Arriva un nuovo volume della collana Superfumetti dedicato a uno dei più grandi maestri del fumetto italiano, Jacovitti, e a uno dei suoi personaggi più amati: Coccobill! Non perdete le divertenti storie che hanno conquistato generazioni di lettori!

Quando si parla di western all’italiana si pensa immediatamente alle pellicole di Sergio Leone e di altri validi registi. Però, se è vero che è stato il cinema a rendere famosa a livello internazionale questa attitudine, si tende a dimenticare che la via italiana al western nacque nell’ambito del fumetto. E’ scontato citare Tex, ancora oggi una delle serie più lette del nostro paese, e non è strano nominare anche il divertente Coccobill, personaggio creato dal compianto Benito Jacovitti protagonista di questo numero della collana Superfumetti.

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Se infatti negli spaghetti western di Corbucci e soci si rilevavano toni ironici, grotteschi e a volte farseschi, lo stesso si può affermare per le strisce di Coccobill che, sebbene classificabili nella categoria del fumetto umoristico, hanno, specialmente nei dialoghi, un’espressività analoga. Jacovitti ideò il simpatico cowboy nel 1957, ottenendo subito grande successo. Jac, come era affettuosamente conosciuto dai fan, non era un autore qualsiasi: geniale, eccessivo, provocatorio, dava libero sfogo alla sua immaginazione senza reprimersi.

Negli anni settanta fu al centro di accese controversie a causa delle sue idee di destra che gli costarono la collaborazione alla rivista Linus e nel corso della sua straordinaria carriera non evitò polemiche, sempre però svolte con il sorriso sulle labbra e con un sarcasmo acre e pungente.

Una cosa è comunque innegabile: Jacovitti aveva un talento immenso e potete rendervene conto proprio leggendo questo albo. Sono incluse le primissime storie di Cocco Bill e altre realizzate invece verso la fine degli anni settanta. In questo modo avrete l’opportunità di cogliere l’evoluzione del suo tratto e della sua scrittura.

Coccobill è dunque un cowboy che nel selvaggio West cerca di opporsi agli avventurieri e ai poco di buono. Si muove cavalcando il fido Trottalemme e vive avventure assurde, deliranti e spassose, confrontandosi con personaggi che definire stravaganti è un eufemismo: tra i tanti, segnalo il Bisceriffo e la Maestra, anziana insegnante innamorata del nostro e spesso al centro anche lei di situazioni allucinanti.

Per quanto concerne le sceneggiature, sono due gli elementi che più colpiscono: la capacità di Jacovitti di delineare story-line dal ritmo veloce e sincopato, sovente complesse e articolate, ricche di sorprese e colpi di scena; e l’inventiva linguistica che si esplica con giochi di parole, rime e doppi sensi che in alcuni momenti fanno pensare al futurismo.

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Ma pure i disegni sono di qualità sopraffina. Il tratto di Jacovitti è naturalmente di impostazione cartoon ma le figure sono personali e riconoscibilissime, al punto che si può parlare di uno ‘stile Jacovitti’. Inoltre, in tante vignette appaiono elementi divenuti il suo marchio di fabbrica: una lisca di pesce a mo’ di firma, per esempio; un dito, vermi, salami e altro ancora.

Lo story-telling è dinamico e ogni pagina evoca un costante senso del movimento. Coloro che già conoscono l’opera di un maestro del calibro di Jacovitti sanno già di cosa sto scrivendo; chi non ha ancora avuto l’opportunità di avvicinarsi a lui avrà una lieta sorpresa.

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