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Exoskull Zero n. 1 di Takayuki Yamaguchi, recensione Planet Manga

Sergio L. Duma 11/04/2015

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Ricordate Il Destino di Kakugo, la dirompente saga futuribile di Takayuki Yamaguchi? Non perdete allora il prologo di quell’opera con il primo volume di Exoskull Zero! Consigliato a tutti gli estimatori delle atmosfere cyber!

EXOSKULL ZERO 1

Tra le numerose opere di provenienza nipponica pubblicate da Panini Comics c’è stata Il Destino di Kakugo, dirompente saga fantascientifica di Takayuki Yamaguchi. L’autore è particolarmente apprezzato e coloro che hanno gradito quel lavoro potranno essere interessati a Exoskull Zero. Quest’ultimo è infatti il prequel de Il Destino di Kakugo è, come avrà modo di scoprire chi lo leggerà, le atmosfere cyber e apocalittiche non mancano.

La story-line è collocata in un contesto futuribile, in una società tecnologicamente avanzata. Un sole artificiale ha per parecchio tempo donato luce ed energia al mondo ma per una serie di motivi si è verificata una tragedia di proporzione globale e la Terra è ormai devastata. Buona parte del pianeta è ridotta a una serie di rovine e la situazione sembra uscita da uno dei tanti film catastrofici di Hollywood e, se è per questo, anche di certa cinematografia del Sol Levante. E in questa ambientazione è costretto ad agire, suo malgrado, Kakugo, il protagonista della storia.

Costui si risveglia e si trova quindi in un mondo in rovina. Di fronte a lui c’è però un leopardo, pronto ad attaccarlo da un momento all’altro. L’inizio della trama è dunque all’insegna dell’azione e quest’ultima è in effetti uno degli elementi preponderanti. L’autore non ci risparmia lotte senza esclusione di colpi e da questo punto di vista gli estimatori delle arti marziali avranno pane per i loro denti. Exoskull Zero è, fondamentalmente, la vicenda di un essere umano che tenta di conservare la sua umanità in una circostanza a dir poco sinistra. Vale specialmente nel momento in cui si confronta con un avversario che forse potrebbe assomigliargli ma che, a conti fatti, è meno umano di lui.

Considerando che questo è il prequel de Il Destino di Kakugo, non mancano gli armamenti futuribili che però non sono identici a quelli dell’opera citata. Takayuki Yamaguchi non si ripete e, pur inserendo la story-line nello stesso universo narrativo, modifica diverse cose. Nella trama si rilevano inoltre influenze del buddismo ma pure suggestioni di matrice giudaico-cristiana che rendono peculiare Exoskull Zero. I ritmi della narrazione sono dilatati e forse una maggiore stringatezza avrebbe giovato. Alcuni momenti della storia risultano infatti un po’ ripetitivi e, tutto sommato, noiosi, con testi a volte compromessi da eccessiva ridondanza.

Le cose vanno decisamente meglio sul versante dei disegni. Lo stile visivo è dinamico e dirompente, cosa essenziale per un lavoro che fa dell’azione sincopata uno dei dettagli principali. La rappresentazione delle architetture futuribili, dei paesaggi desolati, delle armature e delle strane creature presenti nella storia è ottimamente concepita. Sono pure da tenere d’occhio i primi piani di impostazione cinematografica che aiutano il lettore a comprendere le emozioni estreme che animano i personaggi. In definitiva, quindi, Exoskull Zero non è un capolavoro e forse non può essere messo sullo stesso piano de Il Destino di Kakugo. Ma è indubbiamente interessante e coinvolgente ed è consigliabile agli appassionati delle avventure piene di azione e pathos.

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