Lucca Comics 2014: Cronache del mio primo Translation Slam

Pubblicato il 7 Novembre 2014 alle 18:00

Lucca 2014: le verdi mura della galassia!

Per quattro, straordinari giorni, i maestosi bastioni di Lucca racchiudono dentro di loro un universo intero! Un universo fatto di allegria, fantasia, risate, battaglie, lacrime, eroismo, illuminato tanto dal Sol Levante quanto dal triplice tramonto di Tatooine. Che tu sia un abitante di Endor, un cittadino piumato di Paperopoli, un ninja in incognito o un clandestino nella cambusa di Corto Maltese, Lucca Comics&Games ti accoglierà a braccia aperte! Anzi…a mura spalancate! Roba da togliere il fiato ad un dirigibile.

Il 30 Ottobre ho fatto per la prima volta il mio ingresso in quest’universo sfavillante, dopo anni e anni che mi ripetevo di andare, di provare, di esplorarlo, di sperimentare sulla mia pelle le emozioni vissute da tanti miei amici, che tornavano a casa sempre con i lucciconi agli occhi e non solo per effetto collaterale delle ultrarare Lamincard Panini. Quest’anno, finalmente, ho compiuto il grande passo! Credetemi, ragazzi…sono STRAFELICE di averlo fatto!!

lucca 2014 trasl slam 01

Lucca e i suoi maestri, gli artisti, i giganti del gioco e del fumetto…E’ un matrimonio a cui auguro di sfondare le porte delle Nozze d’Oro, di Platino e di Kryptonite!

Impossibile restare indifferenti di fronte al fascino etereo del cortile della chiesa di San Francesco, catapultato nel mondo Nippon, con tanto di stiliste del kimono e venditori di ramen fumante in perfetto stile Naruto.

Irresistibile la vista di un perfetto, comovvente esemplare di Ala-X a dimensioni naturali parcheggiato al centro dell’incredibile Piazza dell’Anfiteatro, accanto ai fedelissimi C-3PO e R2-D2.

lucca 2014 trasl slam 02

Incantevole scivolare da lì lungo le suggestive vie della città vecchia, con le botteghe dalle insegne dipinte a mano, le alte pareti delle case color pastello, le colonne leggere alle vetrate delle chiese, i giardini nascosti dietro ogni portone come fossero altrettanti armadi della magione del Professor Kirke, fino a giungere alle grandi piazze di Lucca Comics. Qui, tra il candido Duomo di San Martino e l’austera facciata del Palazzo Ducale, stormi infiniti di ali di pagine vengono fatti volare da appassionati di tutte le età, più in alto dei gabbiani venuti dal mare.

Bonelli, Panini, Comix, Fumo di China, Rizzoli Lizard, Mondadori Comics, e tantissimi altri, tutti i migliori, che se dovessi elencarli…Ma…un momento! Le due del pomeriggio si avvicinano! Devo correre, devo scappare, liberarmi dall’incantesimo ammaliatore che mi terrebbe incollato alle pagine per settimane…Corri, fa’ in fretta, sta per cominciare! Divoro in tre bocconi il mio succulento gnocchino con bietole e mortadella (grazie, mamma…) e mi dirigo verso una zona meno affollata della città, una “galassia lontana lontana” dell’universo Lucca Revolution.

Già, perché mi trovo qui per una missione ben speciale: c’è una gara da correre e io chiederò il massimo alle mie gambe, che pure si sono già date tanto da fare tra padiglioni e bancarelle. Il motivo scatenante, la goccia traboccante, il dito infangato che ha premuto il grilletto, scaraventandomi tra le amene colline toscane in un luminoso giovedì d’ottobre, ha infatti un nome e un cognome: TRANSLATION SLAM.

Ah, dimenticavo di dirvi: sono un giovane neolaureato in Lingue, di belle speranze e poche risposte (quelle alle mie migliaia di e-mail supplicanti un posto di lavoro). Dura la vita del traduttore…eh sì che mi avevano avvertito! Ma ho la testa di coccio… Comunque, tornando a noi, lo Slam sembrava lì, apposta per me: una sana e insavia competizione di traduttori di fumetti, riuniti dalla comune passione di dare voce (italiana) alle vignette del nostro cuore.

Il risultato? Niente a che vedere con le aspettative. Molto, molto MIGLIORE! Conoscere giovani traduttori, scambiarsi opinioni, raccontarsi le reciproche dis-avventure accademiche, far fronte comune contro la tirannica indifferenza a cui è condannata la nostr sub-categoria editoriale…è stato a dir poco entusiasmante! Poi arrovellarsi il cervello attorno alle criptiche contrazioni slang di un soldato USA in Corea, i cui balloons ho osato (quale impertinenza!) provare a tradurre. E infine, dulcis in fundo, ascoltare le parole di TRAduttori con la “T”, la “R” e la “A” almeno maiuscole. Vederli sorridere, nonostante le avversità del settore, ricevere il loro entusiasmo e sentire il proprio coraggio crescere come un bicipite di Bruce Banner quando discutono di lavorare assieme e progettano future iniziative, promettendo di non mollare mai questo lavoro, che è anche amore, e quindi nobilita cento volte!

Insomma, quando, alle sette e mezza di sera, con le tenebre già calate e gli espositori chiusi, sono uscito dalla lussuosa location dello Slam, camminavo più leggero di Arno nel nuovo capitolo di Assassin’s Creed…e non perché dovevo tagliare qualche gola francese! Mi ero divertito come un bambino, anzi, di più! Pensavo che sarebbe stata una sfida tesa, competitiva, invece ho gustato un ambiente vivace, leggero e denso insieme, effervescente di cultura e creatività.

Nel varcare le mura della città, ho sentito un nodo stringermi il cuore: sarei voluto restare, tre giorni ancora, fino all’ultimo secondo di apertura dell’ultimo espositore e all’ultimo saluto dell’ultimo workshop. Tanti mondi non ho potuto esplorare, ma, come Frodo che sa che non può rimanere per sempre nei boschi dorati di Lórien, mi sono ributtato nella mischia. Dei semafori lucchesi, delle code al casello, dei curricula rifiutati, delle unghie rosicchiate in attesa di una risposta.

Eppure non sono tornato a casa a mani vuote: il ricordo dello Slam, le strade incantate, lo strabiliante tesoro di storie racchiuso nei forzieri di questa grande adunata saranno per me un fuoco duro a morire, che mi scalderà nei freddi mesi dell’inverno imminente e fino a quando non avrò trovato la mia strada (e chissà che lo Slam non mi abbia dato una bella gomitata per suggerirmi quale sia!).

Nel frattempo, corro a comprarmi tutte le agende da qui al 2100. Per i quattro giorni di Lucca C&G non vi consiglio di inviarmi SMS: sarò in un’altra galassia…

Enrico Meglioli

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