Banner – Hulk sottotiro di Brian Azzarello, la recensione

Pubblicato il 25 Febbraio 2014 alle 11:30

Panini Comics ripropone una delle storie più strane dell’Incredibile Hulk! Non perdete la miniserie Banner, scritta dal leggendario autore di 100 Bullets, Brian Azzarello, e disegnata da un maestro dell’underground: Richard Corben!

Banner

Autori: Brian Azzarello (testi), Richard Corben (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 5.00, 17 x 26, pp. 96, col.

Data di pubblicazione: febbraio 2014

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Hulk è un personaggio storico della Marvel nonché uno dei più popolari. La celeberrima creazione degli immortali Stan Lee e Jack Kirby ebbe valenza rivoluzionaria poiché nei primi anni sessanta era inusuale vedere un mostro agire da supereroe. In precedenza, infatti, le creature mostruose erano minacce e non difensori dell’umanità. Di conseguenza, il Golia dalla Pelle Verde, così come la Cosa dei Fantastici Quattro, furono innovativi. Hulk era il tipico prodotto della Guerra Fredda e lo stesso valeva per il suo alterego, il gracile scienziato Bruce Banner, inventore della Bomba Gamma. L’incidente che lo trasformò in Hulk potrebbe perciò anche essere considerato l’inevitabile punizione per avere ideato un’arma distruttiva.

Hulk simboleggiava il terrore suscitato dall’energia atomica e nei primi episodi della sua serie Lee e Kirby crearono storie influenzate dal clima di ansia e  paranoia dilagante negli Stati Uniti. Il comic-book però non ebbe successo e chiuse dopo appena sei numeri. Forse il pubblico considerò Hulk alla stregua dei mostri della Golden Age; ma le ripetute apparizioni in Fantastic Four e in Avengers chiarirono che era parte integrante del nascente Marvel Universe e quando Lee ricominciò a narrarne le avventure il riscontro dei fan non mancò. Il resto è storia: Incredible Hulk divenne uno dei mensili più longevi della Casa delle Idee e nel corso dei decenni ha subito, come è naturale, alti e bassi qualitativi.

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Nei seventies il personaggio risultò monotono e autori come Conway e Wein non fecero altro che descrivere un mostro irrazionale, pronto ad infuriarsi e coinvolto in una sequela di battaglie prive di costrutto. Bisognò attendere la seconda metà degli anni ottanta per avere qualche innovazione, grazie al geniale Peter David che firmò una lunga e straordinaria run. Ed effettivamente con lui sia Hulk sia Bruce Banner diventarono più sfaccettati. In seguito, non mancarono momenti interessanti e quando Joe Quesada arrivò alla Marvel si propose di svecchiare ulteriormente il mensile, affidandolo al controverso Bruce Jones.

Inoltre, contattò cartoonists che non avevano mai o quasi mai lavorato alla Marvel e piuttosto estranei allo stile della Casa delle Idee. Tra essi, Brian Azzarello, celebrato scrittore del capolavoro noir 100 Bullets. Quesada gli chiese di pensare a una miniserie sul Pelleverde da inserire nella linea Startling Stories, una specie di antesignana della Max, rivolta a un pubblico più maturo ed esente da vincoli di continuity. E Azzarello lo accontentò con Banner, valorizzata dai disegni di un altro artista anomalo, Richard Corben, leggenda dell’underground.

Panini Comics la ripropone in un albo della collana Max Best Seller e Azzarello, malgrado la peculiarità della sua ispirazione, conserva due caratteristiche basilari: la tendenza di Hulk ad abbandonarsi ad atti di  violenza insensata, sintomi dell’aggressività repressa sin dall’infanzia, come chiarito a suo tempo da Peter David; e la passività disperata della sua parte umana e cioè Banner. La trama è un po’ esile ma la descrizione della minacciosità del mostro è efficace. Azzarello utilizza poi un fondamentale character della saga di Hulk: il Dr. Samson.

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Nella sua versione è un uomo cinico e disincantato, dedito alle battute sarcastiche, e non manca il generale Ross, storica nemesi di Hulk. Con essi Azzarello imposta una story-line dal ritmo veloce e adrenalinico. Hulk provoca un’ondata di distruzione senza precedenti. Le autorità governative cercano di rassicurare l’opinione pubblica tentando di nascondere il fatto che il mostro sia il responsabile; e Doc accetta di dargli la caccia per consegnarlo all’esercito. Non sa però che Ross vuole far lobotomizzare Hulk. Come reagirà quindi Samson? E cosa farà lo stesso Banner?

Come ho scritto, la miniserie non è inserita nella continuity ufficiale e il lettore se ne accorgerà con l’intenso, malinconico e spiazzante finale, basato su un colloquio tra Samson e Banner che non lascerà indifferente nessuno. La storia, lo ribadisco, è esile ma funziona. D’altronde, i disegni oscuri di Richard Corben  fanno la differenza. Il suo Hulk è minaccioso quanto basta e incute timore; Samson ha uno sguardo maniacale che sconcerta; Banner evoca debolezza fisica e lucida disperazione; e le tavole iperrealiste caratterizzate dall’azione sono dotate di indiscutibile sensibilità cinetica. Per concludere, quindi, Banner è un esperimento interessante e vale un tentativo.

Voto: 8

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