Recensione I Love Dick 1×01-02: la nuova serie con Kevin Bacon per Amazon

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Anteprima NO SPOILER del nuovo serial di Amazon Prime Video direttamente dal Festival del Giornalismo 2017.

Se c’è una cosa che Jill Soloway ha dimostrato di saper fare con Six Feet Under prima e Transparent poi è quella di raccontare i rapporti familiari e di coppia in modo tremendamente vero. Dalla tipologia di scrittura utilizzata, eloquente ma asciutta, all’occhio della sua macchina da presa, è capace di far vedere l’intimità come pochi altri.

Con I Love Dick, la sua nuova serie tv per Amazon Prime Video tratta dall’omonimo libro di culto femminista di Chris Kraus, si prefigge di raccontare lo sgretolamento di una coppia ma questa volta lo fa attraverso una comicità tutta giocata sul doppio senso del nome del co-protagonista, interpretato da Kevin Bacon, un professore di materie umanistiche alternativo nonché vero maschio texano con tanto di ranch.

Un uomo che intriga le donne al solo sguardo, insomma. E una comicità che gioca su meccanismi semplici, ma fa dissacratamente ridere: un aspetto di questi tempi per nulla scontato per una comedy.

“Dick” infatti in inglese è il diminutivo di Richard ma anche l’appellativo più volgare per il pene. “Adoro il fatto che tu ti faccia chiamare Dick. Molti utilizzerebbero Rick, Richie o un altro diminutivo” gli dice Chris (una ritrovata Kathryn Hahn da Transparent, qui in un ruolo molto più sensuale).

Il punto di vista della storia è chiaramente il suo (e non quello del marito interpretato da Griffin Dunne), volutamente carta da parati nella coppia, interessato a nuove conoscenze più giovani piuttosto che a ritrovare l’intimità con la moglie.

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Lei, dal canto suo, quando accompagna il marito scrittore e docente ad un ritiro organizzato dallo stesso Dick che lo ha scelto come “protetto”, rimane folgorata dall’uomo, così colto eppure così rude, ma ovviamente lo nega. Questi nuovi incontri risvegliano gli appetiti sessuali sopiti di entrambi i coniugi ma nessuno dei due sembra voler ammettere il motivo.

In una scena emblematica e in un climax tanto sessuale quanto metaforico (e spassoso), ad esempio, un amplesso della coppia con tanto di incitamento da parte ti lei al nome di “Dick” non viene compreso appieno dal marito ma sembra anzi dargli maggior vigore.

Chris Kraus – il personaggio, ma probabilmente un po’ anche l’autrice che ha collaborato con Soloway alla scrittura di I Love Dick – è una donna indipendente ma goffa e insicura più di quanto voglia dare a vedere; una regista di indie movies che non vengono accettati al nostrano Festival di Venezia per questioni di diritti delle canzoni.

Viene totalmente messa a nudo da Dick – per ora in senso figurato – e viene criticata e spogliata di tutto il “personaggio pubblico” che si è costruita addosso per arrivare all’anima della sua arte, secondo lui totalmente nulla.

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Il punto di vista femminile e femminista di Chris si ritrova anche nel voice over che inframezza il racconto: contrariamente al solito, esso è breve e incisivo, piccole frasi da diario che lei scrive a Dick senza che lui lo sappia – e quando ne verrà a conoscenza il marito la reazione come dicevamo sarà tutt’altro che scontata.

Si tratta di un triangolo assolutamente sui generis in cui tutti in modo quasi (sado)masochistico si distruggono a vicenda, spesso senza accorgersene, ed è su questo concetto che nei primi due episodi si sviluppa la vicenda. Non si tratta di una partenza perfetta, ma che dimostra di avere le carte per essere una comedy originale e interessante nel panorama sempre più vasto e competitivo delle serie tv.

I Love Dick, presentata in anteprima al Festival del Giornalismo 2017, sarà rilasciata interamente da Amazon Prime Video – presumibilmente anche in Italia – il 12 Maggio 2017.

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