Teen Titans: Raven è l’ultima proposta, e una delle più attesa dopo l’ottimo riscontro ricevuto negli Stati Uniti, in ordine di tempo della collana DC Graphic Novels for Young Adults (i graphic novel young adult DC) di Editrice Il Castoro dopo il discreto ma non esaltante Wonder Woman – Warbringer. Ai testi troviamo Kami Garcia mentre le matite sono di Gabriel Picolo e i colori di David Calderon.

Teen Titans: Raven – ritorno alle origini

Mentre sta viaggiando in auto con la madre adottiva, Rachel Roth detta Raven è vittima di un incidente. La madre purtroppo muore mentre Raven perde la memoria, qualche tempo dopo viene affidata alla zia e si trasferisce a New Orleans per terminare l’ultimo anno del liceo.

Ricominciare non è facile: nuova scuola, nuova famiglia, nuovo ambiente. Ma non è tutto: Raven inizia a sentire una voce dentro di lei che la spinge a desiderare che accadano brutte cose intorno a lei e alle persone che la infastidiscono come una bulletta che l’ha presa di mira a scuola.

C’è qualcosa in Raven, una sorta di oscurità che sente crescere dentro e che non riesce a spiegare e che soprattutto preoccupa sia la zia che la cugina le quali sembrano tenerle nascosto qualcosa del suo passato.

Intanto Raven attira le attenzioni romantiche di Tommy con il quale decide di andare al ballo della scuola. È proprio lì che il suo passato verrà drammaticamente a galla e verrà rivelata la sua vera natura con all’orizzonte una minaccia da non sottovalutare e individui misteriosi che sono alla ricerca di “ragazzi speciali”.

Per Raven sarà il momento di affrontare i proverbiali demoni interiori!

Teen quanto basta, credibile e organico

Teen Titans: Raven è probabilmente la proposta più organica delle tre finora portate in Italia da Editrice Il Castoro di questa linea editoriale.

Se infatti Harley Quinn – Gotham Arrivo! viveva di una sua autoreferenzialità e il già citato Wonder Woman – Warbringer si sforzava troppo di piegare ai temi young adult il personaggio di Wonder Woman, questo graphic novel riesce invece a bilanciare perfettamente l’anima più teen con quella legata alla narrativa seriale tipica dei comics supereroistici in un mix coinvolgente e ben riuscito.

Il merito va rintraccio nella capacità della scrittrice Kami Garcia di rileggere in maniera intelligente il personaggio di Raven senza cadere, come spesso accade, nei cliché più stereotipati del personaggio dark e “depresso”. La sua Raven è viva e vitale, una teenager che vive la sua età di passaggio parallelamente alla scoperta delle sue origini e dei suoi poteri.

Ecco quindi che l’elemento romantico e drama trovano una chiave di lettura sicuramente più stimolante del solito risultando tutt’altro che forzati. Ottima anche l’intuizione di dare più profondità alla narrazione non solo con il finale aperto ma anche introducendo un background più ampio – il personaggio di Slade – che fa presagire tanto ad un seguito quanto ad un mini universo narrativo all’interno di questi graphic novel.

Teen Titans: Raven è una lettura davvero appassionante e ben riuscita che dimostra come, con un pizzico di intelligenza e buona volontà ma anche grazie al rispetto per la storia di questi personaggi, è possibile creare storie “nuove” per un pubblico nuovo senza perderne di vista i tratti essenziali e caratteristici.

Tratto pulito, colori azzeccati

Molto buono anche il lavoro di Gabriel Picolo alle matite. Il suo tratto è pulito, fatto di linee curve e continue a metà strada fra un realismo mai troppo spinto e una stilizzazione che esalta la prossemica e l’espressività delle figure.

Molto personale la costruzione della tavola che non si accontenta di schemi fissi e gioca con soluzioni che pur prediligendo la coordinata orizzontale non disdegnato né l’uso di riquadri più ampi né di quello di splash-page. Chiarissimo lo story-telling. Unico appunto che si potrebbe fare al disegnatore brasiliano è legato alla essenzialità di molti sfondi – a volte addirittura nulli – aspetto che spesso stona proprio in confronto alla ricercatezza della costruzione della pagina.

Grande lavoro di David Calderon ai colori. La scelta delle tinte pastello conferisce al volume quel grado di accessibilità tale da poter giocare in maniera molto evidente con bicromie e tricromie dove il viola – il colore identificativo della protagonista – diventa il colore primario e a cui contrappone il rosso demoniaco o il verde mistico di New Orleans ma anche neri e grigi di una quotidianità scolastica.

Teen Titans: Raven | RecensioneIl volume

Al terzo volume ormai possiamo dire che Editrice Il Castoro ha trovato il suo formato per questa collana: brossurato sempre senza extra che per dimensioni e confezione – rilegatura a filo, costina arrontondata etc… – ricorda più quella di un libro in senso lato che un volume a fumetti. La carta è sempre spessa e porosa con una resa di stampa ottima.

A differenza dei precedenti volumi però risultano decisamente meno scorrevoli sia l’adattamento che alcuni passaggi in fase di traduzione – esempio più lampante di queste leggerezze si trova già nella prefazione del libro in cui si fa cenno “ai DC Comics” anzinché alla DC Comics.

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