Cosa succede quando la più celebre creatura di Guido Crepax incontra la più celebre creatura di Hugo Pratt? La risposta si trova in questo splendido volume della collana Erotica pubblicato da Mondadori Comics!

Come abbiamo scritto in altre recensioni, Guido Crepax fu spesso oggetto di aspre critiche. I suoi problemi con i movimenti femministi sono noti ma non furono solo le femministe a mettere in discussione l’immaginario del maestro. Molti, infatti, non apprezzarono l’approccio intellettualistico (almeno secondo certe discutibili percezioni soggettive) che Crepax dimostrava nei confronti del fumetto. Secondo alcuni, Crepax non solo non conosceva i comics ma li disprezzava addirittura. Niente di più sbagliato, invece, e lo dimostra il decimo volume della collana Erotica che include alcuni suoi lavori che possono essere intesi come una celebrazione del fumetto popolare.

E la protagonista è la stupenda Valentina, la sua creatura più celebre e amata. Il libro si apre con un’avventura memorabile, Valentina Nel Metrò, che non è solo il consueto viaggio onirico nell’inconscio della fotografa ma un omaggio, appunto, a numerosi personaggi della letteratura disegnata. Tutto inizia in maniera tranquilla. Valentina si trova in un vagone della metropolitana ma presto le cose diventano strane e surreali, come è lecito aspettarsi in un’opera di Crepax. Probabilmente si tratta di un sogno e Valentina è coinvolta in situazioni assurde e sempre più sconcertanti.

Crepax gioca con suggestioni visionarie ed erotiche e nello stesso tempo denuncia il perbenismo e il bigottismo di una parte della società italiana degli anni settanta; ma non risparmia acre sarcasmo nei confronti dei fascisti così come degli ambienti della sinistra libertaria, rappresentati da un gruppo di figli dei fiori descritti come imbelli che hanno scelto la comoda strada dell’isolamento. Ma la storia non è solo questo e Valentina interagisce con vari eroi dei fumetti.

Potrete quindi apprezzare la versione che Crepax fa di Diabolik ed Eva Kant; di Phantom e di Mandrake; di Dick Tracy e di Corto Maltese, tra gli altri. Ci sono persino richiami ai fumetti Marvel con tanto di Fantastici Quattro e di Dr. Destino e alle sexy eroine dei comics erotici di Frank Springer. Crepax ovviamente disegna con il suo tipico stile ma quando ha a che fare con personaggi non suoi imita il tratto di Chester Gould, di Harold Foster, di Jack Kirby, di Hugo Pratt e così via, e il lavoro è quindi un’esaltante galleria di differenti concezioni grafiche. E dal momento che abbiamo a che fare con un sogno, la vicenda si conclude con l’appropriata apparizione del leggendario Little Nemo di Windsor McCay.

Nel volume c’è poi un’altra opera importante, Anthropology, sentito tributo al Corto Maltese di Hugo Pratt. I due autori avevano pensato a un incontro tra i loro personaggi ma c’era un problema. Valentina viveva le sue avventure nel presente mentre Corto Maltese agiva nel passato. Per ovviare all’inconveniente, Crepax immagina allora la bellissima Louise Brookszovyc, nonna di Valentina e amante di Corto. Se si legge con attenzione la storia si giunge alla conclusione che la fotografa può forse essere persino nipote del fascinoso marinaio. Crepax scrive testi intensi e introspettivi che si rifanno all’espressività prattiana e i disegni sono di un’eleganza e di una raffinatezza incredibili, con suggestioni visive mutuate da Erté.

Il libro si conclude poi con un altro team-up tra Valentina e una singolare e sensuale eroina del fumetto francese, antesignana delle spregiudicate bad girls dei comics, e cioè Barbarella del grande Jean-Claude Forest. Anche in questo caso l’aspetto grafico è eccezionale. Nel complesso, questo volume della collana Erotica è imperdibile e non può mancare nella libreria di coloro che amano ancora fantasticare con questa meravigliosa forma espressiva chiamata fumetto.

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