Kriminal vol. 9 – Recensione Mondadori Comics

Pubblicato il 21 Settembre 2014 alle 18:30

Continuano le avventure di un classico del fumetto italiano: Kriminal! Riscoprite la magia degli anni sessanta con storie noir dalle atmosfere pop scritte dal grande Luciano Secchi e disegnate dal celeberrimo Magnus!

Kriminal vol. 9

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Autori: Max Bunker (testi), Magnus (disegni)
Casa Editrice: Mondadori Comics
Genere: Thriller
Provenienza: Italia
Prezzo: € 14,99, pp. 730, col.
Data di pubblicazione: agosto 2014

Mondadori Comics sta riproponendo un classico indiscusso del fumetto italiano: Kriminal, realizzato dalla leggendaria coppia Magnus e Bunker, che al pari di Satanik e del Diabolik delle sorelle Giussani suscitò scandalo tra i benpensanti. Questi tenebrosi antieroi diedero il via alla voga del cosiddetto fumetto ‘nero’ che rappresentò lo spirito di un’epoca, quella degli anni sessanta, contrassegnata da nuovi costumi e stili di vita che ebbero il merito, pur con innegabili contraddizioni, di evidenziare l’ipocrisia della società perbenista. In questo senso, Max Bunker, alias Luciano Secchi, ci andò pesante. Con il pretesto delle vicende thriller di Kriminal e Satanik descrisse un mondo di pulsioni deviate, nascoste sotto la patina di un’apparente irreprensibilità.

Sebbene le avventure di Kriminal fossero ambientate in gran parte in Inghilterra, Secchi si riferiva all’Italia ma si faceva altresì influenzare dal clima socio-politico internazionale, delineando story-line che erano un riuscito mix di noir, thriller, horror e situazioni umoristiche e grottesche che facevano pensare a un altro suo capolavoro, Alan Ford. In questo nono volume dell’edizione Omnibus di Kriminal, imperniata solo sugli episodi disegnati dal maestro Magnus, potrete rendervi conto di ciò. Il materiale è del 1967 e Secchi, per esempio, trae spunto dalla guerra del Vietnam per concepire un’avventura decisamente coinvolgente.

Gloria, la donna che ama Kriminal, da questi non ricambiata, decide di vendicare il suo orgoglio femminile architettando un piano diabolico che condurrà il re del delitto nel pieno del conflitto vietnamita. È qui che Secchi denuncia la stupidità della guerra, puntando il dito contro gli interessi economici che essa implica. Questo concetto è simboleggiato dalla figura di uno squallido politicante che è anche imprenditore e con lui Secchi ne approfitta per descrivere la corruzione del capitalismo. Ma prende pure in giro i pacifisti e i cantanti pop che con le canzoni anti-Vietnam si sono fatti una carriera, senza fare sconti a nessuno.

In effetti, Secchi è irriverente e non si ferma di fronte a nulla. In un altro episodio, incentrato su una festa ‘happening’ tipica della Swingin’ London, sfotte in maniera impietosa i comportamenti già convenzionali di una generazione che si reputa anticonformista, con le droghe psichedeliche, il rock ad alto volume e la sessualità disinvolta, realizzando uno splendido connubio di noir e di umorismo. In un’altra storia anticipa con inquietante preveggenza lo scontro di civiltà tra occidente e Islam, con la povera Lola, compagna di Kriminal, finita nelle mani di uno sceicco. A parte le riflessioni sarcastiche sul petrolio e sui suoi effetti in ambito economico, Secchi fa una critica incisiva della condizione femminile nei paesi del Medioriente.

Ma non dimentica di scrivere un fumetto che fa dell’azione e del ritmo rocambolesco delle trame gli ingredienti essenziali. Ci sono suggestioni da b-movie, cattivi ricorrenti come Mister Atomo che pare uscito da un comic-book della Golden Age, riferimenti sarcastici a Superman e si rilevano le apparizioni degli stessi autori: Magnus e Bunker compaiono in alcune vignette in versione caricaturale e in un altro episodio la mente diabolica di un’organizzazione criminosa si chiama Esselle, cioè Secchi Luciano. Inoltre, non bisogna perdere l’avventura in cui Kriminal incontra la splendida Satanik, in uno storico team-up che entusiasmò i fan.

Dal canto suo, il compianto Magnus fa un lavoro eccellente. Come nel caso dei volumi precedenti, anche stavolta molte figure sono delineate dal nero dell’inchiostro, a causa della mole di lavoro che gli impediva di rifinire in maniera accurata le tavole. Tuttavia, i giochi d’ombra sono raffinati, il dinamismo di tante sequenze è ancora oggi di sorprendente modernità e numerosi elementi grafici (specialmente nell’episodio del party psichedelico) rimandano alla grafica pop dei sixties. Per non parlare poi delle stupende figure femminili dotate di maliziosa sensualità. In altri momenti, Magnus insiste con dettagli cartooneschi, come nel caso degli animali parlanti evocati da un allucinogeno. Di conseguenza, questo volume è piacevolmente imprevedibile sia dal punto di vista testuale sia da quello narrativo.

Voto: 8

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