Autore: Paul Pope (storia e disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 16,95 16,8 x 25,7, pp. 240


Che Batman sia più di un semplice personaggio dei comics, ma un’autentica icona mediatica e, in quanto tale, potenzialmente suscettibile di essere interpretata, narrata e rappresentata in una molteplicità di impostazioni, è un dato di fatto. Basti pensare alle numerose caratterizzazioni che Bats ha subito nel corso della sua lunga vita editoriale: il pipistrello di Alan Moore, per esempio, è una cosa; quello di Frank Miller un’altra; quello attuale di Morrison un’altra ancora, e così via.

E non è strano vedere un Batman che potrebbe essere definito ‘underground’ (anche se le etichette lasciano il tempo che trovano e le uso solo per semplificare il mio discorso). E, nel caso di Barman Anno 100, gli stilemi underground sono più che evidenti. Anche perché a scrivere e a disegnare la miniserie con questo titolo, raccolta da Planeta in volume, è l’americano Paul Pope, autore, tra le altre cose di 100% e Liquido Pesante, nonché di numerose opere auto-prodotte, con un’attitudine, appunto, underground.

A prima vista, si potrebbe pensare che il tratto grafico sporco e grezzo di Pope non sia particolarmente appropriato per una storia super-eroistica. Ma, in verità, non è così. Anche se bisogna precisare che il Batman di Pope è fondamentalmente diverso da quello che tutti i lettori conoscono e apprezzano.

Innanzitutto, la storia è ambientata sì a Gotham City, ma nel 2039, in un’atmosfera fantascientifica che può far pensare a Blade Runner o a un romanzo cyberpunk. Si sa che Batman è ufficialmente sparito da un sacco di tempo; il crimine, comunque, dilaga; e la polizia è al comando del detective Gordon, nipote del James capo del GCPD.

La storia inizia con l’assassinio di un agente federale. Quando Gordon e i suoi uomini iniziano ad occuparsi del caso, scoprono che nella vicenda potrebbe essere coinvolto uno strano vigilantes che si veste da pipistrello: un uomo, quindi, che non dovrebbe esistere poiché ufficialmente morto.

Ma il nuovo, terribile Batman del 2039 è Bruce Wayne? Oppure si tratta di un suo discendente? O di qualcuno che ha deciso di emulare uno dei più grandi eroi del passato? Con queste premesse, Pope realizza una storia basata sull’azione adrenalinica e sulla suspense, presentando inoltre una versione di Batman molto più aggressiva e animalesca di quella canonica.

È evidente l’influsso del Dark Knight di Frank Miller (anche in quel caso Bats agiva in un contesto futuribile) e si può affermare che la trama è appassionante. Tuttavia, malgrado Pope abbia realizzato un buon lavoro, considero il suo stile narrativo non del tutto adatto a una storia di super-eroi, benché anomala come Batman Anno 100, e, dal punto di vista narrativo, a mio modesto parere, Pope ha fatto di meglio in altri contesti.

In ogni caso, per ciò che concerne i disegni, Pope si è dimostrato, per l’ennesima volta, un grandissimo artista. Oltre ai giochi d’ombra e agli squallidi, inquietanti e minacciosi sfondi urbani della Giotham del futuro, è soprattutto con le espressioni aggressive e disumane del suo Batman che colpisce il lettore. Apprezzabile anche la breve storia inserita in appendice, basata su un’altra versione alternativa di Bats, stavolta inserita nella Germania nazista, con reminescenze e riferimenti al tratto di Bob Kane, interpretato in chiave post-moderna. E non bisogna trascurare neanche gli sketch di Pope, relativi alla sua personale visione dell’eroe. Nel complesso, Batman Anno 100 è comunque un esperimento interessante e da non trascurare.


Voto: 7

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3 Commenti

  1. Io l’ho visto non solo come una rivisitazione ma soprattutto come una celebrazione del mito di Batman, il dubbio che a 100 anni di distanza dalla sua prima apparizione potesse essere l’originale conferisce un certo fascino alla storia, questo aspetto della storia mi è garbato molto. :mrgreen:

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