L’ibrido remake-reboot-sequel può rigenerare due saghe ultra-trentennali?

Immaginate per un attimo di essere un emergente sceneggiatore/regista: se un facoltoso produttore di Hollywood vi offrisse la possibilità di scrivere e dirigere il settimo film di una celebre saga, nata sul finire degli anni ’70, che potenzialmente non sembra aver nulla di nuovo da offrire, come agireste?

Esclusa la possibilità di creare qualcosa di completamente rivoluzionario rispetto ai canoni dei primi capitoli della serie – idea che i produttori aborrano a priori in quanto troppo rischiosa ai fini di un investimento in teoria sicuro – vi restano due possibilità:

1) Fare un “copia e incolla” delle sceneggiature precedenti con differenze impercettibili, stessi personaggi monodimensionali e la riproduzione della medesima atmosfera anni ’70/80 senza aggiornarla ai tempi odierni (E qui il nostro produttore ci dirà compiaciuto: “Bravo, tanto i soliti fan accaniti e decerebrati lo andranno a vedere 3 o 4 volte indipendentemente dalle innovazioni”);

2) Creare una sorta di ibrido tra reboot, remake e sequel, un compromesso tra l’esigenza di accontentare i vecchi fan e quella di avvicinarne di nuovi alla saga con dinamiche narrative diverse, in poche parole uno start point curato sotto i profili tecnici e destinato a produrre una nuova generazione di appassionati.

Sicuramente la seconda soluzione è quella che permetterebbe di raccontare una storia parzialmente originale, accattivante e riconoscibile ai più, tanto da essere diventata ormai un tipo di operazione condivisa anche dai produttori di due attesi lungometraggi usciti negli ultimi mesi: Star Wars -Episodio VII: Il risveglio della Forza e Creed.

È vero, l’industria cinematografica americana è attanagliata da un’allucinante crisi di idee, ma in compenso sembra aver compreso che non basta il titolo “famoso” o il semplice 3D per portare gente al cinema e che il pubblico si è stancato dei reboot e remake privi di senso e meramente commerciali. Per le saghe ultra-decennali è giunto il tempo di agire diversamente: non un reboot né un remake, ma una via di mezzo con il sequel che da qui in avanti potrebbe diventare la regola per i blockbuster.

A modo loro, Star Wars: Il risveglio della Forza e Creed hanno stravinto, sul prevedibile piano degli incassi e su quello – non così scontato – della critica. Nessuno, nemmeno il fan più ottimista delle saghe di Star Wars e Rocky Balboa avrebbe potuto prevedere che due franchise così maturi avrebbero ottenuto addirittura una seconda giovinezza, grazie a due settimi capitoli che hanno superato ogni tipo di aspettativa.

Ma come ci sono riusciti i due registi e sceneggiatori – J.J.Abrams e Ryan Coogler – a rinsaldare l’eredità di due leggende come Star Wars e Rocky?

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3 Commenti

  1. la crisi di idee non ce mai stata, ogni anno abbiamo titoli originali, piuttosto sono andati a mancare i produttori che vogliono rischiare su titoli che sono un’incognita al botteghino, quindi per mantenere vivo il mercato si passa alla strada piu’ facile.
    Questo 2015 e la dimostrazione che i maggiori successi sono sequel o reboot.

  2. Chi reputa questo un buon film , un ottimo film , di STAR WAR NON HA MAI VISTO NE CAPITO NULLA. (e si : lo sto urlando ).

    A parte Rei, che fino al giorno prima raccattava rottami e oggi si scopre JEDI. Senza nessuna preparazione impara la manipolazione mentale, e a combattere con la spada laser contro un apprendista del lato oscuro.
    A parte che sembra la fotocopia di ” una nuova speranza “, morte nera più grossa e x wing che la distruggono.
    A parte il cattivo, senza spessore, il dramma con il padre ( spoiler ) che doveva essere
    più drammatico
    A parte Luke ….
    E già questi a parte ne discutiamo per ore.

    MA ( e si ancora sto urlando ) UNO CHE FINO AL GIORNO PRIMA ERA UNA TRUPPA D’ASSALTO, STORICAMENTE LA CARNE DA MECELLO DEGLI JEDI, prende in mano una spada laser e fronteggia un apprendista del lato oscuro?
    MA DOVE CAXXXXXOOOOOOOOO e avete il coraggio di salvare la trama?
    Abrams ha toppato con ST e ora con SW.
    PUNTO.

    • Ma quando scrivi: “PUNTO” vuol dire che noi poveri “altri” abitanti del mondo (dove tu probabilmente sei il DIO, SOVRANO INDISCUSSO) dobbiamo stare zitti e inchinarci al tuo sapere, alla tua parola?.

      Oppure ho, addirittura anche io, la possibilità di dirti il mio parere? Tipo che è un film godibilissimo che ha una miriade di cose positive ed una regia, sempre secondo il mio piccolissimo parere da uomo inutile in confronto a te, veramente di buon livello.

      Posso infine, sempre con massimo rispetto per te padrone, dire che la più grande vittoria di Abrams è stata restituire al film le stessa atmosfera delle primissima trilogia riparando, almeno in parte, a quell’obbrobrio di trilogia “prequel”?

      Mi scusi tanto,
      Buona giornata.

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