Con la stagione 7 la serie TV ha raggiunto nuovi livelli di violenza, ma i lettori del fumetto hanno lo stomaco più forte dei telespettatori.

Una serie ormai cult come The Walking Dead di Robert Kirkman non può essere esente da critiche da parte del pubblico, specialmente quello televisivo, forse meno abituato a scene di violenza così forti da essere talvolta etichettate come “gratuite”. E così si finisce per leggere di spettatori disturbati dalla crudezza con cui ha esordito qualche mese fa la settima stagione dell’adattamento televisivo dell’opera di Kirkman.

Ma come ben sanno i lettori della serie a fumetti, quello che abbiamo finora visto sui nostri teleschermi è ben lungi dall’essere estremo e disturbante come lo sono i colpi di scena a cui lo scrittore d’oro della Image ci ha ormai abituato.

Vediamo quindi i 15 momenti in cui fumetto e serie TV hanno intrapreso strade diverse per “alleggerire” i toni della storia.

15. CARL UCCIDE SHANE.

Sebbene nella serie televisiva il personaggio di Shane abbia avuto il tempo di essere maggiormente approfondito, vuoi anche per il lungo periodo speso alla fattoria della famiglia Greene, non è stato così nel fumetto, dove Shane incontra la sua drammatica fine già nella sesta uscita americana per mano di Carl!

Il bambino, che all’epoca aveva solo 7 anni, si trova a sparare all’uomo in conclusione di un litigio tra suo padre e lo stesso Shane, che stava puntando una pistola alla testa di Rick asserendo che “sarebbe dovuto rimanere morto” (in riferimento al risveglio dal coma a inizio serie) così che lui e Lori avrebbero potuto continuare a giocare alla “famiglia felice”.