Continuano le vicende dei quattro scienziati superstar, e dei loro folli esperimenti: l’atteso secondo volume di Nowhere Man è qui!!!

Il primo volume di Nowhere Man era stata una piacevole sorpresa: il concept della storia, cioè quello di vedere il mondo sostanzialmente in mano a quattro scienziati famosi e ammirati come vere  e proprie rockstar, e l’approccio originale che vedeva inserti di giornali e riviste immaginarie avevano creato un mix divertente e riuscito.

Questo secondo volume procede nella scia del primo, di cui è assolutamente necessaria la lettura per comprende gli eventi qui trattati: seguiamo infatti parallelamente le vicende dei quattro scienziati, le cui strade sembrano sempre più destinate a dividersi, e dei sopravvissuti al virus che stava decimando i membri della stazione spaziale internazionale, ormai distrutta.

I sopravvissuti infatti sono riusciti a teletrasportarsi sulla Terra, ma quasi tutti sembrano avere a che fare con mutazioni che risichiano, o hanno già stravolto, il loro corpo. E ovviamente questo incidente ha attirato molte attenzioni, dato che gli esperimenti erano finanziati dalla World Corp, nient’altro che l’azienda fondata dai quattro scienziati.

Dade Ellis, Simon Grimshaw, Emerson Strange e Thomas Walker: quattro figure la cui relazione, come già detto, sta sempre più precipitando, anche per le bizzare personalità degli studiosi stessi, che indossano molto poco il camice bianco, e si comportano invece come vere e proprie rock-star degli anni ’70.

La narrazione, in poco più di 90 pagine, riesce a portare avanti queste due story-line senza perdere il ritmo, ma anzi inserendo continue svolte e sorprese narrative, anche se gli eventi narrati sono forse, nella prima parte della storia, meno imrpevedibili di quelli del primo volume. Ovviamente, le due story-line sono destinare a convergere con un risultato esplosivo, e il confronto finale non lascia assolutamente soddisfatti.

Interessante è l’idea degli inserti meta-narrativi, qui ci troviamo addirittura qualche pagina di un libro, ovviamente inventato. Questa scelta è in effetti un’arma a doppio taglio, perché rallenta comunque il ritmo di lettura, già di per se non eccessivamente scorrevole a causa delle pagine fitte di dialoghi. Ecco, se vogliamo trovare un difetto a questo fumetto, talvolta alcuni baloon sembrano un po’ superflui: i dialoghi non sono scritti male, ma forse sarebbe stato ancora più di impatto lasciare spazio alle invenzioni grafiche e iper-tecnologiche di cui Nowehere Man è pieno.

La storia narrata è ovviamente complessa, e non era facile trovare un equilibrio: il concept, tutto sommato, viene sfruttato al meglio e rimane lo spazio per qualche sorpresa nella parte finale del volume.
Il lavoro ai disegni di Nate Bellegarde è eccellente: non indimenticabile magari nelle anatomie e nei volti, ma quando si tratta di rappresentare tecnologie all’avanguardia e mutazioni assurde il lettore non può che rimanere deliziato. Ottima anche la colorazione a colori accesissimi di Jordi Bellaire, in perfetto tono con i contenuti allucinanti della storia.

Insomma, queste 90 pagine chiudono in maniera efficace e riuscita questo primo arco narrativo, lasciando comunque aperti alcuni sviluppi: l’originalità dell’idea e di alcuni concept grafici sicuramente rendono Nowhere Man un titolo che merita di essere letto, prestando attenzione al fatto che ci si trova davanti ad un fumetto più complesso di quanto la sua trama assurda potrebbe far pensare: sarà magari necessaria una ripassata del primo volume.

Chi, però, questo primo volume l’ha letto e apprezzato, farà sicuramente bene a procurarsi questa seconda parte, che non ha deluso le aspettative.

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