Stefano Piccoli, con Kuore nella Notte, confeziona un racconto convincente ed originale sulla realtà di strada a Roma!

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Essendo nato e cresciuto a Milano, non ho una particolare cultura sulla storia e le particolarità dei quartieri romani, e la cosa mi dispiace perché quella è una realtà che da sempre mi affascina. Se Zerocalcare ha dato un po’ di informazioni e spazio a Rebibbia, Stefano Piccoli, in arte S3Keno, prova a fare lo stesso con il quartiere Prenestino.

Kuore nella Notte, o KNN che dir si voglia,  è la storia di Lorenzo, conosciuto anche come Kuore, talentuoso writer, autore di una rivista sul settore, e membro della crew The One Love, gruppo di amici uniti dalla stessa passione.
Lorenzo di notte, insieme ai suoi amici, gira la città in cerca di spazi dove esibire, in maniera non autorizzata come la tradizione del settore vuole, le proprie abilità nel disegnare murales.

L’autore mostra una conoscenza precisa e dettagliata, anche grazie alle proprie esperienze, della realtà di Roma, dei writers, della scena rap romana. La musica è un elemento importantissimo in KNN: le parole di vari brani, fortunatamente elencate in una pagina riassuntiva per i pigri come me che non vogliono googlare i testi, si uniscono ai disegni, coerentemente con quello che sta venendo raccontato.
La musica è sempre presente nella vita dei graffitari, e l’autore prova a farcelo capire riempiendo di rime le vignette e lo spazio intorno ad esse.

Inizialmente, quando avevo letto di cosa parlava questo fumetto, mi sarei aspettato un’ottima caratterizzazione di questo mondo e di questa realtà, dei dettagli precisi della città e dei suoi quartieri degradati ma non avevo grandi aspettative per la storia in se. E invece mi sbagliavo.
La città rimane di sfondo ma ben presente, e le persone del luogo sapranno riconoscere sicuramente i luoghi citati. Ma Kuore nella notte ha una storia, una storia che non è semplice pretesto ma è organica, ben scritta ed interessante.

Come la storia di Ivano Persichetti, guardia giurata ed ex-poliziotto violento, cattivo non giustificato ma sicuramente approfondito, con un matrimonio a pezzi ed un indole a sparare chiara critica di certi comportamenti di certi ufficiali pubblici. Persichetti, come si immagina, odia i writers e sarà protagonista, nel finale, di una scena di ordinaria follia neanche troppo inaspettata.

Oppure la storia di Chiara, giovane ragazza a cui Lorenzo non ha il coraggio di presentarsi, la cui storia prende una piega triste ed inaspettata ma saprà, in qualche modo, riunirsi all’arte del protagonista in un finale un po’ amaro ma toccante.  O la storia dei The Vandalz, crew rivale che si scontrerà con quella di Lorenzo/Kuore e darà il via ad una serie di eventi non proprio piacevoli.

In tutto questo, il tratto di Piccoli non è per nulla male, forse un po’ spigoloso in certi frangenti ma molto personale e piacevole in altri, in un bianco e nero che fa pienamente il suo lavoro. E poi tanti riferimenti ad altri tipi di arte, dai Doors ad un’inaspettata citazione di Orson Welles.
E come se non bastasse, il volume è impreziosito da una ventina di pagine di sketch e making-off che si rivelano particolarmente interessanti in questo caso, perché svelano un po’ di intenzioni e citazioni dell’autore e soprattutto il suo processo di riproduzione della realtà urbana di Roma.

Insomma un fumetto undergorund nella produzione e nei temi, ma realizzato molto bene e con una visione corale della storia magari che non ci si aspetta dal genere, che talvolta vive un po’ della particolarità dei suoi temi senza curare gli aspetti tradizionali: si merita quindi un bel voto e un pienamente consigliato.

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