Recensione Musashi di Ishinomori Shotaro – Planeta DeAgostini

Pubblicato il 25 Maggio 2010 alle 10:00

Autore: Ishinomori Shotaro
Provenienza
: Giappone
Casa Editrice
: Planeta DeAgostini
Prezzo
: 11,95€


Partiamo dall’autore. Ishinomori Shotaro è un autore tristemente poco conosciuto al lettore medio di manga, nonostante la mole impressionante di opere che ha creato ( qualcuno parla di circa 500 volumi ) e la grandissima varietà di generi e stili che ha affrontato e personalizzato.

Onodera (questo il vero nome del sensei)  nasce nel 1938 nel piccolo villaggio di Ishinomori (che gli darà spunto per il nome d’arte) e, affascinato dall’opera di Osamu Tezuka, decide di trasferirsi a Tokyo  dove abiterà nei famosi “appartamenti dei manga” i Tokiwa-so (attorno a lui abitano e lavorano altri grandi autori come Fujiko Fujio-creatore di Doraemon- e Fujio Akatsuka). Partendo da opere shojuo Shotaro passa negli anni ’60 ad opere sempre di genere diverso, dando vita a Cyborg 009 (del 1963, ristampato oggi dalla J-pop), al manuale didattico Mangaka Nyumon, a opere più o meno fortunate per la televisione: Kamen Rider e Jinzo Ningen Kikaider, ancore oggi oggetto di culto. Non sono da meno la collaborazione iniziata con Osamu Tezuka nel 1955 per Astro Boy (oggi in ristampa antologica per Panini Comics, e completa in inglese per Dark Horse) e la famosissima Manga Declaration a cui dobbiamo la nascita del termine “manga”. Morirà nel 1998 dopo essersi giustamente guadagnato l’appellativo di “Re del Manga“.

Dopo questa  breve premessa, è ora di passare all’opera in particolare. Musashi è un’opera biografica che vuole ripercorrere la vita di Musashi Miyamoto, grandissimo spadaccino vissuto a cavallo del XVI e XVII sec, e autore de “Il Libro dei Cinque Anelli” (Go rin no Sho), che riassume nelle sue 5 parti (terra,aria, acqua, fuoco, vuoto, gli elementi fondanti dell’universo per la tradizione Taoista) tutta la sua esperienza: dall’apprendimento e perfezionamento delle tecniche di combattimento, fino a tralasciare la tecnica, ormai assimilata, in favore della spontaneità e dell’istintività. Il Libro dei 5 Anelli è da considerarsi una delle letture fondamentali su Heiho, l’insieme delle pratiche guerriere e sulla filosofia che le ingloba.

L’opera di Ishinomori si presenta quindi a combattere una sfida molto difficile. Quella di trasporre in un linguaggio nuovo e moderno, quello del manga,  un’opera tra le più preziose e inestimabili della cultura giapponese. Un esperimento che presenta non poche difficoltà, sopratutto al momento di dover trattare sfumature filosofiche elaborate. Ma il senpai riesce nel suo intento e crea un perfetto equilibrio di silenzi e pellicola.

In Musashi due elementi dominano: l’economia dei dialoghi, usati pochissimo, dosati attentamente e talvolta interrotti anzitempo, lasciando dubbi e questioni non risolte esplicitamente e un approccio cinematografico al disegno non solo delle scene di combattimento (che ovviamente hanno un ruolo  centrale) ma anche ai paesaggi ed alle scene di più chiusa intimità. Il tratto deve molto ad Osamu Tezuka ma è un’influenza che lascia trasparire abbondantemente una personalità ed una creatività ben consapevole. La luce e l’ombra giocano con le armi e la via\vita dei personaggi ,creando fotogrammi statuari seppur pieni di tensione, di elettricità. È un equilibrio instabile tra la vittoria e la sconfitta, l’amore\odio e il vuoto, la vita e la morte, non solo nei combattimenti ma nelle parole, nei passi quoidiani dei personaggi. Una consapevolezza della morte,  interiorizzata,  che i disegni di Ishinomori esprimono nella loro solitudine e sottile angoscia. La morte in Musashi è presente come il respiro dei personaggi, un elemento che compartecipa a  creare la vita e la concentrazione.

Ci sono anche alcune scene che mi potrei azzardare a definire comiche, o perlomeno caricaturali, dove il lettore può rilassare un attimo i neuroni e i muscoli delle mani, ma non sono fini a sè stesse; son ricche di piccole rivelazioni, di piccoli cambiamenti improvvisi ed inattesi, ambigui nei loro risvolti.

Dal punto di vista della narrazione e della trama, Ishinomori rielabora attentamente l’opera cartacea, cercando di mantenere una linearità degli eventi, ed una visione superficiale godibile anche a chi non sia interessato minimamente ad indagare gli aspetti più complessi della “via del guerriero”.

Infine, l’edizione DeAgostini è davvero interessante: numerose le pagini a colori, e sopratutto con una scelta dei toni abbastanza retrò, il resto delle pagine ( voglio ricordare che è un volumetto di ben 500 pagine) son ben suddivise e con una trasparenza poco percettibile. L’unica cosa che può leggermente storcere il naso è il formato, non grande ma di un normalissimo tascabile, cosa che sinceramente non danneggia la godibilità della lettura e per di più ha permesso un prezzo sicuramente inferiore ad una possibile edizione di lusso.


VOTO 8

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