Prima ancora dell’uscita di Batman Begins, lo sceneggiatore David Goyer scrisse il trattamento per due sequel che prevedeva in entrambi la presenza del Joker. Nel terzo capitolo della saga, la folle nemesi di Batman avrebbe sfigurato il procuratore distrettuale Harvey Dent in tribunale trasformandolo in Due Facce. Il 31 luglio 2006, un anno dopo il trionfo di Batman Begins, la Warner annunciò il sequel stanziando un budget di 185 milioni di dollari. A Goyer si unì Jonathan Nolan, fratello del regista Christopher con il quale aveva lavorato in The Prestige, uscito nel dicembre 2006. Jonathan è anche l’autore di Memento Mori, racconto breve da cui il fratello trasse Memento, il suo secondo film.

Jonathan e Christopher Nolan

Poiché la figura del Joker sarebbe stata fondamentale per la riuscita del film, Jonathan Nolan e Goyer studiarono in maniera approfondita tutto il materiale sul personaggio e decisero di basarsi soprattutto sulla versione delle prime apparizioni risalenti al ’40. Consultarono così Jerry Robinson, co-creatore del Joker insieme a Bob Kane e Bill Finger. Presero spunto anche da The Killing Joke, acclamata graphic novel dell’88 scritta da Alan Moore che raccontava le origini del villain e ne approfondiva la perversa filosofia. Continuarono a rifarsi anche a Il Lungo Halloween che aveva già fornito materiale per Batman Begins e nel quale si raccontava la corruzione di Dent in Due Facce.

Gli sceneggiatori decisero di voler tenere al centro della storia Harvey Dent, dall’apice come eroico procuratore distrettuale di Gotham City alla sua caduta, per questo motivo non era necessario approfondire le origini del Joker. Preferirono renderlo più misterioso e concentrarsi sul suo ruolo di nemesi perfetta di Batman. Lo script raccontava soprattutto di un’escalation di follia e criminalità annunciata nel finale del primo film e causata dalla presenza di Batman a Gotham. Al regista piacque molto l’idea di intitolare il film The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro) senza usare la parola Batman perché legittimava l’opera come sua visione personale del supereroe.

Locandina

I personaggi principali della storia sono quattro. Naturalmente c’è Batman che, secondo alcuni, sarebbe solo una figura secondaria nel film. Niente di più falso. L’intera storia ruota attorno a Batman, alla sua figura ispiratrice, all’influenza che ha sugli abitanti di Gotham, al suo ruolo di vigilante in contrapposizione alla carica istituzionale di Dent e, soprattutto, alla sua importanza come difensore dell’ordine contro il caos e l’anarchia scatenate dal Joker. Tutto riconduce a Batman e, al contrario di quanto accadeva in altre pellicole dedicate al supereroe, è l’argomento principale anche nelle scene in cui è assente.

Batman

Christian Bale, che aveva lavorato con Nolan anche in The Prestige, tornò nel ruolo di Bruce Wayne. Venne approfondita la componente investigativa del personaggio che, nel fumetto, è noto per essere il più grande detective del mondo. Bale dovette calarsi ancor di più nella psiche di Bruce Wayne ed identificarsi con il senso di sacrificio che lo porta a mettere a rischio la propria incolumità e a rinunciare agli affetti per portare avanti la sua crociata, conclusa la quale potrebbe tornare a condurre una vita normale esorcizzando la propria ossessione. Bale intensificò gli allenamenti di keysi conferendo alle mosse maggior potenza e precisione. Nolan era entusiasta dell’estremo coinvolgimento di Bale nel personaggio e nella storia e del modo che aveva di trasformarsi da uomo comune in combattente proprio come accade a Bruce Wayne.

Il problema che Bale aveva con il costume, troppo rigido e pesante, divenne parte integrante della trama. Bruce chiede al fido Lucius Fox di procurargli un’armatura più comoda e che gli permetta di voltare la testa. La costumista Lindy Hemming si ispirò alle divise dei motociclisti e alle placche in kevlar usate nell’esercito ridisegnando il costume in modo più sottile, moderno ed arioso. É composto da 200 pezzi in gomma e fibra di vetro separati da zone flessibili in nylon e maglia metallica con il cappuccio staccato dal torace. Nel film, Batman è dotato di un maciullatore che gli permette di divellere la lamiera con le mani, di un fucile assemblabile spara bombe appiccicose e di un paio di guanti in grado di sparare le appendici acuminate. Per gli abiti di Bruce Wayne venne realizzata una linea apposita da Giorgio Armani.

…CONTINUA NELLA PROSSIMA PAGINA…

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27 Commenti

  1. Sorry, ma sono in completo disaccordo. Certo, i personaggi sono psicologicamente approfonditi, le scene d’azione sono vigorose e ben girate, ma la “visione personale”di Nolan è di un’aridità a dir poco avvilente: una Gotham pulita, ordinata, asettica (nemmeno l’ombra di un gargoyle), una colonna sonora (di Hans Zimmer) sciatta e anonima (improponibile il confronto con quella di Danny Elfman per i film di Burton), e poi il Joker, se così lo vogliamo chiamare…
    Certo, la filosofia di fondo del personaggio è ripresa fedelmente da The Killing Joke, ma il Joker nasconde questa visione dolente della vita dietro ad una maschera di totale buffoneria, ed è questo a renderlo un villan originale ed imprevedibile. Nicholson lo sapeva, e aveva quella classe e quell’ironia fondamentali per il personaggio e che sono mancate al povero Ledger (colpa non sua ma della sceneggiatura), il quale tra risatine isteriche e gesticolare nervoso non si distingue da uno dei tanti maniaci da horror-thriller di serie B.
    E poi, se i film sono – per loro stessa natura- finzione, c’è davvero bisogno di spiegare per filo e per segno che Batman, se esistesse, indosserebbe una corazza in kevlar invece d’una calzamaglia, o che il Joker sarebbe solo un maniaco sfregiato e truccato, poiché nessuna caduta nell’acido procura capelli verdi e pelle bianca? I film di Tim Burton sorprendono ancora oggi per come hanno saputo trovare il giusto equilibrio tra realismo e fantasia, con storie dark e adulte narrate con un fascino visivo fuori dal tempo (architetture neogotiche e gangster vestiti come negli anni ’40 che si affiancano a supercomputer e marchingegni hi-tech). Nolan invece prende le idee migliori del fumetto e rende il tutto molto più insipido con la sua assurda filosofia di “realismo a tutti i costi, anche a costo di sacrificare l’atmosfera”. Sarò l’unico a pensarla così, ma lo penserò per il resto della vita…
    :(

  2. Paolo, grazie.
    Giovanni, questa è l’autorialità di una trasposizione. Tim Burton ha portato Batman sullo schermo secondo la sua visione gotico-dark che ben si adattava al periodo fine anni ’80 inizio anni ’90. Ma pure quella trasposizione aveva i suoi bei difetti, ne ho parlato nell’articolo apposito della rubrica. E’ stata sì una trasposizione bellissima, fondamentale e stilisticamente sontuosa ma io, nel fumetto, non l’ho mai visto il Joker innamorarsi di Vicki Vale e farci dei giri di valzer. Non ho mai visto Bruce dormire a testa in giù. Il batsegnale presentato alla stampa come se Batman fosse un eroe pubblico alla Superman anziché un vigilante fuorilegge. O Batman che scende in picchiata col batwing smitragliando sugli uomini del Joker quando è noto che non fa uso di armi da fuoco e non uccide. Per non parlare del sequel, in cui la visione personale di Burton ha completamente soffocato il fumetto originale. Catwoman e il Pinguino hanno ben poco a che spartire con le loro controparti fumettistiche. L’ipotesi di Nolan è: cosa accadrebbe se Batman esistesse nel mondo reale? Un’ipotesi legittima. C’è il Batman di Miller, quello di Moore, quello di Morrison, quello di Burton e c’è quello di Nolan. Francamente ridurre la lettura all’assenza di stilizzazione nella scenografia mi sembra molto superficiale. Il successo stratosferico di The Dark Knight al botteghino dimostra che la gente vuole vedere i supereroi muoversi nel mondo reale. I palloncini pieni di gas velonoso, lo sparaguantone da boxe, la pistola con la canna lunghissima, queste cose alla Dick Sprang potevano andar bene alla fine degli anni ’80. Ma nel post-11 settembre la gente sente il bisogno d’altro. Anche nel fumetto l’estremizzazione stilistica si è ridotta. Se leggi le storie di Batman dell’ultimo decennio non troverai traccia di gargoyles. Prova a leggere Giochi di guerra, guarda come viene rappresentata la città. E’ una comune, degradata metropoli americana. Come del resto quella di Miller in Batman anno uno. E’ uno dei motivi del reboot DC, aggiornarsi e stare al passo coi tempi. Detto questo, sono abbastanza stanco di sentire i paragoni tra la colonna sonora di Elfman e quella di Zimmer. Sono bellissime tutte e due e si adattano perfettamente alle rispettive visioni. Dopo aver visto The Dark Knight ho fischiettato il motivo di Batman per due settimane, non riuscivo a togliermelo dalla testa.

  3. Grazie per la risposta celere. Io non ho mai detto che il Batman di Burton sia perfetto o più aderente al fumetto, dico solo che, tra bizzarrie e fascino visivo, si respirava molto di più l’aria della pagina disegnata (malgrado le modifiche ai personaggi). Poi, per quanto mi riguarda, la miglior trasposizione di Batman al di fuori del fumetto originale, resta la animated series di Paul Dini & Bruce Timm, punto.
    “La gente vuole vedere i supereroi muoversi nel mondo reale”
    Purtroppo la “gente”, la maggior parte, non legge i fumetti, considerandoli roba infantile, quindi non credo sia il giudice più attendibile. Molti credono che Nolan sia il genio che ha infuso intelligenza in un giornaletto per bambini, quando invece ha trovato la pappa pronta.
    Io leggo fumetti da sempre, ma non ho mai pensato che, in nome del realismo a tutti i costi, bisognasse “buttare nel water” il 60% circa della mitologia di Batman (niente Robin e Batgirl, niente cattivi dotati di superpoteri eccetera). Se bisognava inaridire così il personaggio, tanto valeva che Nolan s’inventasse un supereroe iperrealistico tutto suo.
    E pensare che, allo special “MTV at the Movies: The Dark Knight”, Nolan diceva di non essere certo di voler fare il terzo capitolo, poiché, cito testualmente: “So già che sarà impossibile fare di meglio: la nostra è la MIGLIORE E DEFINITIVA versione di Batman”. Viva la modestia.
    Insomma, io non dico che il Batman di Nolan sia un brutto noir d’azione, o che (musica e talento visivo a parte) sia inferiore a quello di Burton, dico solo che non gli è nemmeno superiore. E di certo non lo si può definire il miglior film fumetto di tutti i tempi. Farlo mi sembrerebbe
    A) precludere la possibilità che un giorno qualcuno non possa fare un film migliore e magari anche più fedele
    B) sminuire tutto ciò che fa parte del fumetto e che Nolan ha bellamente snobbato, una mancanza di rispetto a tutti gli sceneggiatori e disegnatori che nei decenni hanno costruito la leggenda del vero Cavaliere Oscuro…
    E poi, viviamo in un mondo che vuole imporre a tutti i costi il relativismo ad ogni ambito della nostra vita (scienza, religione, morale ecc.), non ti sembra ridicolo pretendere che solo il Batman di Nolan debba essere un dogma sacro e intoccabile?
    :roll

  4. Articolo bello corposo. Complimenti perché immagino il tempo e la fatica che un pezzo come questo divora :)

    Non sono d’accordo che il Joker di Burton sia meno fedele all’originale (non è molto ben specificato quale sia l’originale usato come pietra di paragone). E’ fedele a un Joker d’epoca diversa. Per caratterizzare il Joker, il film di Burton prende “anche” elementi da The Killing Joke (uscito appena l’anno prima e che quindi non poteva ancora essere diventata imprescindibile pietra di paragone nell’immaginario del pubblico) e li mescola con altri più fedeli alla tradizione pre-moore e pre-crisis.

  5. Complimenti Stefano, un’analisi dei contenuti del film davvero impeccabile. Come te, io concordo su tutta la linea nel dire che The Dark Knight è un capolavoro e sono convinto fino in fondo della genialità di Christopher Nolan. Sei riuscito a mettere in risalto le qualità della sceneggiatura e anche diversi aspetti tecnici oltre ad aver descritto bene tutte le similitudini con le strisce a fumetti di Batman :D ad ogni modo io penso sempre che un film è una cosa e la versione cartacea da cui è tratto è un’altra, che sia un libro o una graphic novel, questo perchè sono cose diverse che vanno giudicate separatamente con i loro pregi e i loro difetti. Se da una parte un libro concede più licenze dal lato visivo rispetto ad un romanzo grafico, un’icona dei fumetti come Batman permette comunque di rendere personale la propria storia unendo diversi punti della sua mitologia costruita in 70 anni di racconti. L’importante è che lo spirito del Comic non venga stravolto. E Nolan non l’ha fatto ;)

  6. x Stefano:
    hai la mia sincera stima. Come per il precedente articolo su Batman Begins, hai messo in risalto tutte le doti e le qualità di questo meraviglioso affresco criminale realizzato dai fratelli Nolan. Un film che trascende il genere ed entra di diritto nella storia del cinema, per la cura tecnica, mai così tanta in un cine-comic prima d’ora, per la profondità della sceneggiatura così come per l’intensità delle performance attoriali e la sontuosità della colonna sonora. Complimenti nuovamente :)

    x Giovanni:
    la Gotham pulita in realtà è solo un’apparenza, come dice il Joker nell’interrogatorio la gente civile si nasconde dietro questi palazzi lucenti ma in realtà si sbranano l’un altro. Inoltre l’ambientazione si sposta per diversi motivi: Bruce Wayne adesso vive al centro della metropoli, la corruzione che ci viene mostrata è ancora più intestina e prende piede nel nucleo cittadino. Ma poi che critica è “non c’è nemmeno un gargoyle”?? Adattare significa anche reimmaginare.
    Per la soundtrack, trovo che ogni brano di Zimmer/Howard si sposi alla perfezione con le immagini che mostrano (inoltre ascoltati il pezzo “Like a dog chasing cars” e dimmi se pure quello ti sembra anonimo..)
    Riguardo a Joker, il villain nolaniano è meno buffone ma pesca a piene mani dalle migliori fonti del fumetto, e risulta in uno splendido mix della caratterizzazione di Moore, di Robinson e di Morrison… Nicholson invece incarnava solo una delle tante versioni del clown del crimine. Per me il Joker di Ledger è più completo e incute molta più paura, anche quando fa una risatina.
    Sull’aspetto visivo, ancora non capisco cosa ci sia di male nel mostrare il mondo di Batman come “plausibile”. Non realistico, semplicemente credibile, sospensione dell’incredulità… vorresti veramente vedere in uno di questi film Batman con una calzamaglia!?
    Tutte le modifiche fatte per rendere la storia (pseudo-)realistica funzionano a meraviglia e mettono giustamente in risalto la caratteristica principale di Batman, professata da Frank Miller anni or sono: Bats NON E’ un supereroe.
    Non significa per forza essere insipidi, anzi, il contesto urbano/poliziesco in cui sono ambientati questi film conferisce ancora più forza alla messa in scena, perchè viene mostrato il lato umano dei personaggi e della trama.
    Inoltre basta pensare a tutte quella banalità che Nolan ci ha risparmiato grazie al suo approccio, come i pugni e i calci che fanno rumori da cartone animato, o le armi da fuoco che sembrano cannoni… La sua visione ha trasformato la saga di Batman da “kolossal fantastici” ad un’epopea drammatica-poliziesca che rivaleggia con grandi classici del genere.
    Scusa se è poco.

  7. Giovanni, dato che tu affermi che Nolan ha trovato la pappa pronta: vorrei ricordare che abbiamo avuto un film su Watchmen, quindi basandoti sul tuo ragionamento, Zack Snyder avrebbe fatto il cine-comic del millennio grazie all’immensa e meravigliosa fonte d’origine. Ma guarda un po’, è uscito comunque un film schifoso. Ergo, non serve a niente avere del materiale di partenza geniale, se poi non sai come portarlo degnamente su schermo, e Nolan ha dato una lezione a tutti su come si traspone un fumetto con un film solido e moderno, riadattando dove necessario.

    Dici addirittura che è stato un errore rimuovere Robin e Batgirl, io dico che DOBBIAMO RINGRAZIARE IL CIELO, che Nolan ci ha liberato di certi personaggi insulsi e ridicoli, che nulla hanno a che spartire con Batman, se non il fatto di essere stati introdotti nel fumetto in un periodo in cui la DC Comics voleva accalappiare il pubblico infantile. Non è stato un aridimento, è stato una “liberazione”. Batman è e sarà sempre un vigilante solitario.

    L’affermazione agli Mtv at the Movies diceva testualmente “la versione migliore e definitiva che NOI potessimo fare”, non è mai stato tipo da vantarsi in maniera plateale, hai semplicemente interpretato male le sue parole.

    I paragoni comunque in questo franchise hanno poco senso, però se partiamo dal presupposto della fedeltà al fumetto, nonostante l’apparenza, è proprio Burton a soccombere, perchè l’aspetto estetico non è niente rispetto alla caratterizzazione perfetta, agli omaggi disseminati in tante scene, alla citazione di determinate trame ripescate e riadattate di graphic novel famose, che possiamo osservare nei due film di Nolan.
    Curiosità: qual’è per te il miglior cine-comic di sempre?

  8. Steel e Slask, grazie mille e condivido in pieno le vostre posizioni.
    Lev Yashin, grazie anche a te. Nolan è attualmente uno dei miei registi preferiti in assoluto quindi se avrò tempo verrò sicuramente sul forum.
    Se siete su fb, ragazzi, potete beccarmi lì.
    Sebach, su The Dark Knight sono d’accordo con te, su Watchmen no. Ma ne parleremo a tempo debito. Vero che Robin e Batgirl hanno avuto quelle origini ma col tempo sono stati adattati ad un pubblico più maturo (guarda Jason Todd). Nolan ha fatto bene a non inserirli semplicemente perché non erano necessari.

  9. X Slask e Sebach

    Sì, è poco. Premesso che,
    A) se ogni infedeltà al fumetto è giustificabile dal fatto che è “l’interpretazione personale del regista”, allora si possono giustificare così anche i Batman di Joel Schumacher,
    B) Miller e Moore non hanno mai rinnegato gli elementi fantastici del fumetto
    C) Che critica è “non c’è neanche un gargoyle”? Dimmi tu che ragionamento è Nolan che dice “Il bello di Batman è che è realistico”??? Batman è pieno di spunti fantastici, e comunque realistico non vuol dire intelligente, come fantastico non vuol dire infantile o stupido, è questo che mi preme sottolineare. Il Cavaliere Oscuro è in sé e per sé un ottimo film, anche se un po’ diseguale (nel senso che da un lato è appesantito da pistolotti psicologici fin troppo ribaditi, dall’altro cerca però la figata a tutti i costi facendo esplodere più roba che in un attentato di Al Quada…), ma con un po’ di immaginazione e ironia in più sarebbe stato un capolavoro assoluto. Parafrasando Dylan Dog: “Chi si prende troppo sul serio non potrà mai sperare di essere preso sul serio dagli altri”.
    D) Su Robin e Batgirl ha già risposto Stefano e lo ringrazio. Il film di Watchmen non l’ho visto.

    Stabilito questo vorrei riflettere su una cosa. Stefano sostiene che il Batman burtoniano andava bene negli anni ’80, invece dopo l’11 settembre la gente vuole vedere i supereroi muoversi nel mondo reale, alle prese con situazioni cupe e drammatiche, dove anche se il bene vince, resta l’amaro in bocca.
    In realtà è la versione di Nolan la più “ottantiana” delle due.
    Negli scanzonati anni ’80, quando gli altri mezzi d’intrattenimento celebravano la ricchezza e il divertimento, il fumetto conobbe un rinascimento creativo senza eguali, poiché fu l’unico media ad immergersi nei problemi reali come la delinquenza nelle strade (Il Ritorno del cavaliere Oscuro), l’incubo della Guerra Fredda (Watchmen) e i senzatetto (Daredevil: Rinascita).
    Oggi è il contrario: la gente è perfettamente consapevole dei tanti problemi del mondo (terrorismo, macro e micro criminalità, violenza domestica che esplode senza motivo, crisi economica, disoccupazione…), abbiamo davvero bisogno che i fumetti e i film girino il coltello nella piaga? Abbiamo bisogno di crudezza e realismo, o di esempi, speranza e (perché no) un filo di divertimento?
    E intanto filtrano le prime voci sul nuovo Superman, diretto da Snyder ma scritto e pesantemente supervisionato da Nolan. Sarà un Superman inedito, che appena scoperti i suoi poteri, sarà tentato di usarli per fini egoistici. Un Superman con un lato oscuro, insomma.
    Ora, Il Cavaliere Oscuro ha avuto successo perché Batman ben si prestava al tipo di stilizzazione voluta da Nolan, e ne è risultato un valido action-noir vietato ai minori di 16 anni.
    Ma se adesso esce un nuovo film di Superman, e pure questo viene vietato ai minori di sedici anni perché troppo crudo e realistico, allora qualcosa non va.
    Superman è tante cose, ma di certo non è realistico, e men che meno è cupo.
    Chi, come il vostro grande eroe Nolan, ritiene che un personaggio come Superman vada riletto perché troppo puro, ingenuo e perfettino per funzionare al giorno d’oggi, secondo me ha ancora bisogno di crescere. Maturità non significa cinismo.
    Se un personaggio non ti va a genio perché incarna valori vecchi, semplici ma fondamentali come la generosità, lo spirito di sacrificio, la fiducia incrollabile nella giustizia e nell’umanità, allora sei tu ad avere qualcosa che non va, non il personaggio.
    Voglio proprio vederlo, questo reboot di Superman. Tanto so già che se farà flop sarà colpa di Snyder, se incasserà sarà merito di Nolan, non è vero?
    Il Cavaliere Oscuro è stato un buon film (senza essere un capolavoro), non perché mancano Robin e Batgirl, il Joker è serioso, Gotham City è anonima, salta tutto in aria, e i buoni non vincono veramente. È un buon film perché la trama è ben congegnata e perché i personaggi hanno motivazioni profonde e ben spiegate.
    Un film “maturo”, non è un film crudo e realistico. Un film “maturo” è un film intelligente e di qualità.

  10. Per Sebach: il mio cinecomic preferito?
    Se intendiamo quello che per me è il miglior esempio di fumetto trasposto in carne ed ossa rispondo con la serie tv di Flash, un capolavoro vintage presto dimenticato ma che non è invecchiato di un giorno. Un cast azzeccato, un budget di 1 milione e 400mila dollari ad episodio (record per l’epoca), un ottimo costume (creato dall’equipe del mago degli fx Stan Winston, praticamente una tuta imbottita che esalta la muscolatura e protegge dagli urti senza appesantire o rallentare come la corazza di Batman), una splendida sigla di Danny Elfman (forse troppo simile a Batman, ma ci può stare), un pizzico di scenografie retrò (anche queste mutuate dal Batman burtoniano), una fotografia che alterna oscurità e tinte sgargianti (deliziosamente anni ’80, vedi Blade Runner), criminali realistici (rapinatori, signori della droga, gangster…) alternati a supercriminali (alcuni creati appositamente per la serie), un omaggio a Watchmen nel personaggio de l’Ombra della Notte (un vigilante in pensione che a sua volta ispirerà il Fantasma Grigio in un episodio del Batman animato), momenti comedy non indigesti (i siparietti tra i simpatici sbirri Murphy e Bellows), un’ombra di love story tra i protagonisti (senza cadere nella soap opera alla Smallville), ed episodi senza una rigida continuità, ma ben differenziati tra loro, senza un secondo superfluo, ricchissimi di suspense ed azione ( ma senza sprofondare nella crudezza e nel pessimismo). Inoltre Flash aveva ciò che i Batman di Nolan, ed il secondo di Burton, non hanno, e cioè quel che io chiamo “l’arrivano i nostri” emotivo, ovvero quel senso di entusiasmo infantile, banale, ma assolutamente meraviglioso che non possiamo fare a meno di provare vedendo i buoni fare la festa ai cattivi. Sarà che ho una visione troppo “western” della vita, ma secondo me non dovrebbe mai mancare…

    Se vuoi che nomini una pellicola per il grande schermo, direi Akira di Katsuhiro Otomo: primo perché, pur non essendo chiarissimo (difficile comprimere più di 2000 tavole in un film) resta un film di fantascienza intelligente e visivamente suggestivo. Secondo perché, per lungo tempo (fino a Sin City) è stato l’unico cinecomic (o cinemanga)diretto stesso autore del fumetto originale. Terzo perché, essendo un film animato comprende quell’aspetto dei fumetti che i cinecomic live-action ovviamente non hanno, cioè lo stile grafico dell’autore.

    Se invece devo restringere il campo ai cinecomic in carne ed ossa, allora dico Rocketeer, dal capolavoro a fumetti di Dave Stevens. Confezionato coi potenzi mezzi della Disney, diretto con mano sicura da Joe Johnston (Captain America) e ben scritto da Danny Bilson e Paul De Meo (già produttori tv di Flash e poi creatori del bel telefilm Sentinel), il film ricorda lo Spielberg migliore, quello de I Predatori dell’Arca Perduta. Non solo per l’ambientazione anni’30, ma anche perché la storia ha il giusto ritmo ed il giusto equilibrio tra suspense, azione e sentimento. I bambini possono entusiasmarsi con le acrobazie dell’eroe, le donne appassionarsi alla storia d’amore tra il protagonista e la sua fidanzata in pericolo, e gli adulti, specie i cinefili, possono deliziarsi con le mille raffinate strizzatine d’occhio alla Holywood che fu (come la presenza del miliardario-inventore Howard Hughes, realmente esistito, o il fatto che Errol Flynn, su cui è modellato il personaggio di Timothy Dalton, fu davvero sospettato di essere una spia nazista). Fu un fiasco, ma non se lo meritava.
    ;) ;) ;)

  11. Ah, dimenticavo: molto buoni anche i primi due Spider-Man di Sam Raimi (il mio regista preferito insieme a John Woo), mentre Il Corvo è addirittura l’unico cinecomic nettamente superiore al fumetto di partenza. :)

  12. x Giovanni
    A) Ma il punto è che Nolan alla fin fine è stato il meno infedele di tutti, e ad ogni modo il giusto approccio per fare un adattamento deve essere in grado di dosare i vari elementi con serietà e cognizione: Schumacher ha praticamente fatto una trasposizione cinematografica del Batman di Adam West, ovvero quanto di più lontano possa esserci dall’essenza di questo personaggio. La visione di Nolan invece si rifa ai padri putativi del Batman moderno, che a mio modesto parere ci hanno regalato la migliore incarnazione possibile dell’uomo pipistrello.

    B) Vero, Moore e Miller non hanno rinnegato elementi fantastici. Ma realisticamente, quanto c’è di fantastico in Anno Uno e The Killing Joke? Quasi nulla, e il risultato è grandioso ugualmente.

    C) Mai detto che fantastico significa stupido, io adoro i film di Burton tanto per dire, ma c’è un motivo se tra le storie più brillanti e più adorate di Bats svettano sempre quelle più “urbane”, un po’ come i film di Nolan che attualmente vengono considerati il top per il franchise cinematografico.
    L’immaginazione e l’ironia come dici tu, non potevano assolutamente trovare posto in un film cupo e drammatico come The Dark Knight.. sarebbero stati letteralmente fuori luogo, e avrebbero smorzato di fatto un punto di forza del film, ovvero la costante tensione che permea le scene, la sensazione che sta per accadere qualcosa, l’adrenalina.

    D) Sui vari comprimari e sulla “bat-family” (che io ritengo un ossimoro) posso essere d’accordo che ormai sono personaggi che hanno una loro dignità sui fumetti. Ma nei film di Nolan sarebbero fuori posto come un Teletubbies in una piece teatrale. Come dici tu, è normale che TDK sia grandioso perchè è maturo e intelligente, ma ha contribuito tantissimo rendere il Joker un personaggio a tutto tondo, estendere Gotham a una nuova faccia, non solo quella sporca e buia di Begins, e avere le scene d’azione sono le più belle e spettacolari di tutta la saga.

    Sulla questione Superman, bisogna fare un po’ di chiarezza: innanzitutto Chris Nolan non è coinvolto a nessun livello “creativo” nel progetto, lui sarà solamente produttore esecutivo, ma di fatto non metterà mani nè sullo script nè sullo stile del film. The Man Of Steel è appannaggio esclusivo di David Goyer, che si è fatto aiutare nella stesura del copione da Nolan jr, e Zack Snyder. La paura di vedere un “Superman dark” è scongiurata, nessuno, neanche Nolan, ha mai pensato di renderlo tale (anzi lui stesso ha ammesso che scrivere o dirigere un film su Superman non fa per lui). Ergo, comunque vada il film, successone o mega-flop, sappiate che Chris Nolan sarà solamente un nome in locandina, niente di più.

  13. Complimenti per l’articolo! Completo e ricco di informazioni, per chi, come me, adora Batman. Concordo pienamente su tutto. Senza nulla togliere ai due bellissimi Batman del grande Tim Burton, Nolan è andato un passo oltre. E’ riuscito, infatti, a legare perfettamente fumetto e realtà, cosa che tanti fans del pipistrello cercavano. L’incredibile successo riscosso ne è testimonianza. Inoltre gli riconoscerò sempre il merito di aver fatto risorgere Batman dall’abisso in cui era sprofondato, dopo le sciagurate e ridicole pellicole di Schumacher. L’unica cosa che mi manca del fumetto e di Burton è qualche gargoyle in più. Sto attendendo con tanta impazienza il terzo capitolo, sperando che l’assenza del joker, originariamente previsto nel terzo film, non pregiudichi la storia e soprattutto spero vivamente che non ci sia nè Robin nè Batgirl. Grazie ancora per i tuoi articoli

  14. x Salvo: Joker era stato escluso dalla trama del terzo film molto prima della morte di Ledger, quindi non dovremmo temere un effetto “ripiego” per la storia dell’ultimo capitolo; riguardo a Robin e Batgirl, penso di poter dire che Nolan li eviterà come la peste :P

  15. Scusate se torno sull’argomento, ma non capisco perché tanto odio nei confronti di Robin e Batgirl.
    La Bat-Family sarà pure un ossimoro, ma è un ossimoro che aumenta il fascino del bat-verso.
    Voglio dire, Bruce Wayne è un miliardario playboy, ma se non fosse per Alfred sarebbe tragicamente solo, Batman invece è una figura sfuggevole e scontrosa, ma ha una folta schiera di amici ed alleati. È come nei vecchi western: Gary Cooper in Mezzogiorno di Fuoco è benamato dai suoi concittadini, ma nel momento del bisogno viene lasciato solo, John Wayne in Un Dollaro D’Onore vuole agire da solo per non rischiare la vita dei suoi amici, e proprio per questo loro sentono il dovere di aiutarlo.
    Se, invece di un quattordicenne, venisse inserito un Robin già alle soglie dell’età adulta – come hanno intelligentemente fatto Dini e Timm per la animated series- il ridicolo involontario sarebbe certo minore. Potrebbe avere un look meno colorato, ed il soprannome Robin potrebbero darglielo i media o i criminali.
    Per quanto riguarda Batgirl… beh, non ho mai capito perché mai una ragazza-pipistrello nemica del crimine sarebbe tanto patetica, mentre una donna-gatto ladra sarebbe sexy, erotica ed intrigante.
    Forse sono uno dei pochi maschietti a non nutrire un debole perverso per le bad girls…
    :mrgreen:

  16. Robin e Batgirl nascono tra gli anni ’40 e ’60 per ammorbidire le storie di Batman ritenute troppo violente per i bambini. E’ una necessità che oggi non sussiste, soprattutto nella rilettura di Nolan che è adulta e violenta. Questo non significa che io ritenga Robin e Batgirl due personaggi inutili. Grandi autori hanno saputo valorizzarli e li hanno fatto entrare di diritto nella mitologia di Batman.
    Il discorso è un altro. Bisogna uscire da questo tipo di ragionamento: se c’è nel fumetto bisogna metterlo nel film. Questo un AUTORE non lo fa. Un regista e uno sceneggiatore serio prende quello che gli occorre per raccontare la SUA storia. Allora, in Batman Begins servivano personaggi che avessero a che fare con le origini di Batman, con il tema della paura, della vendetta e della giustizia, e sono stati inseriti Ra’s Al Ghul e lo Spaventapasseri. In The Dark Knight occorreva l’eroe-Harvey Dent, l’antieroe-Batman e la nemesi-Joker. Punto. Perché era questa la storia che Nolan voleva raccontare. E così sarà anche per The Dark Knight Rises. D’altronde, le fonti di ispirazione di Goyer e Nolan sono stati principalmente Batman Year One e Il lungo Halloween, dove Robin e Batgirl non compaiono.
    Non esiste che si dica ad un maestro come Nolan: “Vuoi fare un film su Batman? Allora devi metterci tizio e caio.” Questo è il ragionamento bacato fatto da Schumacher ed è il ragionamento bacato che stanno facendo i signori della Marvel, producendo filmetti per bambini che sono copia-incolla dal fumetto originale senza alcuna autorialità. In Captain America, Bucky è stato inserito proprio perché Johnston è stato obbligato e il personaggio non serve assolutamente a nulla. Così come i compagni di Thor nel film di Branagh che si è lamentato delle ingerenze dei produttori tanto che ha rinunciato al sequel. Notizia di oggi, anche Patty Jenkins ha lasciato per gli stessi motivi. Mickey Rourke si è pure lamentato di come i produttori abbiano reso Iron-Man 2 una commedia anziché un film epico e drammatico. E tutti questi film sono diretti da mezze calzette e non da autori (ad esclusione di Branagh): Favreau, Joe Johnston, Mark Steven Johnson, Shane Black, Joss Whedon, David Slade si sta occupando di Daredevil. Chi è questa gente? Questi sono registi di serie B che accettano di fare i film come li vuole la produzione. Nolan, Ang Lee, Snyder, Synger, sono autori che portano sullo schermo la LORO storia prendendo dal fumetto ciò che serve e se ne sbattono altamente degli incassi. Questa è AUTORIALITA’.

  17. Rinnovo gli applausi per Stefano, tuttavia io penso che mentre Robin ci può stare se trattato a dovere (ma non nei film di Nolan), Batgirl possono tranquillamente dimenticarsela del tutto. Personalmente io la ritengo di un’inutiità disarmante perchè è il clone femminile di Batman che non ha ragione d’esistere dato che non ha subito tutto quello che è capitato a Bruce Wayne… comunque, a parte i mestieranti dei Marvel Studios che hanno un’autorialità pari a zero, dei registi che si sono distinti nel campo Nolan è l’unico e vero autore dato che nessuno dei vari Ang Lee e Brian Synger si sono scritti i film, difatti si sono permessi poi di passare il testimone.

  18. Sì, Stefano, anch’io penso che possano stonare nei film di Nolan, ma con un registro un po’ più “scanzonato” potrebbero starci senza problemi. E per “scanzonato” non mi riferisco ai Batman di Schumaker, ma a classici come se ne facevano negli anni ’80, tipo Indiana Jones o Ritorno al Futuro, li definiresti stupidi o prettamente infantili?
    Non concordo con la differenziazione tra autori e mestieranti: nel primo Iron Man di Favreau (non ho visto il secondo) il personaggio di Tony Stark era ben delineato. Johnston è stato un pupillo di Spielberg e, prima di Captain America, ha girato un Rocketeer divertente, brillante e pieno di fascino.
    Ang Lee invece ha girato un Hulk edipico e dalla lunghezza insostenibile.
    E vogliamo parlare di Bryan Singer, che (per sua stessa ammissione) non ha mai letto un fumetto invita sua? Ha messo gli X-Men in completi in pelle nera tipo Matrix, ha ingaggiato un Magneto troppo vecchio, uno Wolverine troppo giovane e bello, e un Ciclope bamboccio lì tanto per fare numero (velo pietoso su Rogue che non è per nulla lei…).
    E Superman Returns? Era l’occasione per iniziare una nuova saga con un nuovo attore e nuovi cattivi. Purtroppo Singer conosceva solo i film con Reeve, e quindi ne ha fatto un sequel col solito Lex Luthor macchietta cattivo ma simpatico (e poi c’è chi vorrebbe ridimensionare il Joker di Nicholson, ma per favore…).
    PS
    Nessuno mi ha ancora spiegato perché Batgirl è ridicola e Catwoman no…

  19. Batgirl è una pallida ombra di Batman, una versione femminile dell’uomo pipistrello che non ha ragione di esistere, come Spider-girl si incarna in un animale che con la femminilità e le movenze del gentil-sesso non c’entrano niente, non ha un minimo di caratterizzazione e non rischia neanche alla lontana di essere sexy. Catwoman invece è vecchia quanto Batman e non è stata creata per mitigarlo, nel corso degli anni ha avuto le sue versioni e i suoi costumi, è un personaggio positivo ma dalla caratterizzazione ambigua, instaura con Batman un rapporto di amore-odio che si riflette in ciò che li accomuna e li divide, il fatto di essere entrambi degli outsider, dei freak se vogliamo (come si può notare in Batman Returns) poi è in contrasto con la loro caratterizzazione, lui è altruista e lei egoista eppure si attraggono a vicenda. Tra l’altro il gatto è un animale azzeccato per rappresentare una donna mentre il pipistrello no, senza contare che Selina funziona sia da sola che da sola, invece Batgirl al fianco di Batman è una ripetizione inutile (è già lui Bat e ha motivo di esserlo), è una spalla inutile (c’è già Robin) e una presenza in più che contribuisce a minare la solitudine del cavaliere oscuro. Già Nightwing non mi va a genio, lei poi è l’apoteosi dell’insignificante. E non funziona bene neanche come anti-eroe vigilante co-esistente a Batman dato che uno come Azrael, comparso molto meno, funziona 10 volte meglio. E nemmeno come amante dato che già c’è Talia Al Ghul. Come Nolan insegna, nell’universo di Batman, troppe donne non van mica bene…

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