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Conan, il ragazzo del futuro torna al cinema per i suoi 45 anni
Eleonora Masala 18/01/2026

Ci sono serie che, anche se sono passati tantissimi anni, continuano a farsi ricordare. Conan, il ragazzo del futuro è decisamente una di quelle. A 45 anni dalla sua prima messa in onda, l’anime di Hayao Miyazaki arriva finalmente anche al cinema in Italia con un evento speciale: dal 9 all’11 febbraio verranno proiettate sul grande schermo le ultime puntate della serie, in una versione restaurata che finora non si era mai vista in sala.
Parliamo di un anime nato nel 1978 per NHK e che occupa un posto davvero unico nella carriera di Miyazaki. È l’unica serie TV che ha diretto dall’inizio alla fine, mettendoci mano praticamente su tutto: storyboard, character design, ambientazioni. Guardandola oggi è impossibile non riconoscere temi che torneranno spesso nei suoi film: l’attenzione per la natura, il timore per una tecnologia fuori controllo e l’idea che il futuro dell’umanità dipenda dalle scelte che facciamo.
Questo evento cinematografico, distribuito da Animagine grazie alla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment, porta in sala un montaggio degli episodi conclusivi della serie. Un’occasione davvero particolare sia per chi l’ha seguita in TV negli anni ’80, sia per chi conosce Miyazaki solo attraverso i suoi lungometraggi più famosi e magari non ha mai visto da dove tutto è iniziato. Vedere queste immagini sul grande schermo significa riscoprirne la potenza visiva e narrativa sotto una luce completamente nuova.
La storia è ambientata in un futuro post-apocalittico segnato da una catastrofe globale che ha quasi cancellato l’umanità. Conan vive sull’Isola Perduta con il nonno, lontano da un mondo devastato dall’uso di armi elettromagnetiche. L’incontro con Lana, una ragazza braccata dalla tecnocratica Indastria, dà il via a un viaggio che è allo stesso tempo avventura, crescita e speranza. Un racconto in cui la forza dei legami umani si oppone a un progresso disumanizzante.
Conan, il ragazzo del futuro sarà al cinema solo il 9, 10 e 11 febbraio. Tre giorni per riscoprire le origini della poetica di Miyazaki e ricordare che, anche dopo la fine del mondo, il futuro può ancora essere ricostruito.


