Ellen Page e Diego Luna sono i protagonisti del nuovo film di Niels Arden Oplev, sequel del Flatliners di Joel Schumacher.

Sia prima sia dopo Batman Forever e Batman & Robin (brrr) la carriera cinematografica di Joel Schumacher presenta anche alcuni (e notevoli) punti di forza (addirittura uno dei suoi film migliori, Il Momento di Uccidere, arrivò fra Batman Forever e Batman & Robin, a dimostrazione che il regista di New York è sempre stato capace di fare cinema: forse la vista del Bat-segnale lo metteva in soggezione).

Uno fra questi punti di forza è sicuramente Flatliners, pellicola del 1990 prodotta da Michael Douglas e con un cast stellare: Kiefer Sutherland, Julia Roberts (fresca del successo mondiale di Pretty Woman), William Baldwin, Oliver Platt e Kevin Bacon, baldi giovani che si mettevano in testa di scoprire i segreti della morte e della vita ultraterrena (e le cose andavano ovviamente a scatafascio).

Ventisette anni dopo arriva l’inaspettato sequel di quello che in alcuni circoli è considerato un vero e proprio cult: la regia viene affidata al danese Arden Oplev, regista arrivato alla ribalta internazionale dopo il successo di Uomini Che Odiano Le Donne, la sceneggiatura a quel Ben Ripley che scrisse anche l’ottimo Source Code dell’ottimo Duncan Jones (che veniva dal successo del bellissimo Moon e che poi avrebbe realizzato il dimenticabile Warcraft) e i ruoli dei protagonisti ad Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton e Kiersey Clemons (ci sarà anche Kiefer Sutherland, unico ritorno dal cast del film originale).

Il risultato è un film che, se avesse una ragione di essere fra noi, non sarebbe neanche così terribile (è terribile, ma in un’ideale classifica dei peggiori film dell’anno si andrebbe a sedere intorno alla decima posizione): il problema purtroppo è che quella fantomatica ragione, per quanto la si cerchi, proprio non c’è.

La dottoressa Courtney Holmes (Ellen Page), che ha perso la sorella anni prima dell’inizio della vicenda del film, decide di farsi fermare il cuore per tre minuti e poi farsi rianimare dai suoi colleghi (Ray, Marlo, Jamie e Sophia, in ordine Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton e Kiersey Clemons) per poter raccontare ciò che ha visto dall’altra parte.

L’esperimento ha inizio e Courtney, da morta, vive una strana esperienza di volo (Freud sarà molto presente in questo film, ma questo aspetto non verrà mai approfondito, figuriamoci) e vede cose in una città simile a quella che conosce ma in qualche modo differente (no, non è finita nel Sottosopra): la sua confusa testimonianza basta a convincere i suoi amici a seguirla e tutti iniziano ad uccidersi temporaneamente per poi essere rianimati nei minuti successivi, il tutto con la stessa frequenza con la quale persone normali come me e voi (me, per lo meno, voi non saprei) si fanno un panino al prosciutto.

Molto presto cose misteriose e pericolose inizieranno a capitare agli scienziati, e noi possiamo tirare un sospiro di sollievo, rallegrandoci del fatto che il karma esiste e che chi semina vento raccoglie tempesta e chi la fa l’aspetti perché, diciamolo, questi stupidi “scienziati” probabilmente si meritano tutto quello che gli capiterà.

La maggior parte del film consiste in sequenze di camminate in appartamenti/corridoi/seminterrati bui (altro Freud) fatti di rumori e musiche atonali che dovrebbero aumentare la tensione (ma anche il pubblico meno esperto dopo la terza, quarta, quinta o sesta scena identica alla precedente inizia a capire il trucchetto) e le atmosfere da sci-fi horror vanno a farsi benedire, seppellite sotto una valanga di cliché visivi che si possono trovare in ogni altro horror contemporaneo).

Nel corso dei 110 minuti di durata anche voi avrete voglia di fermarvi il cuore, ma senza curarvi di avere un piano per resuscitare.

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