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100 Meters: 10.000 disegni a mano per una sola scena di tre minuti
Eleonora Masala 01/03/2026

Ci sono numeri che, letti così, sembrano quasi esagerati. Poi ti fermi un attimo e realizzi cosa significano davvero. Per una singola sequenza di tre minuti in 100 Meters, l’anime ora disponibile su Netflix, sono stati realizzati 10.000 disegni a mano. Un anno di lavoro concentrato in una sola gara.
Il corto racconta qualcosa di estremamente semplice, uno studente delle superiori impegnato in una corsa dei 100 metri. Niente poteri, niente trasformazioni, niente effetti spettacolari. Solo il rumore dei passi sulla pista, il fiato che si spezza, i muscoli che bruciano e quella frazione di secondo in cui capisci se ce la farai o no. Tutto si gioca lì, in tempo reale.
Ed è proprio questa semplicità a rendere il progetto ancora più impressionante. Per trasmettere la tensione di una gara così breve, lo studio ha scelto di puntare tutto sull’animazione tradizionale, costruendo ogni movimento con un’attenzione quasi maniacale. Diecimila tavole per far percepire il peso di ogni falcata, la vibrazione dell’aria, lo sforzo che si accumula metro dopo metro.
Guardando la scena si capisce che non è solo una questione tecnica. È una scelta artistica. Ogni frame contribuisce a far sentire lo spettatore dentro quella corsia, accanto al protagonista, mentre la pressione aumenta e il traguardo sembra avvicinarsi e allontanarsi allo stesso tempo. Non c’è bisogno di effetti speciali quando hai un’animazione così viva.
Fa quasi sorridere pensare che una delle sequenze più impegnative degli ultimi tempi riguardi una corsa che dura pochi secondi. Ma forse è proprio questo il punto, le gare più brevi sono spesso quelle che richiedono più preparazione, più sacrificio, più concentrazione.
100 Meters dimostra che anche una storia essenziale può diventare qualcosa di potente, se dietro c’è la volontà di curare ogni dettaglio. A volte bastano tre minuti per capire quanta passione può esserci dietro un progetto.


