3. Dylan Dog di Tiziano Sclavi e Angelo Stano

Dylan-Dog

Ottobre 1986, in edicola si presenta un nuovo fumetto, narra le avventure di un indagatore dell’incubo, un certo Dylan Dog, abita a Londra, Craven Road 7, ha un campanello che urla, e il suo amico nonchè collega è il sosia di Groucho Marx.

Dylan Dog è una scommessa vinta del fumetto italiano, che ha infranto ogni record, raggiungendo il milione di copie al mese negli anni ’90, con le sue canoniche 96 pagine i lettori si scioglievano  e si lasciavano trascinare da un abile scrittore come Tiziano Sclavi che più di tutti è riuscito ad eliminare la stupida contrapposizione tra “Fumetto d’Autore” e “fumetto” che ritorna ad essere semplicemente Fumetto.

Tiziano Sclavi è Dylan Dog, vive le sue paure, i suoi incubi e ne tratta le vicende in maniera impareggiabile, coadiuvato da artisti abili  nel rappresentare l’orrore, come Stano, Casertano, Ambrosini, Roi, Piccatto, Brindisi e molti altri che prestandosi a Dylan Dog (Tiziano Sclavi), hanno contribuito a far innamorare intere generazioni di uno dei capisaldi del Fumetto Italiano.

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