I 5 migliori anime basati su videogiochi picchiaduro

Pubblicato il 15 Aprile 2020 alle 12:00

Nel corso degli anni, ma soprattutto negli anni Novanta, sono stati prodotti vari film e serie animati basati su picchiaduro a incontri, in quegli anni al loro apice; assieme a prodotti assolutamente da dimenticare, come lo special di Art of Fighting o la serie animata Mortal Kombat: Defenders of the Realm, alcuni franchise sono riusciti ad apparire al meglio nel medium audiovisivo animato, anche se solo alcuni hanno davvero eccelso.

VIRTUA FIGHTER

Virtua Fighter è LA serie picchiaduro di casa SEGA, sviluppata da studio AM2 e da Yu Suzuki (papà, tra le altre cose, di Shenmue).

La serie principale è composta da 5 titoli, ma questi sono stati arricchiti da varie versioni migliorate per le diverse console SEGA, persino per il Mega Drive.

Tra le varie opere derivate abbiamo anche una serie anime di 35 episodi, divisi in due parti, datata 1995 e prodotta da TMS (da sempre costola per l’animazione di SEGA, infatti ha realizzato anche Magic Knight Rayearth delle Clamp, gruppo di disegnatrici grande fan della casa di Sonic).

La serie vede i personaggi dei primi due episodi della serie di videogiochi (soprattutto Akira Yuki, Pai Chan ed i due fratelli Bryant) protagonisti di una avventura contro una terribile organizzazione criminale (anche se nata come scuola di arti marziali). La caratteristica interessante che fa emergere questa serie è che gli sceneggiatori hanno scelto di non creare una trama basata su un torneo, rendendola quindi piacevole anche a chi non ama espressamente i combattimenti.

Note interessanti: la serie vede tra i responsabili del soggetto anche Reiko Yoshida (Tokyo Mew Mew) e Ryo Tanaka come charadesign (non particolarmente ispirato a mio parere a dire il vero). L’opening italiana, che riprende la musica di quella giapponese, Wild Vision, era cantata da Massimo Dorati.

Se volete, trovate la serie in inglese sul canale YouTube di TMS.

SAMURAI SHODOWN

Samurai Shodown (conosciuto come Samurai Spirits in Giappone) è una serie di videogiochi appartenenti alla categoria picchiaduro, prodotti da SNK prima per le sale giochi e poi anche per le console Neo Geo. Il primo gioco della serie è stato realizzato nel 1993 ed è considerato il primo picchiaduro a utilizzare solo il combattimento con arma bianca e calci (sarà seguito pochi anni dopo dal bellissimo The Last Blade, sempre di SNK).

Nel 1994 è stato realizzato uno speciale televisivo (successivamente rinominato film per l’uscita internazionale), Samurai Spirits: Haten Gōma no Shō, liberamente ispirato al primo gioco del 1994.

La storia ha inizio con una guerra sanguinaria nel Giappone del periodo Sengoku. Il 15 febbraio dell’era Kannei avviene una rivolta a Shimabara e, nel pieno dello scontro, si verifica un terremoto, che suscita l’attenzione di sei potenti guerrieri in diverse parti del mondo.

Ben presto fa la sua apparizione un dio malvagio il quale una volta resuscitato dà fuoco al campo di battaglia uccidendo numerosi soldati. Il samurai Haohmaru si reca sul posto per investigare e scopre che Amakusa Shirō Tokisada, suo compagno guerriero, ha tradito tutti quanti spezzando il sigillo che proteggeva il dio; ora dovrà affrontarlo.

La trama, come avrete capito, è solo un modo per mostrare molti combattimenti e certo non passerà alla storia, ma lo special è godibile per un pomeriggio a casa.

In italiano Yamato Video l’ha presentato come Samurai Spirits – Apocalisse a Edo ed è disponibile sul canale YouTube Yamato Animation. Inediti invece i due OVA successivi che sono un seguito dello special.

POWER STONE

Power Stone è un picchiaduro arcade in 3D di Capcom, convertito successivamente per il Sega Dreamcast, sul quale conquistò molti appassionati, e più recentemente in una collection per PSP.

Il videogioco ebbe un sequel, Power Stone 2, e ne fu tratta anche una serie animata, dal poco fantasioso titolo Power Stone, giunta anche nel nostro Paese; l’anime è composto da ventisei episodi realizzati dallo Studio Pierrot.

In Giappone la serie è stata trasmessa da TBS nel 1999 mentre in Italia la versione americana della serie è andata in onda su Italia Teen Television ed in seguito in chiaro su Italia 1 nel 2004.

Edward Falcon, un ragazzo di nobile famiglia che aspira a diventare un lottatore professionista, un giorno riceve dal padre, lo scomparso esploratore Pride Falcon, un pacco contenente una Power Stone, una pietra in grado di donare al suo possessore incredibili poteri.

Il minerale, però, attirerà su di sé molti altri pretendenti, tra cui i fratelli Piovra e Polpo e il loro capo Kraken, sebbene Edward non sarà l’unico a possederne una: durante le sue avventure, infatti, incontrerà altri possessori come il samurai Ryoma, la maga Rouge, la ninja Ayame, il cuoco Wang Tang e il pellerossa Galuda.

Anche qui una serie che cerca di creare una trama che si distacchi dalla semplice sequenza ininterrotta di combattimenti.

FATAL FURY

Fatal Fury (in Giappone Garou Densetsu) è la prima serie di videogiochi picchiaduro 2D creata dalla SNK per Neo Geo a partire dal 1991 ed è una delle serie più longeve per numero di episodi nel suo genere; l’ultimo episodio della serie principale, lo splendido Garou: Mark of the Wolves, è datato 1999.

Dalla saga sono stati tratti, tra gli altri prodotti derivati, due special televisivi (La leggenda del lupo famelico e La sfida di Wolfgang Krauser) ed un film per il cinema (appunto intitolato The motion picture).

Il nome che lega queste tre produzioni è quello di Masami Obari, apprezzato regista, mecha e character designer giapponese, noto per essere anche un grande fan di Go Nagai, tra le altre cose (e nel film un po’ si vede).

Inutile dire che la differenza tra gli special e il film è evidente, se non altro per il diverso budget speso nella loro realizzazione (e anche perchè Andy nel primo special ha i capelli verdi…).

Anche come trama il film surclassa gli special, con una storia avvincente e ben dosata; inoltre appaiono moltissimi personaggi che i fan della SNK riconosceranno subito, tra cui i figli di Kim Kaphwan, Kim Jae Hoon e Kim Dong Hwan, che in seguito compariranno in Garou: Mark of the Wolves come adolescenti (anche se in questo film la personalità dei fratelli è invertita rispetto a Garou).

In ogni caso potete trovare anche queste tre animazioni su Yamato Animation.

STREET FIGHTER

Street Fighter è senza dubbio la più popolare serie di videogiochi di genere picchiaduro. Il primo gioco della serie è stato pubblicato da Capcom nel 1987. E da allora Ryu, Ken, Chun-Li e tutti gli altri personaggi del franchise hanno invaso tutte le console con vari capitoli delle loro avventure, anche grazie alla mania di Capcom di aggiungere Super, Turbo, Champion Edition ai titoli per rilanciarli sul mercato.

Nel corso degli anni i nostri hanno fatto capolino ovviamente non solo sulle console, ma anche in vari altri media, come fumetti, cartoleria e, ovviamente, serie TV e film.

Tra tutte le produzioni spiccano sicuramente due prodotti: Street Fighter – The Animated Movie e la serie Street Fighter II V.

Street Fighter II: The Animated Movie, in Giappone Street Fighter II Movie, del 1994, è forse il miglior adattamento cinematografico di un videogioco a incontri: del resto il regista è Gisaburo Sugii (che fu il regista di Astro Boy per Osamu Tezuka) e l’animazione è stata curata da Group TAC.

Le sequenze dei combattimenti furono coreografate dal fondatore del K-1 Kazuyoshi Ishii e dal lottatore professionista Andy Hug; come dire, la qualità paga. E la sequenza di apertura con Ryu e Sagat se la ricordano tutti!

Sempre a Group TAC e a Gisaburo Sugii dobbiamo la serie animata Street Fighter II V, anche qui da molti considerata la miglior serie anime basata su un videogioco.

Come per le migliori opere in questa classifica, Kenichi Imai e Sugii decidono di creare una storia che vada oltre i semplici combattimenti, raccontandoci il viaggio di Ryu e Ken in tutto il mondo, all’inizio per diventare forti, poi per salvarsi.

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