Torna un grande classico della narrazione dylandoghiana e stavolta torna trionfante sugli scaffali di fumetterie e librerie. Gli orrori di Altroquando, uno dei primi speciali di Dylan Dog (precisamente il n. 2) troneggia in grande formato e si distingue tra gli altri graphic novel per il suo sfondo profondamente nero e con il faccione del nostro indagatore dell’incubo preferito in primissimo piano.

Una delle pietre miliari di Dylan Dog. La riproposta del secondo speciale dedicato all’Indagatore dell’incubo: una manciata di racconti brevi legati ai generi più diversi, una serie di fulminanti, spassose, dolenti visioni scaturite dalla penna di un Tiziano Sclavi in stato di grazia e affidate ai disegni di un Attilio Micheluzzi al culmine della sua arte.

È questa la descrizione che troviamo nelle pagine di Sergio Bonelli Editore, che durante l’evento digitale Lucca Changes ha annunciato la nascita di questa nuova collana di “graphic novel d’autore” dedicata ai numeri culto dell’indagatore dell’incubo.

dylan dog orrori di altroquando tav. 11

Si parte con un pezzo da novanta nel campo del fumetto: il primo autore è Attilio Micheluzzi, maestro della matita scomparso nel 1990. Gli orrori di Altroquando è l’unico albo di Dylan Dog che porta la sua firma ed è uno degli speciali più apprezzati tra i fan dell’indagatore dell’incubo, in particolare per i racconti brevi dello Sclavi migliore.

Gli Orrori di Altroquando al tempo di un Altrodove

Non è però l’unico lavoro in cui si siano incontrati Sclavi e Micheluzzi: già un anno prima dell’uscita de Gli orrori di Altroquando (1988), i due pubblicavano sulla rivista Comic Art la miniserie Roy Mann: per colpa dell’esplosione di una caffettiera, uno sceneggiatore di fumetti viene catapultato in una dimensione parallela dove gli Stati Uniti si dichiarano guerra tra di loro. Gli episodi sono raccolti in un volume unico pubblicato da Rizzoli Lizard, disponibile qui.

Ne Gli orrori di Altroquando, Micheluzzi si ritrova a maneggiare graficamente un personaggio molto diverso da Roy, soprattutto in quanto Dylan Dog ha già alle spalle due anni di uscite regolari e speciali, lavorate da altri grandi disegnatori del fumetto popolare quali Claudio Villa, Angelo Stano e altri ancora. La resa finale di queste 128 pagine è da Maestro (quale egli era, dopotutto): indubbiamente uno dei Dylan più espressivi di tutta la produzione bonelliana.

La paura, la sorpresa, il terrore, la tranquillità e lo stupore vengono espresse da un viso distorto quanto basta per non trascendere al di fuori dell’umana esistenza. Al tempo stesso, in un altro dove e in un altro quando, sua Nefandezza e il suo servo Azazelo vengono rappresentati con linee morbide boteriane, nasi patatoni e adunchi e infiniti seni da ripiangere la tri-tettuta di Attacco di forza.

I due costeggiano il pianeta Terra, tenendolo d’occhio e raccontando alcuni episodi di vita orrorificamente vissuta sulla sua superficie. Qui Tiziano Sclavi fa accapponare la pelle, ribaltando la classica narrazione horror e mescolandola con il giallo, il romanzesco e il fantastico. Questo mix è parte integrante della sua firma stilistica, già esplosa nella scrittura di romanzi quali Tre, Nero, Dellamore Dellamore Apocalisse, scritti agli inizi degli anni Ottanta ma pubblicati a cavallo tra gli Ottanta e Novanta per la casa editrice Camunia.

In appendice al volume  troviamo un approfondimento firmato dallo scrittore Franco Busatta, che snocciola dettagli sul rapporto artistico tra Sclavi e Micheluzzi e gli “effetti” del Dylan di quest’ultimo sui fumettisti contemporanei.

A seguire, un’intervista a Micheluzzi pubblicata originariamente nel 1989 su “Fumo di China”, «la più longeva fanzine sui fumetti italiana», dove un Michele Masiero appena ventunenne (e ora direttore editoriale in Sergio Bonelli Editore) chiacchiera amabilmente con il disegnatore sui suoi personaggi e su com’è stato lavorare con Dylan Dog. «Questa sembra essere l’ultima intervista che Micheluzzi ha concesso» afferma Masiero. Indubbiamente un’intervista che impreziosisce il volume, capostipite di una (speriamo) lunga raccolta di racconti d’autore nel trentennale universo dell’Indagatore dell’incubo.

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