Arriva una collana di volumi a tematica storica e si inizia con Airborne 44, capolavoro di Philippe Jarbinet, consigliato a  tutti gli amanti del fumetto di area bd e agli estimatori del genere bellico!

Historica vol. 1 – Airborne 44

Autore: Philippe Jarbinet (testi e disegni)

Casa Editrice: Mondadori

Provenienza: Francia

Genere: Guerra

Prezzo: € 12,99, pp. 194, col.

Data di pubblicazione: novembre 2012

Compra Historica 1: Airborne 44


Il fumetto ha spesso affrontato tematiche storiche e molti autori hanno realizzato opere pregevoli che rievocavano particolari avvenimenti o delineavano vicende immaginarie sullo sfondo di fatti realmente accaduti. Mondadori ha deciso di proporre una serie dal titolo Historica dedicata a questo genere di prodotti e il progetto sembra promettere bene, considerando l’indiscutibile qualità della prima uscita.

La collana è inaugurata infatti da Airborne 44 di Phillippe Jarbinet, uno dei talenti più importanti del fumetto di area bd. L’autore si è sovente interessato alle vicende storiche, come sa chi ha avuto modo di leggere Memorie di Cenere, altro suo importante esito creativo. Ma Airborne 44, a mio parere, è di gran lunga superiore e nel 2010 ha meritatamente vinto il premio come miglior fumetto al Festival di Tolosa e un altro come miglior sceneggiatura al Festival di Chambery.

Airborne 44 è composto da quattro episodi, tutti inclusi nel volume. L’opera ha un tono corale e la story-line ha la profondità e l’intensità di un romanzo. Come è facile intuire dal titolo, il periodo preso in esame da Jarbinet è quello tragico del Secondo Conflitto Mondiale e la battaglia delle Ardenne del 1944 gioca un ruolo importante. Ma è solo lo sfondo della trama e l’autore si concentra su alcuni personaggi fittizi ben caratterizzati dal punto di vista psicologico. Si potrebbe dire quindi che ad essere protagonista assoluta è la guerra, intesa nella sua accezione più crudele e negativa, ed è sempre la guerra a influenzare i comportamenti e le scelte esistenziali dei character.

I primi due capitoli sono incentrati su un soldato americano che insieme ai suoi compagni lotta contro i nazisti. Sconvolto da un’azione compiuta in passato che ha assunto la valenza di un trauma, è un uomo disincantato, ferito dalle brutture del conflitto e torturato dal senso di colpa. Un uomo suo malgrado costretto a confrontarsi con le pulsioni peggiori dell’animo umano, lontanissime dalla sua natura di americano idealista. La vicenda però si apre con due ragazzini ebrei in fuga nei boschi innevati, braccati dalle SS. E Jarbinet, con abilità sopraffina, intreccia le tormentate esistenze di costoro, del soldato americano e di una splendida donna tedesca. Iniziano a vivere insieme spinti dalle circostanze ma il ritorno improvviso del marito di lei, creduto morto, modifica la situazione.

Anche quest’ultimo è annichilito dall’orrore bellico e narra la sua terrificante discesa nell’abisso del Male. Costretto ad arruolarsi nell’esercito nazista, ha avuto modo di osservare la realtà agghiacciante dei campi di concentramento. Insieme ad un commilitone, però, è riuscito a fotografare i bambini ebrei destinati alla morte, le uccisioni, i cadaveri ammassati e abbandonati nei fossi, e dopo aver disertato intende divulgare tali immagini. La notizia giunge ai vertici della macchina di morte nazista e i seguaci di Hitler faranno di tutto per impadronirsi dei negativi. E gli eventi prenderanno una piega imprevista anche perché il soldato americano si è innamorato della donna tedesca ed è da lei ricambiato.

Negli altri due capitoli, invece, Jarbinet racconta una tenera storia d’amore che vede protagonisti un impacciato diciassettenne e una stupenda ragazza francese. In vacanza nel villaggio di quest’ultima, il giovane scopre il sesso e l’amore. Ma arriva la guerra e il conflitto sembra separare forse per sempre i due. Jarbinet racconta le loro vicissitudini delineando trame parallele e usando gli stilemi della narrativa epistolare. Non mancano morti violente, battaglie, uccisioni, lutti di vario tipo e man mano che la story-line prosegue i toni tragici, malinconici e disperati predominano.

Jarbinet scrive testi intensi, profondi e lirici, mai banali, evitando luoghi comuni. I dialoghi farebbero ottima figura in un romanzo o in un film e si rilevano echi della grande tradizione letteraria anti-militarista, quella che da Hemingway in poi è stata una parte importante della cultura occidentale del Novecento. Jarbinet è contro la guerra, certo, ma a più riprese insiste sui concetti di coraggio, onore e giustizia. Come dice uno dei personaggi, infatti, la guerra è orribile; ma di fronte all’orrore nazista un uomo degno di questo nome non può non fare la sua parte. Tuttavia, la realtà è ambigua e Jarbinet non ricorre frequentemente a una distinzione manichea tra buoni e cattivi. I nazisti sono perfidi, certamente, nonché vigliacchi e mediocri. Ma l’autore parla di uomini che indipendentemente dall’esercito di appartenenza sono vittime della follia dei potenti. È il caso, per esempio, di un giovanissimo soldato tedesco che muore coinvolto in un gioco che nemmeno comprende.

Il libro si conclude con un lieto fine che include i personaggi delle due story-line che all’inizio sembrano non avere nulla in comune. Ma è un lieto fine amaro. Jarbinet li inserisce negli anni sessanta, in piena guerra del Vietnam, con la tensione USA/URSS ai massimi livelli, e nel giorno in cui muoiono lo scrittore Aldous Huxley e il Presidente Kennedy. L’ultima vignetta richiama, a mo’ di anticipazione sinistra, il disastro delle Torri Gemelle. Il senso di Airborne 44 è che le guerre esisteranno sempre (lo afferma un nazista nel corso della storia) perché insite nell’istinto umano.

Un istinto complesso e sfaccettato che può spingere l’uomo ad ammazzare il proprio simile, così come a creare opere d’arte che elevano la sua anima (e Jarbinet cita la musica di Wagner, i romanzi di Thomas Mann, la poesia di Goethe, in pratica il lato più nobile della sensibilità tedesca, diametralmente opposto a quello brutale simboleggiato dai folli esegeti del Terzo Reich). Un’importanza fondamentale è data poi dalla donna, simbolo di vita contrapposto a quello della follia dilagante. E il sesso, nello specifico l’unione carnale di due corpi, è un’affermazione di gioia e di vitalità che si oppone alla pulsione di morte che contamina il mondo.

Il disegno di Jarbinet è eccezionale. Il penciler ha un tratto realistico e raffigura in maniera dettagliata divise, armi, mezzi di locomozione, interni delle case, desolate pianure innevate, foreste oscure e campi di battaglia insanguinati con una maestria che lascia senza parole. È in grado inoltre di visualizzare le intense emozioni dei personaggi tramite gli sguardi, la postura dei corpi, la piega delle labbra e mille altre minuzie che impreziosiscono il volume. Le tavole hanno un taglio di chiara impronta cinematografica e le scene di battaglia evocano dinamismo. Airborne 44 è un capolavoro assoluto e non posso fare altro che consigliarlo. Segnalo infine l’ottima qualità di stampa e la sopraffina cura editoriale dell’edizione Mondadori.


Voto: 9

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