Cosa significa “adattare” un fumetto al Cinema?

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La fedeltà al fumetto originale garantisce la qualità di un film?

Fateci caso, tra le critiche che maggiormente vengono mosse alle trasposizioni cinematografiche di un fumetto, quella prevalente è: ” Non è fedele al fumetto! Hanno stravolto tutto!!”

C’è solo un piccolo problema da attribuire a questa presunta critica: la fedeltà integrale al fumetto non è un elemento funzionale alla qualità di un adattamento cinematografico, ma solo un’utopia che acquista importanza per l’anima nerd più accanita che si cela in ogni fan.

Rispettare o non rispettare il nucleo essenziale dell’opera originale è una scelta che tutt’al più può rispondere ad esigenze di coerenza, integrità e rispetto verso l’autore del fumetto e gli appassionati dello stesso, per non cadere nella trappola della “mera commercialata che utilizza la licenza solo per attirare pubblico”.

Ora, a rischio di dire una cosa banalissima, sono costretto a mettere in luce una verità scontata: il Cinema e il Fumetto costituiscono due medium distinti e separati, per quanto mantengano qualche piccola similitudine sul piano della sceneggiatura e della composizione figurativa. Ciò che funziona su carta non è detto che possa funzionare anche sul grande schermo.

Si parla di “adattamento” proprio perché deve essere il Fumetto ad adattarsi al Cinema, e di certo non il contrario. Per anni ho creduto ingenuamente che un  fumettista del calibro di Frank Miller da solo avrebbe potuto realizzare un grande adattamento per il cinema,  finché non ho visto il suo pessimo The Spirit (2008), che presentava carenze sul piano registico, una fotografia copiata dal Sin City diretto con Robert Rodriguez e incollata male su schermo e una lettura troppo superficiale e macchiettista dei personaggi creati da Will Eisner .

Watchmen

Che dire di Watchmen? Il regista Zack Snyder ha provato a realizzare l’impossibile: adattare al cinema l’omonimo capolavoro a fumetti di Alan Moore, rimanendo pedissequamente fedele alla trama (tranne per il finale puntualmente contestato dai fan), ai dialoghi originali e alla ricostruzione dell’essenza e dell’estetica dei personaggi.

Il risultato? Buono, ma non privo di difetti a causa della prevalenza di una forma discutibile a discapito della sostanza (difetto riscontrabile in molte pellicole di Snyder).

Il problema è che Watchmen è uno di quei capolavori che non si presta ad essere trasportato  in nessun altro campo artistico che non sia il fumetto, in quanto, oltre la perfetta sinergia tra testi e disegni che genera suggestioni uniche nella lettura, presenta un universo perfetto, in cui la trama e i personaggi sono definiti per filo e per segno in modo tale da non lasciare spazio a variazioni interpretative.

Ciononostante, chi potrebbe mai sapere se un regista come Terry Gilliam, maestro della fantascienza visionaria ma non accessibile a tutti (Brazil, Parnassus, L’esercito delle 12 scimmie), avrebbe potuto fare meglio di Snyder !?

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1 commento

  1. Un adattamento perfetto non garantisce la qualità, verissimo, ma snaturare un prodotto con una trasposizione “personale” degli autori e/o del regista che stravolgono l’opera originale ritenendosi in grado di creare un prodotto migliore non solo non garantisce la qualità ma anzi è l’anticamera per la mediocrità.
    Watchmen è e rimane un bel film, molto piacevole sia per chi ha letto il fumetto sia per i neofiti. Iron Man 3 è e rimane un film banale, anzi la parte del mandarino pur stravolta dal fumetto finisce per essere l’unico aspetto salvabile, di certo non lo sono il classico “coinvolgiamo un bambino” o il “facciamo 50 armature diverse così vendiamo merchandising” o tutto il resto.

    Veramente per F4 non esiste un altro attore che potesse interpretare Johnny Storm a parte la Torcia ? E soprattutto per quale motivo trasformare Victor von Doom/ Dr Destino in quel modo senza rispettare e sfruttare le notevoli possibilità del personaggio originale ?

    L’errore di Trank non è stato scegliere Jordan, ma cambiare la storia per giustificare tale scelte, molto più sensato sarebbe stato dire “ho scelto Jordan per le sue qualità, giudicatelo per la sua recitazione, non per il colore della pelle”, d’altronde a teatro chiunque può interpretare chiunque senza bisogno di inventarsi un Romeo immigrato africano.

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