Edizioni Star Comics propone in Italia un fumetto che sembra ammiccare a certe serie TV che raccontano storie dure, ambientate al confine americano: è questo il caso di Red Border, un comics ad opera di Jason Starr e Will Conrad.

Red Border 1: sangue e violenza al confine

La storia racconta di due giovani messicani in fuga, Eduardo e Karina si sono trovati nel ben mezzo di un omicidio e sono stati presi di mira dal cartello di Juarez. La coppia troverà rifugio in Texas, ma il giovane che interverrà in loro soccorso, il cui nome è Colby, sembra volervi condurre in un luogo che appare tutt’altro che sicuro.

In un’epoca in cui la questione dei confini nazionali e dell’immigrazione è più che attuale, Jason Starr scrive una storia che inserisce questa tematica all’interno di una trama di genere abbastanza accattivante.

L’introduzione del fumetto ci porta in un contesto normale, una cena tra giovani, prima che si scateni l’inferno. Ed è proprio questo cambio rapido di atmosfera a stupire, e ad introdurre in un mondo marcio in cui nessuno è al sicuro.

Starr fa un buon lavoro proponendo dei personaggi accattivanti, che funzionano, e che sono ben caratterizzati. Il soggetto, che è chiaramente basato, oltre che sui principi del genere thriller, anche sulla caratterizzazione dei personaggi, ha un po’ di potenziale inespresso.

Manca quel po’ di ritmo che serve ad una storia che deve tenere con il fiato sospeso, e che, riesce a sorprendere solo in alcuni punti in particolare. Ma le atmosfere funzionano, e sono di quelle che a certi appassionati riescono sempre a soddisfare.

Quelle storie di confine, quei western contemporanei, che mettono al centro del racconto personaggi reietti e figure senza scrupoli, riescono a far respirare aria del deserto. Il Texas è il luogo ideale per rievocare certe sensazioni, e Red Border funziona sotto questo punto di vista.

Red Border 1: tra deserto e crudeltà

Ad aiutare la storia a funzionare ci sono i disegni di Will Conrad, che cerca di dare realismo ed espressività ai personaggi, ma che non riesce a infondere abbastanza dinamicità alla pagina. Il tratto non è molto preciso, ma è comunque abbastanza evocativo, ed aiuta a creare suggestione, e funziona anche a livello d’intuizioni visive nelle scene più dure (una in particolare che riguarda un momento nella casa di Colby colpirà particolarmente i lettori).

Le sfumature thriller della storia in alcuni momenti sembrano tramutarsi in suggestioni horror. Non possiamo citare il film di riferimento che chiama in causa Red Border per non cadere nello spoiler, ma, sicuramente, possiamo suggerire che ad un certo punto della storia il fumetto richiamerà un grande cult horror americano.

Red Border è un fumetto che funziona, che presenta dei difetti, ma che riesce ad intrattenere ed a soddisfare i lettori alla ricerca di storie dure, che hanno a che fare con la frontiera americana, e che sanno mischiare il thriller con suggestioni western ed horror.

Il boss Javier è un personaggio che funziona, ed anche Colby, e tutte le altre figure di richiamo del fumetto servono ad introdurre in un mondo marcio, in cui il deserto rispecchia ciò che alberga dentro gli animi di questi personaggi.

Acquista QUI Red border

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui