Il Cavaliere Oscuro – “Lui non è un eroe. É un guardiano silenzioso.”

Pubblicato il 7 Settembre 2011 alle 18:01

Prima ancora dell’uscita di Batman Begins, lo sceneggiatore David Goyer scrisse il trattamento per due sequel che prevedeva in entrambi la presenza del Joker. Nel terzo capitolo della saga, la folle nemesi di Batman avrebbe sfigurato il procuratore distrettuale Harvey Dent in tribunale trasformandolo in Due Facce. Il 31 luglio 2006, un anno dopo il trionfo di Batman Begins, la Warner annunciò il sequel stanziando un budget di 185 milioni di dollari. A Goyer si unì Jonathan Nolan, fratello del regista Christopher con il quale aveva lavorato in The Prestige, uscito nel dicembre 2006. Jonathan è anche l’autore di Memento Mori, racconto breve da cui il fratello trasse Memento, il suo secondo film.

Jonathan e Christopher Nolan

Poiché la figura del Joker sarebbe stata fondamentale per la riuscita del film, Jonathan Nolan e Goyer studiarono in maniera approfondita tutto il materiale sul personaggio e decisero di basarsi soprattutto sulla versione delle prime apparizioni risalenti al ’40. Consultarono così Jerry Robinson, co-creatore del Joker insieme a Bob Kane e Bill Finger. Presero spunto anche da The Killing Joke, acclamata graphic novel dell’88 scritta da Alan Moore che raccontava le origini del villain e ne approfondiva la perversa filosofia. Continuarono a rifarsi anche a Il Lungo Halloween che aveva già fornito materiale per Batman Begins e nel quale si raccontava la corruzione di Dent in Due Facce.

Gli sceneggiatori decisero di voler tenere al centro della storia Harvey Dent, dall’apice come eroico procuratore distrettuale di Gotham City alla sua caduta, per questo motivo non era necessario approfondire le origini del Joker. Preferirono renderlo più misterioso e concentrarsi sul suo ruolo di nemesi perfetta di Batman. Lo script raccontava soprattutto di un’escalation di follia e criminalità annunciata nel finale del primo film e causata dalla presenza di Batman a Gotham. Al regista piacque molto l’idea di intitolare il film The Dark Knight (Il Cavaliere Oscuro) senza usare la parola Batman perché legittimava l’opera come sua visione personale del supereroe.

Locandina

I personaggi principali della storia sono quattro. Naturalmente c’è Batman che, secondo alcuni, sarebbe solo una figura secondaria nel film. Niente di più falso. L’intera storia ruota attorno a Batman, alla sua figura ispiratrice, all’influenza che ha sugli abitanti di Gotham, al suo ruolo di vigilante in contrapposizione alla carica istituzionale di Dent e, soprattutto, alla sua importanza come difensore dell’ordine contro il caos e l’anarchia scatenate dal Joker. Tutto riconduce a Batman e, al contrario di quanto accadeva in altre pellicole dedicate al supereroe, è l’argomento principale anche nelle scene in cui è assente.

Batman

Christian Bale, che aveva lavorato con Nolan anche in The Prestige, tornò nel ruolo di Bruce Wayne. Venne approfondita la componente investigativa del personaggio che, nel fumetto, è noto per essere il più grande detective del mondo. Bale dovette calarsi ancor di più nella psiche di Bruce Wayne ed identificarsi con il senso di sacrificio che lo porta a mettere a rischio la propria incolumità e a rinunciare agli affetti per portare avanti la sua crociata, conclusa la quale potrebbe tornare a condurre una vita normale esorcizzando la propria ossessione. Bale intensificò gli allenamenti di keysi conferendo alle mosse maggior potenza e precisione. Nolan era entusiasta dell’estremo coinvolgimento di Bale nel personaggio e nella storia e del modo che aveva di trasformarsi da uomo comune in combattente proprio come accade a Bruce Wayne.

Il problema che Bale aveva con il costume, troppo rigido e pesante, divenne parte integrante della trama. Bruce chiede al fido Lucius Fox di procurargli un’armatura più comoda e che gli permetta di voltare la testa. La costumista Lindy Hemming si ispirò alle divise dei motociclisti e alle placche in kevlar usate nell’esercito ridisegnando il costume in modo più sottile, moderno ed arioso. É composto da 200 pezzi in gomma e fibra di vetro separati da zone flessibili in nylon e maglia metallica con il cappuccio staccato dal torace. Nel film, Batman è dotato di un maciullatore che gli permette di divellere la lamiera con le mani, di un fucile assemblabile spara bombe appiccicose e di un paio di guanti in grado di sparare le appendici acuminate. Per gli abiti di Bruce Wayne venne realizzata una linea apposita da Giorgio Armani.

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