The Unwritten vol. 3 – Morto Che Parla

Pubblicato il 28 Maggio 2011 alle 14:00

The Unwritten vol. 3 – Morto Che Parla

Autori: Mike Carey (testi), Peter Gross (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 14,95, 16,8 x 25,7, pp. 144, col.
Recensione


Giunge al terzo volume The Unwritten, avvincente serie Vertigo scritta da Mike Carey e disegnata da Peter Gross, già apprezzati per lo splendido Lucifer. Le vicende labirintiche e complesse di Tom Taylor, caratterizzate da un piacevole mix di fantasy, thriller e atmosfere di impronta cospiratoria con suggestioni meta-narrative, si fanno via via più intense e, a mio parere, in questo tp lo scrittore britannico ingrana la quarta, realizzando lo story-arc forse più sofisticato, specie per ciò che concerne la struttura del plot.

Il protagonista del serial, Tom Taylor, è il figlio di un noto scrittore fantasy che ha fatto fortuna scrivendo le avventure del mago Tommy Taylor (una specie di Harry Potter), in parte ispirato al figlio. A un certo punto, però, l’autore scompare misteriosamente e Tom si trova coinvolto in una serie di situazioni poco piacevoli, provocate da un oscuro gruppo che, da secoli, sfrutta e manipola gli scrittori, e le loro creazioni, per ragioni non meglio specificate.

Come se non bastasse, molti fans di Tommy Taylor sono convinti che Tom sia una specie di Messia, nonché l’autentica rappresentazione del loro amato personaggio; e, a causa delle macchinazioni dei suoi avversari, il nostro sfortunato eroe è stato erroneamente accusato di una serie di efferati omicidi, diventando di colpo il nemico pubblico numero uno.

Per giunta, a complicare una situazione già di per sé ingarbugliata, sono della partita Lizzie Hexam, una ragazza il cui nome è un chiaro omaggio a un personaggio di Dickens, e Savoy, un giornalista che aiuta Tom, sperando in uno scoop. Inoltre, la serie ruota intorno all’enigma di un eventuale nuovo romanzo di Tommy Taylor che potrebbe essere pubblicato in qualsiasi momento, sempre ammesso e non concesso che esista.

Con questa uscita, che comprende i nn. 13-18 del comic-book originale, Carey decide di risolvere alcuni dei punti narrativi in sospeso, ovviamente introducendo, però, nuovi misteri, e delineando una story-line particolarmente elaborata che ha il pregio di catturare l’attenzione del lettore. Innanzitutto, scopriremo finalmente qualcosa sul passato di Lizzie e le risposte riguardanti la sua identità non saranno scontate.

Nemmeno il padre di Tom verrà trascurato e, naturalmente, l’associazione segreta di individui che l’hanno messo nei guai ricopriranno un ruolo di primo piano negli eventi raccontati da Carey. Lo sceneggiatore, analogamente alle uscite precedenti, di fatto compie, con il pretesto di un fantasy, una stupenda riflessione sulla narrazione e sull’immaginazione, con numerosi riferimenti letterari che vanno da Shakespeare a Borges, un continuo citazionismo e, a tratti, una riuscita satira del mercato della fiction e dell’industria culturale in generale.

E pure stavolta Carey utilizza una straordinaria varietà di stili espressivi: si passa dai testi tipici della tradizione fantasy a quelli di impronta diaristica; e non mancano gli stilemi delle odierne chat. Inoltre, si può affermare che questa è la sequenza più sperimentale della serie: ci sono, infatti, narrazioni che procedono in parallelo; e non si può non citare l’eccezionale episodio in cui Carey racconta i trascorsi di Lizzie, utilizzando la scansione narrativa dei libri ‘a bivio’, con indicazioni che suggeriscono in quale punto iniziare a leggere, in che modo procedere e a volte presentando alcune opzioni, in modo che il lettore possa creare il proprio percorso di lettura.

Questo fenomenale esito creativo, peraltro, ha una struttura circolare, senza un inizio e una fine propriamente detti, che rimanda, facendo le debite proporzioni, agli scritti di Joyce o a determinati concetti borgesiani. Il penciler Peter Gross, dal canto suo, svolge un buon lavoro, rivelando notevole abilità nella costruzione delle tavole e dei lay-out. L’edizione Planeta è passabile e con pochissimi refusi, sebbene ci sia un balloon in spagnolo. Nel complesso, comunque, The Unwritten si conferma uno dei fumetti Vertigo più godibili e intriganti attualmente in corso di pubblicazione.


Voto: 8

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