Gotham – 1×01 e 1×02: Recensione

Pubblicato il 7 Ottobre 2014 alle 23:45

Nella degradata Gotham City, il giovane Bruce Wayne assiste all’omicidio dei suoi genitori per mano di un misterioso rapinatore. Il caso viene assegnato al giovane detective James Gordon e al suo partner, il veterano Harvey Bullock. L’indagine li porterà a scontrarsi con la gangster Fish Mooney, sottoposta del boss della mafia Carmine Falcone. Nonostante la corruzione e i pericoli che sarà costretto ad affrontare, Gordon promette a Bruce di trovare l’assassino.

Gotham – Pilot

Gotham

Genere: Crime, drammatico, thriller, supereroi
Regia: Danny Cannon
Interpreti: Ben McKenzie, Donal Logue, David Mazouz, Robin Taylor, Zabryna Guevara, Sean Pertwee, Erin Richards, Camren Bicondova, Cory Michael Smith, Jada Pinkett Smith
Provenienza: USA
Durata: 49 min.
Casa di produzione: Warner Bros. Television
Emittente: Fox Network (USA), Italia 1 – Mediaset Premium (Italia)
Data di messa in onda: 22 settembre 2014 (USA), 12 ottobre 2014 (Italia)

Circa quindici anni fa, lo sceneggiatore Tim McCanlies ebbe un’idea per una serie tv che raccontasse i trascorsi del giovane Bruce Wayne prima che diventasse Batman. L’idea venne poi utilizzata per Superman e portò allo sviluppo di Smallville, durata ben dieci stagioni. Ora, con la DC Comics in procinto di costruire il suo universo cinematografico e di espandere i suoi franchise sul piccolo schermo, si torna all’idea originale con Gotham che si concentra, però, più sulla figura del futuro commissario Gordon che su quella di Bruce.

La Gotham City edificata per la serie è fortemente stilizzata, un mix di gotico e barocco con elementi di art déco, e ricorda quella di Tim Burton con suggestioni dalla serie videoludica Batman – Arkham. Una scenografia sontuosa nella quale si muovono personaggi la cui rilettura desta qualche perplessità. Si gioca sulle consuete dinamiche da buddy movie attraverso la dicotomia rappresentata dalla coppia sbirro incorruttibile-sbirro marcio.

Gordon, interpretato da Ben McKenzie, perde molta della fragilità e delle sfaccettature che denota nell’opera originale diventando un più banale detective alla Dick Tracy, zelante, tutto d’un pezzo ma con il cuore tenero. Bullock è invece violento e corrotto, non è sovrappeso e non è goloso di ciambelle come nel fumetto, almeno non ancora. A questo proposito, un po’ tutti i personaggi della serie dimostrano qualche annetto di troppo. Bullock ha già la sua buona dose di capelli bianchi. Montoya e Allen dell’Unita Emergenza Crimini sono già adulti e Sarah Essen (cui è stata cambiata l’etnia come succede ormai ad almeno un personaggio in ogni trasposizione da un fumetto) è già a capo del dipartimento. Tempo che Bruce diventi Batman e quanti anni avranno questi personaggi?

I villain sono l’elemento più affascinante della narrazione e non è esattamente un buon segno. Il Carmine Falcone di John Doman sembra rifarsi molto a quello interpretato da Tom Wilkinson in Batman Begins. Jada Pinkett Smith è la gangster Fish Mooney, inesistente nel fumetto e chiaramente destinata ad essere soppiantata dal Pinguino, interpretato da un Robin Lord Taylor a tratti troppo effeminato. Edward Nygma, futuro Enigmista, lavora nel dipartimento come medico legale, caratteristica molto lontana dal personaggio originale.

Graziosa ed estremamente talentuosa Camren Bicondova nel ruolo di Selina Kyle, una Catwoman ancora in erba cui è intitolato il secondo episodio anche se la sua presenza è somministrata col contagocce. La piccola Poison Ivy si discosta molto dalla controparte cartacea. Il suo vero nome, infatti, è Ivy Pepper e non Pamela Isley ed è una ragazzina trasandata figlia di un delinquente. Tra gli altri personaggi, Barbara, fidanzata di Gordon, perde la semplicità che la contraddistingue nel fumetto diventando una sofisticata bionda curatrice di una galleria d’arte che nasconde un qualche segreto. Per ora, Bruce Wayne ed il maggiordomo Alfred fanno il minimo sindacale.

A giudicare dai primi due episodi, si tratta di una serie crime, neanche troppo procedural, dalla struttura piuttosto semplice. Il filo conduttore è l’indagine per scovare l’assassino dei Wayne. L’omicidio sembra nascondere un qualche complotto oltre l’apparente rapina. Per il resto, in ogni puntata dello show, Gordon e Bullock sono chiamati ad affrontare il folle di turno. I villain occasionali non sono tratti dal fumetto ma sono creati appositamente per la serie.

Esattamente come Smallville, Gotham gioca col senno di poi del pubblico ma solleva anche gli stessi dubbi. Raccontare la Gotham City pre-Batman può essere interessante ma l’idea può davvero trascinare il pubblico per diverse stagioni di ventidue episodi l’una? Quanto può essere davvero accattivante una Gotham senza il Cavaliere Oscuro? Come detto, alcuni dei futuri comprimari del supereroe sono già anagraficamente inappropriati e c’è il rischio che i loro archi narrativi vengano portati a compimento prima ancora dell’arrivo di Batman. A questo si aggiunga una trama che finora non denota grosse idee e il risultato non è affatto entusiasmante.

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