Quaderni Giapponesi: il Sol Levante visto da un fumettista italiano [Recensione]

Pubblicato il 29 Agosto 2016 alle 11:25

Igort, nome d’arte di Igor Tuveri, racconta la propria esperienza nel Paese del Sol Levante e all’interno della realtà editoriale giapponese, ma non solo.

Fin dagli anni ’90, i mondi del fumetto occidentale e orientale hanno cercato di trovare un punto di incontro per creare collaborazioni più strette, anche perché queste due realtà continuano ad influenzarsi sempre di più tra di loro.

Proprio in quel periodo Igor Tuveri, uno dei futuri fondatori della Coconino Press, iniziò a lavorare per il super editore giapponese Kodansha, stabilendosi a Tokyo per lunghi periodi di tempo.

Igort ha deciso di rievocare quegli anni attraverso la graphic novel Quaderni Giapponesi, un vero e proprio reportage a fumetti che intreccia sapientemente l’esperienza personale del suo autore con la storia di un Paese ricco di tradizioni e allo stesso tempo moderno.

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Una tavola intera di Quaderni Giapponesi

Igort indaga con delicatezza la cultura e la filosofia giapponese, soffermandosi sugli aspetti che maggiormente affascinano gli occidentali e usando come punti di partenza precisi aspetti della storia del Giappone, come la vita della geisha e assassina Sada Abe e i tradizionali lottatori di sumo.

Dalla cucina al cinema, dall’arte all’animazione (con tanto di incontro con personalità del calibro di Hayao Miyazaki), Igort sviscera numerosi argomenti, partendo dai propri interessi personali, in modo da offrire al lettore occidentale uno spaccato della cultura giapponese.

Ovviamente un’attenzione particolare viene dedicata al mondo dei manga e ai suoi dietro le quinte, sottolineando le differenze con il fumetto occidentale: i ritmi più serrati, le scadenze imminenti, i numerosi assistenti dei mangaka, ecc…

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Igort incontra Miyazaki

Lo stile narrativo di Igort è formato da brani che sembrano tratti da un diario intimo e che, nonostante la lunghezza, non scoraggiano per niente la lettura del volume: anzi, permettono al lettore di soffermarsi maggiormente su ogni singola tavola e di dedicarsi ancora di più a questa lettura particolarmente immersiva.

I disegni di Igort invitano non solo alla lettura, ma anche alla contemplazione dei luoghi rappresentati all’interno del fumetto, disegnati in maniera realistica e con un goccio di malinconia mista a nostalgia.

L’autore in questo modo accompagna il lettore in punta di piedi nel Giappone del passato e del presente: e, a fine lettura, quest’ultimo si ritrova a socchiudere silenziosamente la porta dietro di sé, facendo attenzione a lasciare uno spiraglio aperto.

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