Mappe sempre più vaste, GB su GB di dati, problemi e bugs con la pala… ma abbiamo davvero bisogno di tutto ciò?

Si, in effetti questo articolo ha un… uhm… non-so-che di luogo comune tipicamente maschio, visto che potremmo riassumere l’intero discorso nella classica domanda: ma le dimensioni contano, o no?

Chiaro che, videoludicamente parlando, mi sto rivolgendo a questa strana mania che ormai da anni si sta diffondendo come una morbo tra i programmatori e sviluppatori di games che, con l’andare avanti della tecnologia e il pomparsi delle prestazioni delle macchine videoludiche, sentono sempre più il bisogno di congegnarsi alla creazioni di giochi VASTIIIIIIIISSIMI. Mania divenuta così prepotente da essere riuscita a infettare persino il genio, talvolta controcorrente, di personaggi del calibro di Hideo Kojima, tant’è vero che anche per l’ultimo capitolo della saga di Metal Gear, Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, avremo a che fare con un open-world bello grande e completamente rivoluzionario rispetto agli standard del brand.

Oppure potremmo anche parlare della Nintendo -no dico, “LA NINTENDO” eh, quella che se il mondo andava a destra loro e le loro inventive andavano tutta a sinistra – che ci fa sapere che anche il nuovo Zelda in arrivo poi per WII U sfrutterà “al massimo” le capacità della loro console di casa per offrire un mondo vasto e ricco. Tradotto: anche questo diverrà un Open World? Boh, ma va a vedere…

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E davanti a tutto questo, davanti a questi mondi enormi, a queste mappe vasterrime, a questi giochi così ricchi e pieni, a me viene da pormi una sola ed unica domanda: ma ne abbiamo davvero bisogno? E la risposta che mi sale è un semplice: no.

Personalmente non sento il bisogno di avere a che fare con videogiochi così enormi, anzi, potrei addirittura dire in certi casi di sentirmene infastidito. Mi rivolgo, ad esempio, ai tanti videogiocatori che passano le ore delle loro giornate a smanettarsi su titoli quali GTA V. Si voi, proprio voi bricconi di prima categoria!

Distogliete per un momento la vostra mente su quale esecrabile azione potreste compiere anche oggi a Los Santos e rispondete a questa domanda: potete dire di aver DAVVERO girato e o SFRUTTATO ogni angolo della vastissima mappa messa a disposizione dal gioco? O vi siete limitati a mangiare i vari km necessari da percorrere e prestabiliti tra le varie missioni della storia?

Insomma, questo enorme mondo di cui ci si vanta così tanto, che ne avete fatto poi? E avete davvero fatto TUTTO quello che Los Santos vi permette di fare? Non parlo solo di andare in giro a rubare macchine, farsi inseguire dalla polizia ed ammazzare gente a random, ma proprio delle varie azioni messe a disposizione dal titolo… avete voglia di farlo? O sentite che vada bene così?

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1 commento

  1. Bell’articolo, condivido tutto. Anche secondo me si sta puntando troppo sulla quantità, per nascondere la mancanza di idee, per dare la possibilità al giocatore di fare un po’ di tutto. Mi viene in mente Fallout 3, che mi aveva preso molto nonstante qualche bug, e Skyrim (per rimanere in Bethesda) che ho trovato davvero troppo, le console non erano assolutamente in grado di gestire un gioco così enorme e l’ho trovato davvero noioso, potevi fare tantisimo ma tutte le attività erano fatte male, magari non si trovano tutte quelle attività in un altro gioco singolo, ma esistono vari giochi che nei singoli ambiti sono realizzati molto meglio e risultano molto più appassionanti e godibili.

    Felice che tu abbia menzionato Catherine, uno dei giochi migliori della scorsa generazione, peccato che l’abbiano considerato in pochi e ci possiamo scordare la prossima volta di avere un gioco del genere sottotitolato in italiano.

    Unico appunto che non condivido, però, è considerare il completamento di un gioco con il platino. Spesso per ottenere i trofei vengono richieste azioni molto difficili, a volte anche snervanti, e che non si cercherebbe di realizzare se non si sapesse della ricompensa. Molte volte la ricerca dei trofei va proprio contro il principio di godibilità del videogioco, soprattutto quelli più difficili da ottenere, e non rappresenta un reale approfondimento dello stesso, ho visto molti casi di persone che avevano molte più ore di gioco ma meno trofei rispetto ad altri. Trovo che i trofei servano soprattutto per farsi belli con gli amici, per far vedere chi sa che, ma non abbiano una valenza sul gioco oltre a questo.

    Cordiali saluti.

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