Recensione: Vampiri – Il Mondo delle Ombre

Pubblicato il 23 Dicembre 2010 alle 11:20

Autori: Jessica Pires (testi), Bibian Blue, Mélanie Delon, Victoria Francés, Suzanne Gildert, Diego Latorre, Nekro, Rebeca Saray, Arantza Sestayo, Katarina Sokolova, Cris Ortega (disegni)
Casa Editrice: Rizzoli/Lizard
Provenienza: Spagna
Prezzo: € 24,00, 28 x 36, pp. 64


Tetra Bellezza. Se dovessi sintetizzare il senso di questo meraviglioso volume, Vampiri – Il Mondo delle Ombre, pubblicato da Rizzoli/Lizard, userei tale definizione, peraltro presente nell’evocativo testo della scrittrice Jessica Pires che accompagna le splendide immagini di un gruppo di illustratori di area ispanica e, più generalmente, europea, impegnati nel design, nella moda underground e nel fantasy.

Del resto, come è facile intuire, il tema dell’opera è il vampirismo e i vampiri hanno fascino da vendere e, spesso e volentieri, sono collegati a una concezione particolare della bellezza, filtrata da suggestioni macabre e crepuscolari, che si esplica nella corrente del ‘gotico’.

In questo libro, però, c’è anche, a saperla percepire, una struggente storia d’amore, abbellita da incredibili illustrazioni a tutta pagina, sovente pittoriche, e sarebbe utile leggere Vampiri insieme al proprio partner. La Pires, dunque, narra la storia di una stupenda ragazza che si fa ammaliare da una tenebrosa creatura della notte, con testi mutuati dalla sensibilità romantica e decadente di fine Ottocento (anche se, ogni tanto, ci sono leziosità e qualche cliché di troppo che mi hanno fatto pensare ai romanzi di Anne Rice).

Ma, al di là di ciò, abbiamo a che fare con un vero e proprio libro d’arte e l’aspetto grafico evoca una pletora di riferimenti, a volte espliciti, a volte impliciti, e di suggestioni che lasciano spiazzati. Nei vampiri raffigurati da questi abilissimi artisti emerge il senso ammaliante del peccato, con simboli di carnalità e sesso, non esenti da aneliti necrofili. Siamo nell’ambito del Perturbante propriamente detto, che l’anglista Mario Praz aveva analizzato nel suo classico ‘La Carne, La Morte e il Diavolo nella Letteratura Romantica’.

Non mancano riferimenti biblici (e addirittura cristici) o satanici, con le ovvie citazioni di Crowley e collegamenti al superomismo nietzchiano. E l’estetica gotica, in alcuni momenti, è piena di fantasie sadiane, accenni alla poesia sepolcrale del Settecento e all’immaginario di Poe, riferimenti alla Contessa Bathory o curiosi omaggi al Nosferatu di Murnau o al Dracula di Coppola.

I più attenti troveranno pure il tema del ‘doppio’ (con lo specchio) che, da Hoffmann a Stevenson, ha ossessionato molti autori, non solo del movimento gotico, nonché rimandi ad Oscar Wilde, al patto faustiano o persino al diabolico Paganini.

Naturalmente, le vampire del libro sono sexy e irresistibili e a tratti assomigliano a rockstar che non sfigurerebbero in un concerto dark; abbondano immaginifici mondi fantasy e mitologici (basti pensare alla Lamia del mondo greco), tipici delle cosmogonie ancestrali di numerose culture. Per giunta, dilaga una sottile, intensa attitudine saffica che rende ulteriormente intrigante l’opera.

Tra i disegnatori coinvolti, tutti bravissimi, segnalo, in particolare, la stilista underground e fetish Bibian Blue, la quasi iperrealista Mélanie Delon o l’eccezionale Diego Latorre, emulo di Dave McKean. Ma anche gli altri non sono da meno. Qui stiamo parlando di Arte con la maiuscola e, di conseguenza, se volete farvi coinvolgere da testi poetici, disegni sublimi e universi notturni, non fatevi sfuggire Vampiri – Il Mondo delle Ombre.


Voto: 8

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