subito passando dal primo al secondo volume. In Solitude i personaggi hanno pose più naturali, sono maggiormente percepibili i volumi dei corpi e il rapporto tra luci e ombre è più studiato. Ci si aspetta, quindi, che anche negli ultimi due volumi lo stile sia ulteriormente migliorato: questo è dimostrato anche dalle preview sulla pagina facebook dell’autrice.

Una storia intrigante e disegni accattivanti fanno chiudere un occhio a quelli che possono essere i difetti di un’autoproduzione naïf, che nel caso di Gimkhana sono soprattutto un lettering un po’ troppo invadente e la punteggiatura non sempre corretta. Ma, a parte questi due dettagli, Ornella “Wilde Ellie” Savarese offre un fumetto capace di coinvolgere il lettore.

Se questa recensione vi ha incuriosito, non perdetevi a Pasqua le novità di Gimkhana!

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