Rick and Morty ci ha lasciati con il fiato sospeso per lunghi mesi, in attesa che fossero finalmente disponibili gli episodi conclusivi della quarta stagione della serie. Se ve la siete persa, potere recuperare qui la mia recensione dei primi cinque episodi.

ATTENZIONE! PARZIALE ASSENZA DI SPOILER! Perché uno spoiler alert se in pratica non ci sono spoiler? Forse ho bevuto troppo. O troppo poco, non ricordo mai come funziona (sono in buona compagnia, anche Rick cita Futurama).

E non dimenticate di guardare le puntate per intero: dopo i titoli di coda vi aspettano scene a volte perfino più allucinanti di quelle presenti nelle puntate.

È valsa la pena attendere un paio di anni per i primi 5 episodi della quarta stagione e altri 7 mesi per gli ultimi 5? La risposta è dentro di te. Solo che è sbagliata.

Rick and Morty 4×06-10 – Recensione – Prima Parte

La Morty-a infinita (Never Ricking Morty)

Rick and Morty

Data di uscita: U.S.A.: 3 maggio 2020; Italia: 24 luglio 2020.

Tanto per cambiare, la prima citazione è già nel titolo dell’episodio, che si riferisce alla Storia Infinita. Poi lo stesso Rick, per descrivere questa assurda vicenda, la definisce “Frasier in salsa Matrix“. L’episodio è contorto, assurdo, estremo quasi quanto Dark (sì, lo so, lo butto sempre in mezzo, ma magari ora vi è venuta voglia di guardarlo e di leggere la mia recensione o il mio spiegone).

Rick e Morty sono intrappolati su un treno inarrestabile (Speed? Galaxy Express? Fate voi) basato sulle sceneggiature. In pratica, la narrazione crea se stessa, in un paradossale sfondamento di pareti che solleticherà piacevolmente i vostri neuroni. E poi c’è anche una sana dose di blasfemia, che non guasta mai.

L’ultima cosa che voglio è rovinarvi la sorpresa con degli spoiler, ma posso dirvi che si tratta davvero di una puntata memorabile, fra le migliori della stagione e da annoverare anche fra le migliori di sempre.

Promortyus (Promortyus. Già, per una volta il gioco di parole funziona sia in inglese che in italiano)

Data di uscita: U.S.A.: 10 maggio 2020; Italia: 24 luglio 2020.

Prometheus, il controverso prequel della saga di Alien, offre lo spunto narrativo per questo episodio tutto sommato gradevole, ma che non colpisce in modo particolare. Non come il precedente, almeno.

Una specie aliena ha un ciclo vitale che consiste nel venir fuori da un uovo per poi avviluppare il volto dell’ospite. Da ora in poi, la citazione di Alien diventa una chiara parodia, discostandosi dall’originale.

Nel mondo di Alien gli Xenomorfi sono dei parassitoidi: un parassita cerca di preservare la vita del proprio ospite, che gli è indispensabile per sopravvivere, mentre un parassitoide se ne serve finché non può rendersi indipendente da esso. E ora potrete dire che vi ha fatto una piccola lezione di scienze una che ha studiato Lettere.

Tornando seri (non so se ci riuscirò, in fondo sto parlando di Rick and Morty), la vita dei Glorzo non è tutta rose e fiori come quella di uno Xenomorfo, anche perché dura decisamente meno. Ma forse Summer ha la soluzione…

Fin troppi elementi sono mutuati dalla saga horror fantascientifica più nota della storia, il che toglie inevitabilmente spazio alla creatività degli sceneggiatori, per cui la puntata è sì godibile, ma non eccezionale.

L’episodio della vasca d’acido (The Vat of Acid Episode)

Data di uscita: U.S.A.: 17 maggio 2020; Italia: 24 luglio 2020.

Sembra quasi che per questi ultimi episodi abbiano deciso di intervallare gli episodi migliori con quelli un po’ più fiacchi. Bene, ora è il turno di un’altra puntata coi controfiocchi.

Chi conosce Rick and Morty sa già perfettamente che condivide con le creazioni di Matt Groening (i Simpson e Futurama in primis) non solo un senso dell’umorismo particolarmente tagliente e a tratti nero, ma anche una certa vena genuinamente malinconica che colpisce dritto al cuore.

Come sempre, ciò che viene menzionato nel titolo della puntata non ne è il punto focale, che è invece una idea a dir poco geniale di Rick. Aspettate, ho detto “Rick”? Scusate, è la forza dell’abitudine, volevo dire “Morty”!

Il ragazzino propone spesso a suo nonno le proprie idee, che però le scarta a priori perché le ritiene inutili e stupide. Un giorno, però, Morty lo sfida: magari Rick non vuole provare a dare vita alle sue invenzioni perché non è in grado di farlo.

Ovviamente la provocazione funziona alla grande, e Rick accontenta Morty, creando per lui il “Salva Progressi”. Come tanti adolescenti, anche Morty ha una certa familiarità con i videogiochi, per cui chiede a Rick di creare un dispositivo che consente di salvare la propria posizione (l’ispirazione sono i salvataggi manuali dei videogiochi).

In questo modo, Morty può fare quello che gli pare, poiché se le conseguenze delle sue azioni non sono di suo gradimento può sempre tornare al suo salvataggio manuale precedente. Ma a quale prezzo?

Rick gli chiede se vuole conoscere nel dettaglio come funziona questo meccanismo, ma Morty vuole solo darsi alla pazza gioia il prima possibile.

Questo atteggiamento genera per il ragazzo un duplice trauma. Un po’ come in Steins;Gate, solo Morty possiede il “Reading Steiner”, ovvero la capacità di conservare tutti i ricordi di ciò che avviene nel lasso di tempo cancellato dal caricamento della posizione precedente. Se preferite, ciò ricorda anche il potere di cancellare il tempo di King Crimson, lo Stand del Boss di Vento Aureo, la stagione più recente dell’anime Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Ricordate poi l’ultimissimo episodio di Futurama, quello in cui Fry usa un dispositivo che manda il tempo indietro di 10 secondi? Dimenticatelo: del resto, lo stesso Rick afferma che lui non viaggia nel tempo come in Futurama, riferendosi proprio al finale della serie.

Come spesso accade, Rick and Morty riprende concetti da altre produzioni per spingerli alle conseguenze più estreme, creando così il secondo trauma per Morty presente nella puntata: un periodo di tempo piuttosto lungo i cui eventi sono mostrati nella più totale assenza di dialoghi, una nuova vita per Morty. Cosa accadrà dopo?

Rick and Morty 4×06-10 – Recensione – Seconda Parte

I figli degli uo-Morty (Childrick of Mort)

Data di uscita: U.S.A.: 24 maggio 2020; Italia: 24 luglio 2020.

E ora è il turno del secondo episodio deboluccio di questo set di cinque. Comunque stiamo sempre parlando di Rick and Morty, per cui anche un episodio sotto tono è pur sempre di buona qualità, ma la definizione nasce dal paragone con gli altri.

La citazione nel titolo della puntata si riferisce a I Figli degli Uomini, film distopico diretto da Alfonso Cuarón e ambientato in un futuro in cui la procreazione ormai non esiste più a causa della sterilità che affligge da tempo il genere umano.

In questo caso, però, ci troviamo di fronte all’opposto dell’infertilità: un lontano pianeta è stato messo incinto, e il papà di queste creature ibride sembra essere proprio Rick.

La società di questi figli si suddivide però in due fazioni: i seguaci di Rick e di sua figlia e quelli che invece decidono di godersi un bel campeggio insieme a Jerry. Almeno finché la situazione non degenera…

Purtroppo questa puntata manca un po’ della verve di quelle migliori, per cui non c’è altro da aggiungere. Probabilmente, si tratta dell’episodio più debole dell’intera quarta stagione. Peccato, ma qualcuno doveva pur arrivare ultimo, no?

Il Rick-torno dello Jerri (Star Mort Rickturn of the Jerri)

Data di uscita: U.S.A.: 31 maggio 2020; Italia: 24 luglio 2020.

Ok, ragazzi, siamo giunti all’ultima puntata di questa quarta stagione. Ed è una bomba. Potrei anche smettere di scrivere qui, ma credo vi aspettiate qualcosa di più da una recensione. Bene, eccovi accontentati.

Ricordate che Rick aveva clonato sua figlia Beth per permetterle di vivere le sue avventure in santa pace, senza l’oppressione di una famiglia asfissiante e incredibilmente disfunzionale? Ecco, ora è tornata. Ma come si relazioneranno fra di loro le due Beth?

Naturalmente, ci saranno anche il ritorno (s)gradito di un paio di vecchie conoscenze e una serie di scontri sanguinolenti che personalmente apprezzo sempre moltissimo.

Tuttavia, il vero fulcro della puntata è un altro: entrambe le Beth dubitano di essere quella originale, e una spiegazione da parte del loro creatore non sarebbe male. Ma conosciamo bene Rick. Oppure no?

Ciò che colpisce è la grande somiglianza fra Beth e suo padre: per quanto una sia rimasta a casa e l’altra si sia data alla pazza gioia scorrazzando liberamente nell’Universo, di base il desiderio di evadere da una vita familiare opprimente accomuna padre e figlia.

Come nell’episodio della vasca d’acido, anche in questo caso vedrete qualcosa di sconvolgente, inaspettato e decisamente toccante. Ovviamente non posso dirvi di cosa si tratta, ma una cosa è certa: Rick è un personaggio dalla mente e dalla psicologia incredibilmente profonde e complesse.

Siamo abituati a vedere quest’uomo nato come parodia di Doc di Ritorno al Futuro come un viscido bastardo senza cuore, ma dietro c’è molto di più: Rick è un uomo ferito, amareggiato, depresso e profondamente nichilista, ma è altrettanto vero che, a modo suo, ama la sua famiglia.

Certo, sta provocando tutta una serie di traumi irrecuperabile a Morty, ma Beth… Beth è la sua unica figlia, che ha abbandonato per essere libero, proprio come ora ha fatto lei con la sua famiglia.

Quando Rick ha creato il clone di sua figlia, deve aver riflettuto moltissimo su quello che stava facendo: magari ha anche pensato che il suo rapporto con lei sarebbe diverso, ora, se lei fosse stata cresciuta da un suo clone.

Inoltre, le implicazioni morali di una tale scelta sono a dir poco imponenti: Rick è stato costretto a mentire al clone, non potendogli rivelare la sua vera natura, e ora non vuole togliere qualsiasi dubbio alle sue due Beth. Ma c’è una ragione più che valida, una spiegazione a tutto questo che vi lascerà a bocca aperta, commossi e anche un po’ amareggiati.

Bene, la quarta stagione di Rick and Morty è finita, e questa recensione pure. Ci vediamo in giro, “stronzetti“.

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