Con Star Trek Discovery 3×01 – That Hope Is You siamo pronti veramente ad addentrarci dove nessuno si è mai addentrato – o quasi – ovvero il futuro.

A più di un anno di distanza dalla conclusione della seconda stagione ritorna infatti Star Trek Discovery ovvero la serie che ha rilanciato il franchise dal punto di vista televisivo grazie ad un approccio capace di rispettare lo spirito e i canoni del franchise stesso ma anche di rinnovarlo e di osare quando e dove possibile.

Star Trek Discovery – dove eravamo rimasti?

Nella passata stagione l’equipaggio della Discovery aveva dovuto lottare contro Control, una Intelligenza Artificiale divenuta senziente, il cui obbiettivo era quello di recuperare una Sfera con all’interno tutta la conoscenza della Galassia. Il più prevedeva portare la Sfera e la Discovery nel futuro replicando la tuta del misterioso Red Angel che sarebbe stata indossata da Burnham e che avrebbe fatto da “boa” per la nave verso l’ignoto futuro aprendo un buco nero.

La conclusione era stata drammatica: la Discovery era stata catapultata 930 anni nel futuro, un futuro senza federazione, mentre nel presente l’incidente era stato insabbiato dalla stessa Federazione e classificato come top secret.

Star Trek Discovery 3×01 – a brave new world

Star Trek Discovery 3×01 – That Hope Is You si apre con una nota positiva: Michael Burnham compie la sua missione e pur precipitando rovinosamente su un pianeta, dopo aver attraversato il buco nero, scopre che, a distanza di 930 anni, c’è ancora vita nell’universo. Dopo aver rispedito la tuta nel passato – chiudendo quindi il loop temporale che aveva innescato tutti gli avvenimenti – Michael deve “solo” mettersi in contatto con la Discovery.

L’obbiettivo si rivela però più arduo del previsto e per questo decide di incamminarsi verso una colonna di fumo che si staglia all’orizzonte. Lì viene attaccata da Book, un mercenario o corriere come si definisce l’uomo, la cui nave è stata danneggiata proprio dall’arrivo di Michael.

Book è sospettoso così come la stessa Michael restia a rivelare la sua provenienza. I due decidono comunque di allearsi: gli oggetti in dotazione a Michael possono essere barattati per del Dilithium, essenziale per far ripartire la nave ed effettuare la consegna del prezioso cargo.

I due si avviano verso la città più vicina con Michael che apprende che la Federazione è stata spazzata via da un avvenimento che ha coinvolto proprio il prezioso carburante definito The Burn.

Il doppio-gioco di Book tuttavia non funziona e i due si ritroveranno in fuga fino a quando Michael non sarà costretta a rivelare la sua provenienza e Book la natura del suo carico.

Con tutta la tecnologia per il viaggio del tempo dichiarata fuorilegge – come da Guerra Fredda Temporale già citata in Star Trek: Enterprise, Michael ora ha due obbiettivi: scoprire cosa ha causato il The Burn e capire se la Discovery è arrivata effettivamente in questa linea temporale.

Star Trek Discovery 3x01 - That Hope Is You | RecensioneStar Trek Discovery 3×01 – ricominciare con il botto

Con il finale della seconda stagione e il primo trailer della terza, si era già intuito dove Star Trek Discovery sarebbe andato grossomodo a parare tuttavia il suo inizio è davvero al fulmicotone da molteplici punti di vista.

In Star Trek Discovery 3×01 – That Hope Is You è quanto mai evidente l’influenza che il reboot cinematografico di J.J. Abrams influenzi ancora la serie TV se non altro in termini di ritmo e inserimento di massicce sequenze d’azione che di certo rendono dinamico e mai scontato lo svolgimento del plot dell’episodio in questione. Influenzata ne è anche evidentemente la regia con i movimenti di camera repentini e la messa a fuoco sempre incerta e tremolante.

La sceneggiatura è solida e, pur concentrandosi completamente su Michael, non manca di fornire uno sguardo complessivo su questo curioso nuovo mondo in cui ci troviamo. Ottimo sin da subito, seppure inevitabilmente derivativo, il personaggio di Book interpretato da un convincente David Ajala.

L’episodio pur nella sua guisa caciarona non manca di omaggiare alcuni temi classici del franchise come l’ecologismo concedendosi qualche momento autoreferenziale nei minuti finale con la digressione sulle motivazioni alle spalle della Federazione. La chicca maggiore è ovviamente il riferimento alla Guerra Fredda Temporale che dimostra come gli showrunner non lascino nulla al caso.

Davanti a noi si prospetta una stagione davvero interessante per un 2020/2021 che, telesivamente parlando, potrebbe essere avaro di soddisfazioni.

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