Autori: Bram Stoker (storia), Leah Moore, John Reppion (adattamento), Colton Worley (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 15,00, 17 x 26, pp. 176


I figli d’arte, di solito, hanno una sorte grama. Da un lato, portare un certo cognome ti facilita; ma, dall’altro, ti complica le cose, perché ci sarà sempre qualcuno che ti paragonerà al genitore, specie se il genitore in questione ha lasciato un segno indelebile in campo artistico. In ambito musicale è accaduto, per esempio, a Julian Lennon; in ambito recitativo a Michael Douglas; in quello letterario a Martin Amis; e, per giungere al mondo dei comics, a Leah Moore, figlia dell’immenso Alan.

Ma io non farò paragoni. Alan Moore è Alan Moore. Leah è un’altra persona e va considerata in quanto tale. Se poi si pensa che Leah, insieme al marito John Reppion, si è cimentata nell’adattamento fumettistico di uno dei più importanti romanzi gotici del tardo vittorianesimo, ‘Dracula’ di Bram Stoker, non posso che lodarla, dal momento che non si tratta di un’operazione di per sé facile.

Per giunta, il leggendario Principe della Transilvania ha avuto in passato pregevoli versioni disegnate e, restando in ambito anglosassone, bisogna considerare la splendida Tomb of Dracula della Marvel, dei grandi Marv Wolfman e Gene Colan. E sempre la Marvel, negli anni ottanta, aveva proposto una stupenda graphic novel di Dracula, dipinta da Jon J. Muth, altrettanto memorabile, e fortemente collegata al romanzo.

Tuttavia, la Dynamite ha recentemente pubblicato una miniserie di cinque numeri, intitolata, appunto, Dracula . E bisogna ammettere che la coppia Moore/Reppion ha rispettato minuziosamente la struttura e le vicende del romanzo di Stoker; peraltro, riuscendo ad esprimere la contrapposizione tra il mondo inglese e quello est-europeo (simboleggiato dal vampiro), in un’epoca di forte dicotomia tra il nascente progresso tecnologico (rappresentato dagli onnipresenti fonografi, per esempio) e la scienza razionale e il retaggio di arcaiche tradizioni (espresse dagli zingari transilvani e dagli stessi succhiasangue), non prive di sconcertante spiritualità. In un’atmosfera, va puntualizzato, di notevole suggestione gotica.

La forma narrativa utilizzata da Moore e Reppion, inoltre, riecheggia quella di Stoker (il romanzo era epistolare) e le vicissitudini dei personaggi, infatti, sono narrate tramite diari, lettere, telegrammi, messaggi dattilografati, anche se non mancano sottili influssi meta-narrativi che rimandano all’indiretta presenza della stessa Leah Moore.

Certo, l’incedere della narrazione è lento e forse un ritmo più serrato sarebbe stato preferibile; ma non è un particolare che compromette la qualità dell’opera. La parte grafica è ottima e va lodato l’illustratore Colton Worley, al suo esordio con questa mini (e ha pure realizzato le storie di Green Hornet, sempre per la Dynamite, che spero di poter vedere tradotte in italiano).

La sua arte pittorica, oltre che rappresentare egregiamente le cupe, notturne, tenebrose atmosfere della più famosa storia di vampiri, rimanda a certi stilemi della grande tradizione illustrativa anglosassone del tardo ottocento, specie nei malinconici paesaggi inglesi, negli interni semi-illuminati e nelle intimidenti e desolate aree transilvane.

In altre parole, Dracula è un volume di grande qualità e non dispiacerà agli estimatori dei racconti vampireschi, agli appassionati di Bram Stoker e di Dracula e ai cultori dei fumetti dipinti. E vanno fatti anche i complimenti alla Panini Comics per la cura editoriale del tp.


Voto: 8

Colton Worley
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