Quali sono gli episodi più rappresentativi del primo supereroe della storia dei comics? Cosa potrebbero leggere coloro che volessero avvicinarsi per la prima volta all’affascinante mondo dell’Uomo d’Acciaio? Cerchiamo di scoprirlo insieme!

Superman
gli episodi più rappresentativi del primo supereroe dei comics

Parliamoci chiaro. Superman non piace a tutti. Molti lo considerano troppo solare e perbenista, una specie di boy scout in costume datato e fuori luogo nell’attuale sistema di giustizieri in calzamaglia aggressivi e violenti. Tuttavia non bisogna dimenticare un aspetto fondamentale: Superman è il primo supereroe della storia dei comics e rappresenta il prototipo di ogni avventuriero in costume. È inoltre un archetipo, quasi di impostazione divina. Questa è per esempio la tesi che Grant Morrison sostiene nel suo splendido libro Supergods.

Indipendentemente dalle opinioni che si possono avere, è innegabile che nel corso di un’esistenza editoriale più che decennale, siano state realizzate ottime storie del personaggio (e anche pessime, se è per questo). Di conseguenza, potremmo chiederci: se il neofita volesse avvicinarsi a Superman, quali scelte si potrebbero fare? Domanda non facile poiché il materiale sull’Uomo di Krypton è, per usare un eufemismo, abbondante. Ma potrei consigliare qualcosa, specificando che si tratta di una scelta personale e molti utenti potrebbero optare per opere diverse. Anzi, sarebbe una cosa interessante se qualcuno di voi integrasse questo articolo con i propri suggerimenti.

A mio parere, non si può prescindere dal primissimo episodio realizzato da Siegel & Shuster e pubblicato nel n. 1 di Action Comics. Certo, letto oggi risulta ingenuo e grezzo e il personaggio è poco più che abbozzato, specialmente dal punto di vista psicologico.

Ma rappresenta non solo la nascita di un character dalla valenza iconica indiscutibile e da tempo entrato nell’immaginario collettivo ma anche l’inizio di un vero e proprio genere fumettistico.

Probabilmente nemmeno i due autori e la National (futura DC) avrebbero mai potuto immaginare cosa sarebbe accaduto con la pubblicazione di quell’albo.

Quindi, il punto di partenza è questo e non si scappa.

E cosa sarebbero i supereroi senza i team-up? Se si pensa a Superman non si può fare a mano di pensare alle sue alleanze, a cominciare da quella con un altro personaggio seminale dei comics, Batman. La storia intitolata La Squadra Più Potente del Mondo, pubblicata nel 1952 su World’s Finest è ancora oggi divertente e godibile ed è utile per comprendere le differenze tra i due eroi, tematica che sarà spesso affrontata nei decenni successivi.

Poi arriverei direttamente agli anni settanta e a Dennis O’Neill, scrittore che realizzò opere memorabili alla DC.

Si occupò di Superman con successo e andrebbe ricordato per la storia intitolata Superman Oltre i Limiti in cui O’Neill rese Kal-Lel meno invulnerabile imperniando l’episodio sulla kryptonite. Ricordiamoci infatti che in quel periodo gli eroi Marvel andavano per la maggiore perché meno perfetti di Superman e O’Neill corse ai ripari rendendolo più umano. Per giunta, la storia andrebbe letta pure per i disegni del grande Curt Swan, penciler da molti considerato il miglior interprete visivo dell’Uomo d’Acciaio.

E come si potrebbero trascurare Per L’Uomo che Aveva Tutto e Che Cosa E’ Successo all’Uomo del Domani, cioè quelle che all’unanimità sono stata reputate le storie in assoluto migliori di Superman mai realizzate? Non potrebbe essere diversamente poiché lo scrittore è l’immenso Alan Moore, coadiuvato alle matite da Dave Gibbons. In pratica il duo responsabile del capolavoro Watchmen. Con pochi, riusciti tratti Alan evidenzia tutte le caratteristiche del Superman classico e nel secondo episodio firma una struggente, poetica, malinconica dichiarazione d’amore nei confronti della Golden Age.

Che Cosa E’ Successo all’Uomo del Domani è infatti il canto del cigno del vecchio Supes poiché come tutti sanno subito dopo giunse Crisis On Infinite Earths che fece ripartire dal principio il DCU.

E nel clima post-Crisis la miniserie Man of Steel scritta e disegnata da John Byrne è un must.

L’acclamato penciler di X-Men, Fantastic Four e altri gioielli ricreò letteralmente Superman, ne riscrisse le origini e lo rese più al passo con i tempi, peraltro con spunti ed intuizioni che successivamente furono riprese e approfondite da altri autori.

Oltre alla miniserie, in verità, secondo me andrebbe letta tutta la run di Byrne, compreso il frizzante episodio Mondi Differenti, impreziosito dalle matite incantate di Byrne e le delicate chine di George Perez, basato su una fugace love story tra Kal-El e la splendida amazzone Wonder Woman.

Proseguendo potrei citare le sequenze della morte di Superman e del suo ritorno, disponibili in varie edizioni e probabilmente conosciute da tanti. Le includo per dovere di cronaca, più che altro per l’importanza storica e mediatica che hanno avuto. Non che le giudichi male ma l’intento dichiaratamente commerciale dell’operazione a mio avviso compromette un po’ la qualità dell’intera saga.

E venendo a giorni più vicini a noi, potrei considerare tante storie di Geoff Johns che con Superman ha fatto un buon lavoro e pure qualcuna del controverso James Robinson.

E non vanno trascurate le miniserie Superman Origins, bella rilettura delle origini di Superman di Johns e Gary Frank, Kryptonite di Darwyn Cooke e Tim Sale che con una stupenda sensibilità retrò riprende il tema, appunto, della kryptonite.

E il capolavoro All Star Superman di Grant Morrison e Frank Quitely, fenomenale affresco narrativo e visuale che sintetizza al meglio la psicologia di Supes. E se coloro che non sono mai stati fan dell’Uomo d’Acciaio seguiranno i miei suggerimenti potranno forse cambiare opinione.

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