I Buoni Vicini –  Libro II Fata

Autori: Holly Black (testi), Ted Naifeh (disegni)
Casa Editrice: Rizzoli/Lizard
Provenienza: USA
Prezzo: € 13,50, 15 x 23, pp. 128, b/n
Recensione


Che la popolarità del fantasy non accenni a diminuire è un dato di fatto e basta dare un’occhiata in libreria per accorgersi della quantità notevole di romanzi sword & sorcery proposti mese dopo mese. Al cinema il discorso non è differente e ogni pellicola classificabile in questo particolare genere ottiene grande successo. Non mancano nemmeno i serial televisivi (attualmente Sky sta programmando ‘I Pilastri della Terra’) e, last but not least, neanche i fumetti sono estranei a un simile trend.

Non che sia una novità. Basti ricordare le versioni fumettistiche dell’Elric di Michael Moorcock o il Conan The Barbarian che colpì l’immaginario di tanti entusiasti lettori e, se dovessimo risalire al periodo classico dei comics, il Prince Valiant del leggendario Harold Foster è ancora oggi considerato una pietra miliare della narrativa disegnata (e queste sono solo tre delle centinaia di opere che si potrebbero citare).

Analogamente al caso, però, di forme narrative come la fantascienza, l’horror o il noir, pure il fantasy ha i suoi sottogeneri. Uno di essi è, per esempio, il cosiddetto ‘urban fantasy’. Una tipica storia urban fantasy ha a che fare con maghi, streghe, elfi, esseri fiabeschi e così via, però le storie sono di solito inserite in un contesto contemporaneo, quasi sempre in una metropoli. Ed è così nel pregevole The Good Neighbours, scritto da Holly Black (celeberrima per la saga di Spiderwick – Le Cronache) e disegnata da Ted Naifeh, attualmente giunto al secondo volume, tradotto in Italia da Rizzoli/Lizard.

La protagonista principale della vicenda è Rue, un’adolescente apparentemente non dissimile dalle sue coetanee. Frequenta le superiori. Ha un boyfriend. Quando ne ha la possibilità va a ballare e ascolta musica rock. Ma è l’unica in grado di vedere e percepire strane e inquietanti creature fatate che, come si è scoperto sin dal primo episodio, appartengono ai cosiddetti ‘buoni vicini’, esseri magici e potenti caratterizzati da peculiari comportamenti, non necessariamente amichevoli, nei confronti degli umani.

Rue, per motivi famigliari, è, suo malgrado, collegata ad essi, e un’importanza fondamentale nella story-line è rappresentata dai misteri relativi a sua madre, ufficialmente morta (ma sarà davvero così?). Nel primo volume, la Black aveva delineato una tipica trama urban fantasy, filtrandola, però, con suggestioni noir, per giunta con un tocco da teen drama intrigante.

Ciò risalta maggiormente in questa seconda uscita, in cui, al di là dell’aspetto fiabesco, ispirato a numerose tradizioni celtiche, l’autrice descrive, in maniera convincente, le incertezze, le ansie e i timori di quella meravigliosa e complessa stagione esistenziale che è l’adolescenza. Gli enigmi riguardanti il passato della famiglia di Rue e i Buoni Vicini continuano ma il ritmo della narrazione si fa più serrato e le dinamiche psicologiche dei character si complicano, a cominciare dal rapporto problematico esistente tra Rue e il suo boyfriend (che subirà non pochi scossoni).

I testi sono dinamici e a tratti introspettivi e i dialoghi ben impostati e la Black ha il pregio di non cadere mai nella verbosità (difetto che si può attribuire, ammettiamolo, a molti scrittori di narrativa fantasy). Il penciler Ted Naifeh, dal canto suo, fa un ottimo lavoro, con un tratto grafico ombroso e sporco che si adatta egregiamente alle tenebrose e sognanti atmosfere della story-line. Sono palesi gli influssi dell’estetica ‘gothic’ ed emo, specie nel look dei personaggi, e non mancano gradevoli momenti di accennato erotismo (è sufficiente ragionare sulla sequenza riguardante il giovane Dale e alcune intimidenti, ma seducenti, Lamie). Nel complesso, I Buoni Vicini si conferma come un fumetto avvincente, valorizzato dalla cura editoriale della Rizzoli/Lizard) e non va trascurato.


Voto: 8

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