Riparte anche l’altra storica testata DC Comics, Detective Comics da sempre casa del cavaliere oscuro, ai testi Tony Daniel che si cimenta di nuovo col personaggio dopo i suoi fortunati story-arc su Batman degli anni passati.

Detective Comics 1

Autori: Tony S. Daniel (Testi, disegni e copertina). Ryan Winn (chine). Tomeu Morey (colori).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Inevitabilmente qualcuno fra i 52 numeri uno doveva essere meno accessibile degli altri e quindi fallire dal punto di vista del rilancio, sfortuna vuole che proprio a fallire sia l’altra testata storica della DC ovvero Detective Comics.

Tony Daniel, uno dei disegnatori a cui è stato scelto di consegnare anche la penna di sceneggiatore, rimane esattamente a metà strada dimostrando forse qualche ingenuità di troppo, ma andiamo con ordine: la struttura di questo numero 1 è tutta incentrata nello scontro fra Batman e Joker sensa sosta e con un ritmo adrenalinico in una “guerra” a tutto campo fra le strade di Gotham.

Evidenti i richiami a Miller, le didascalie su tutto e la seppur abbozzata figura di Gordon, Joker invece forse è il personaggio che più esalta Daniel che ne da una interpretazione estrema al limite del gore, non mancano mutilazioni, sangue e maschere di pelle umana.

Daniel pigia quindi sull’acceleratore tralasciando, consapevolmente (?), la caratterizzazione dei personaggi a echi del passato che comunque non sono facilmente riconoscibili da un nuovo lettore, Bruce Wayne è relegato ad un figura nell’ombra, nel vero senso della parola, così come Alfred, i dialoghi ridotti all’osso sono a tratti stantii e le didascalie nella parte sembrano “rubate” a Batman Year One.

Le matite di Ryan Winn sono buone, ottime a tratti, ma peccano di ingenuità su alcune anatomie e sulla costruzione di alcune tavole ciò non toglie che il margine di miglioramento è alto e fa ben sperare per il futuro.

Se allora il punto di forza di questo #1 di Dec’ è la dualità Batman-Joker, che culmina nello scontro finale, che paga dazio ancora una volta a Miller a al suo The Dark Knight Returns, il cliffhanger finale sembra essere slegato dal contesto, quasi forzato con una virata degna del miglior Morrison.

In definitiva credo, e spero, che Daniel abbia in mente una trama a lungo termine che sarà maggiormente fruibile quando verrà raccolta in volume; i “vecchi fan” allora non rimarranno troppo impressionati proprio perché la costruzione di questo primo albo è troppo referenziale, problema che Daniel sembra non aver ancora superato appieno mentre i “nuovi fan” troveranno troppo “sbrigativo” l’ingresso del nuovo villain ideato da Daniel.

VOTO: 5,5

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