Il rapporto fra la DC e il nostro paese è storicamente tumultuoso ed inversamente proporzionale: tanto è grande l’amore per l’agguerrito zoccolo duro di fan italiani della casa editrice di Superman, Batman e Wonder Woman tanto è stato spesso tragicamente deficitario l’operato degli editori che ne hanno gestito le pubblicazioni.

Ma il 2020 è iniziato sotto una stella decisamente benevola. Se i diritti delle pubblicazioni “tradizionali” sono passati al colosso Panini, Editrice Il Castoro si è invece assicurata quelli di una delle linee editoriali più innovative e probabilmente fondamentali per gli anni a venire: DC Graphic Novels for Young Adults.

Si tratta di una linea editoriale pensata innanzitutto per un pubblico giovane, giovanissimo – quello che appunto viene indicato come Young Adult e abbraccia una fetta di pubblico che grosso modo va dai 12/13 ai 18/20 anni – che non ha dimestichezza con i decenni di stratificazioni narrative dei comics e i cui libri vengono presentati direttamente nel circuito delle librerie di varia.

Cogliendo decisamente la palla al balzo, Editrice Il Castoro presenta come primo titolo per questa ambiziosa collana Harley Quinn – Gotham Arrivo! di Mariko Tamaki (Supergirl – Esser Super) e Steve Pugh (Animal Man) capitalizzando sulla estrema popolarità del personaggio e sulla sua notevole esposizione mediatica.

La quindicenne Harleen Quinzel viene mandata a vivere a Gotham City, non è preoccupata: ha già vissuto molte situazioni difficili e sa come cavarsela nella città più pericolosa del mondo. La nonna, che l’avrebbe dovuta ospitare però è morta improvvisamente, e così la giovane Harleen viene presa sotto l’ala protettrice della più famosa drag queen di Gotham, Mama.

Harleen sembra aver trovato l’ambiente ideale dove crescere fra l’amicizia con la battagliera compagna di scuola Ivy, che si divide fra campagne sociali e lotte contro lo snob John Kane e il suo cineclub votato al maschilismo, e la gentrificazione del suo quartier ad opera della multinazionale di proprietà della stessa famiglia Kane che minaccia di sfrattare Mama e il suo locale notturno.

Harleen vuole fare però qualcosa di più che semplici proteste con l’amica Ivy e si trasforma così in Harley Quinn abbagliata dal fascino dell’anarchico Joker che ha intenzione di gettare Gotham nel caos in modo violento e spettacolare…

Il finale sarà inaspettato e rocambolesco!

È Steve Pugh ad incarnare perfettamente lo stile di rottura di questo graphic novel.

Il disegnatore britannico, camaleontico e capace di cambiare e sperimentare con il suo tratto – recuperate i suoi lavori su Animal Man per notare la mostruosa differenza fra gli anni ’80 e i 2000 – a discapito di quello che si potrebbe pensare per una storia indirizzata ad una pubblico young adult utilizza un tratto estremamente realistico che fa dell’espressività e della cinesica la sua cifra caratteristica ponendo all’attenzione del lettore la figura, o le figure, e la loro interazione.

Tuttavia non è il tratto che rende la prova di Pugh maiuscola quanto nell’uso del colore. Non una ricerca espressionista piuttosto una volta alla sinestesia: ecco quindi come bicromie e sfumature su palette in scala di tonalità assumono significati ben precisi.

I grigi/verdi di Gotham si scontrano con i rossi/viola dei ricordi di infanzia mentre colori “altri” evidenziano particolari e umori con un climax che si concretizza nella tensione del rosso e del nero – i colori con cui da sempre si identifica il personaggio – netti e contrastanti più che mai prima dell’epilogo tutto tinto d’arancio quasi ad anticipare un futuro per Harleen.

Pugh intepreta così la sceneggiatura solida di Mariko Tamaki che deve mediare una rilettura altra delle origini del personaggio – che alla fine del volume possono essere assimilate a quelle di un elseworld, coordinata che potrebbe far orientare meglio i lettori di comics – con una serie di tematiche che possono sensibilizzare il pubblico young adult: gentrificazione, female empowerement, femminismo, militanza sociale, sessualità fluida.

La Tamaki però filtra benissimo queste tematiche e le riconduce sostanzialmente ad una storia di crescita/scoperta personale che trova nei personaggi del Joker e Ivy i piatti di una bilancia in cui l’adolescente Harleen è l’ago che a più riprese si domanda: chi sono? anzi perché sono?

Domanda tipica dell’adolescenza che non ha una risposta univoca.

Dal punto di vista carto-tecnico Editrice Il Castoro realizza un volume brossurato, senza extra, che per dimensioni e confezione – rilegatura a filo, costina arrontondata etc… – ricorda più quella di un libro in senso lato che il classico formato con cui si propongono i volumi a fumetti. La carta è spessa e porosa, la resa di stampa ottima. Non facile il lavoro in fase di adattamento e traduzione che viene svolto egregiamente ma deve arrendersi a qualche passaggio meno immediato, ottimo il lettering della scafatissima Maria Letizia Mirabella.

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