Nel 1986, il game designer Hironobu Sakaguchi elaborò un nuovo videogioco, ma se non avesse avuto successo avrebbe abbandonato per sempre quel campo: sarebbe stata la sua “fantasia finale”, da cui il titolo Final Fantasy; è questa, in breve, la commovente storia della nascita di una delle saghe videoludiche più longeve e amate di sempre.

Sakaguchi non solo è il padre della serie, ma ha lavorato anche a molti altri capitoli successivi, incluso il leggendario Final Fantasy VII, considerato da moltissimi appassionati come il capitolo più riuscito in assoluto di tutta la storia del franchise, al punto che da  moltissimi anni se ne richiedeva a gran voce un remake. Ora, Final Fantasy VII Remake è divenuto finalmente una realtà solida, tangibile, un titolo che farà certamente discutere, ma che racchiude in sé tutta una serie di elementi che ne fanno un JRPG d’azione davvero imperdibile.

Prima di procedere nel cuore di questo titolo, mi preme fare una breve premessa: se cercate una riproduzione fedele della storia di FFVII con una grafica mozzafiato e un sistema di combattimento action, Final Fantasy VII Remake potrebbe non rispecchiare le vostre aspettative; tuttavia è necessaria una precisazione: trattandosi di un remake e non di una remastered la fedeltà assoluta all’opera originale non è una prerogativa imprescindibile, un discorso che vale anche, ad esempio, per Resident Evil 3 Remake.

Inoltre, è importante ricordare che Final Fantasy VII Remake non è un gioco completo, ma costituisce solo un capitolo di quella che verrà riproposta come una saga, anziché come un videogioco unico quale era FFVII.

A questo punto, potreste pensare che la storia sia stata diluita inutilmente per permettere la suddivisione del gioco in più parti, ma non è così: Square Enix si è presa tutto il tempo necessario per approfondire le storie individuali non solo dei protagonisti principali, ma anche dei personaggi “minori”, conferendo spessore, ricchezza narrativa e dinamismo all’intero titolo.

Il nuovo team di sviluppo, di cui vi parlerò a breve, ha quindi modificato e ampliato alcuni punti della narrazione, discostandosi, per certi versi, dall’originale a cui si ispira.

Final Fantasy VII Remake è più di un videogioco: è un atto d’amore, e questa recensione è una aperta dichiarazione d’amore.

I TEAM DI SVILUPPO

La squadra che ha dato vita a questo ambizioso progetto non è esattamente la stessa che ha lavorato al titolo originale, anche se alcuni nomi ricorrono in entrambi i titoli, ma si è proposta comunque di creare un videogioco che potesse appassionate gli utenti grazie a una fusione di elementi classici e innovativi.

La copertina, ad esempio, riprende in maniera molto fedele il design originale:

Scopriamo ora in breve quali sono i ruoli chiave dei diversi team di sviluppo di Final Fantasy VII e di questo remake:

Autori

  • Final Fantasy VII: Kazushige Nojima è autore di diversi titoli di questa storica serie, fra cui FVIII, FFX, FFX-2 e il film di animazione in CGI FFVII: Advent Children; Yoshinori Kitase, conosciuto anche per aver diretto Final Fantasy X, attualmente è anche Vice Presidente di Square Enix.
  • Final Fantasy VII Remake: Kazushige Nojima.

Direttore del gioco

  • Final Fantasy VII: Yoshinori Kitase.
  • Final Fantasy VII Remake: in questo caso i direttori del gioco sono ben tre: Tetsuya Nomura, a capo del team di sviluppo della saga di Kingdom Hearts, è stato anche character designer dei personaggi di diversi titoli della serie di Final Fantasy, inclusi FFVII, di cui è anche stato battle visual director, e Final Fantasy XV, in cui però in seguito è stato sostituito da Hajime Tabata; Naoki Hamaguchi, il quale ha iniziato a lavorare alla serie da FFXII, è fra i programmatori anche della controversa saga di FFXIII; Motomu Toriyama, impiegato presso Square Enix dal 1994, ha realizzato, fra le altre cose, alcune cut scenes di FFVII, di cui è stato anche Event Planner.

Produttori

  • Final Fantasy VII: Hironobu Sakaguchi, padre della saga.
  • Final Fantasy VII Remake: Yoshinori Kitase, direttore di FFVII.

Programmatori

  • Final Fantasy VII: Ken Narita, programmatore di tutti i primi 10 capitoli della saga eccetto FFIX, ha lavorato alla serie fino a FFXIII, lasciando in seguito Square Enix per unirsi a GungHo Online Entertainment.
  • Final Fantasy VII Remake: Tomohito Hano è stato programmatore di Kingdom Hearts III e ingegnere per Dead or Alive 5.

Artisti

  • Final Fantasy VII: Tetsuya Nomura; Yusuke Naora ha preso parte a diversi titoli della saga di Final Fantasy, incluso FFX.
  • Final Fantasy VII Remake: Tetsuya Nomura; Roberto Ferrari, artista italiano impiegato come Character Designer presso Square Enix.

Colonna sonora

  • Final Fantasy VII: Nobuo Uematsu, storico compositore delle colonne sonore di diversi capitoli della saga di FF, di Chrono Trigger e del film in CGI Final Fantasy VII: Advent Children.
  • Final Fantasy VII Remake: Nobuo Uematsu; Masashi Hamauzu è stato compositore per Square Enix dal 1996 al 2010, lavorando alle colonne sonore di molti titoli della serie di FF, fra cui Dirge of Cerberus: Final Fantasy VII e le versioni rimasterizzate delle colonne sonore di Final Fantasy X/X-2 HD Remaster; Mitsuto Suzuki è stato compositore per Mobius Final Fantasy e la saga di FFXIII; ha inoltre partecipato anche Yosh, cantante dei Survive Said the Prophet, autori, fra le altre cose, della sigla per la parte iniziale della prima stagione dell’anime Vinland Saga, il quale ha cantato il tema di Final Fantasy VII Remake, Hollow:

Per concludere questa prima parte, vorrei farvi ascoltare il leggendario e a dir poco memorabile battle theme di FVVI confrontato con la versione attuale orchestrata:

Come potete vedere, un certo senso di continuità con l’opera originale è rappresentato dalla presenza di diverse personalità che hanno lavorato al videogioco originale.

Passiamo ora a una analisi delle tematiche principali di Final Fantasy VII, per poi proseguire con una disanima del nuovo gameplay di Final Fantasy VII Remastered.

UNA TEMATICA ATTUALISSIMA

Era il 1997 quando venne pubblicato per la prima volta Final Fantasy VII, eppure i temi trattati sono di una attualità disarmante e tristemente premonitrice.

La storia è ambientata a Midgar, il cui nome rievoca quello di Midgard, utilizzato nella mitologia norrena per la terra abitata da Troll e uomini traducibile come “Terra di Mezzo” (state pensando anche voi a J.R.R. Tolkien?).

Midgar è la città tecnologicamente più avanzata del suo mondo grazie al lavoro della Shinra Electric Power Company, un colosso che ha disseminato lungo il perimetro circolare della città 8 reattori che estraggono incessantemente dal sottosuolo la Mako, che poi viene trasformata nell’energia elettrica che alimenta l’intera Midgar.

Ciò che però non tutti sanno è che la Mako è la linfa vitale stessa del pianeta, e la sua estrazione sta lentamente, ma inesorabilmente svuotando il pianeta stesso, condannandolo a una fine prematura. Probabilmente, però, anche se il popolo di Midgar conoscesse la verità difficilmente rinuncerebbe a tutte le comodità derivanti dal suo sconsiderato sfruttamento; per questo si è costituito un gruppo di eco-terroristi conosciuto con il nome di Avalanche, il quale si è posto come obiettivo quello di mettere in ginocchio la Shinra, per impedirle di dissanguare il pianeta.

A tutto questo va poi aggiunto un ulteriore dettaglio della struttura di Midgar: mentre nella parte superiore risiede la benestante popolazione impiegata presso la Shinra, nell’anello sottostante, i bassifondi, vive la stragrande maggioranza della popolazione, costretta ad andare avanti in condizioni di pericolo e di assenza di agi e comodità.

Sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, una grande compagnia che lo monopolizza e che manipola anche i maggiori canali di informazione, egoistico perseguimento dei propri scopi e un ristretto gruppo di individui disposto a qualsiasi sacrificio pur di salvare il pianeta sono quindi il fulcro della narrazione di FFVII e costituiscono anche un potentissimo atto di denuncia per ciò che avveniva già quando il titolo fu pubblicato: se continueremo a servirci di ciò che ci offre la natura pensando che queste risorse siano infinite, finiremo per prosciugare la nostra Terra.

È in questo drammatico contesto che prende vita la storia di Final Fantasy VII, il cui protagonista principale è Cloud Strife, ex Soldier della Shinra intossicato dalla prolungata esposizione alla Mako e per questo sovente tormento da terribili visioni e divenuto ora un mercenario attualmente in fase di collaborazione con il gruppo Avalanche, da cui è stato assoldato. Non proseguirò oltre per evitarvi spoiler indesiderati, per cui passiamo a quello che è il cuore di ogni videogioco: il gameplay.

GAMEPLAY: SVILUPPO DEI PERSONAGGI E DELLE ARMI

Strutturalmente, Final Fantasy VII Remake non è un vero e proprio open world, ma è suddiviso in 18 capitoli; esistono al suo interno diversi punti di non ritorno che renderanno alcune zone inaccessibili da quel punto in poi, per cui assicuratevi di averle esplorate per bene alla ricerca di oggetti e pezzi di equipaggiamento utili e di missioni secondarie che vi premieranno con PE, Guil, la moneta in game, e diversi oggetti utili per potenziare la vostra squadra.

ATTENZIONE: gli incarichi secondari sono legati al capitolo in cui sono presenti, per cui non sempre sarà possibile portarli a termine una volta completato quel capitolo; si tratta di eventi piuttosto classici per i JRPG come FFVII Remake, e vanno dalla ricerca di oggetti o persone all’uccidere mostri.

Proprio per via di questa struttura, durante il corso di alcune missioni non potrete girovagare liberamente, ma dovrete seguire un percorso obbligato; anche la vostra squadra non potrà essere celta liberamente, ma seguirà l’andamento della narrazione, il che, seppur sia limitante delle libertà dei giocatori, crea un senso di continuità con il racconto stesso, parte fondamentale di un titolo come FFVII.

Poiché ho già parlato parzialmente del gameplay nella mia recensione della demo di FFVII Remake, vi rimando a questa pagina per evitare inutili ripetizioni.

Lo sviluppo dei personaggi avviene in due modi differenti:

  • Automatico: al passaggio di livello i PG avranno un aumento sia di Punti Vita che di Punti Mana; il level cap, ovvero il livello massimo raggiungibile da ogni personaggio, è stato fissato al livello 50;
  • utilizzando le Materie: si tratta di speciali sfere che possono essere incastonate nelle armi e nelle protezioni grazie alle quali è possibile ottenere tutta una serie di opzioni, come la possibilità di lanciare Magie (che usano i PM e che diventano sempre più potenti continuando a usare i pezzi di equipaggiamento in cui sono inserite), aumenti permanenti di PV o di PM e perfino la capacità di evocare gli Esper, creature sovrannaturali incredibilmente potenti che vi lascerò scoprire come e dove trovare.

Noterete che alcuni alloggi per le Materie sono collegati; in questo caso, potrete sfruttare effetti combinati: ad esempio, potrete aggiungere gli effetti di una magia elementale a ogni singolo attacco di un’arma usando due diverse Materie in maniera sinergica.

Gli Esper non possono essere evocati a piacimento, ma durante gli scontri più difficili comparirà sulla destra dello schermo la barra Evocazione: una volta riempita, potrete usare una o due Barre ATB per evocarne uno, il quale resterà a combattere con voi sul campo finché la sua Barra si scaricherà o in seguito alla sconfitta del suo evocatore.

Inoltre, tutti i membri della squadra, inclusi quindi i due personaggi che non hanno evocato l’Esper, potranno usare una o due delle loro Barre ATB per far attaccare l’Esper il quale quando non riceve comandi diretti attacca comunque in maniera autonoma e, poco prima di uscire di scena, scatenerà un potentissimo attacco finale.

Quanto alle armi, potrete potenziarle grazie ai PE (Punti Espansione), e anche in questo caso potrete scegliere fra diverse opzioni, dall’aumento dell’attacco fisico a miglioramenti della difesa, all’aggiunta di ulteriori vani per le Materie e così via.

Ogni arma dispone di diversi Nuclei, sbloccabili proseguendo nel gioco, ma non necessariamente usando quella determinata arma, ognuno dei quali richiede un ammontare sempre maggiore di PE per sbloccare le diverse caratteristiche disponibili.

Inoltre, ogni arma dispone di una abilità unica: portandone la Maestria al 100%, però, l’abilità si renderà disponibile sempre, anche quando userete un’altra arma.

GAMEPLAY: ALTRE OPZIONI

In FFVII Remake potrete settare e usare scorciatoie anche per le Abilità Limite: una apposita barra posta al di sotto di quella del Mana si riempirà durante la battaglia e permetterà ai vostri personaggi di scatenare un attacco speciale che non richiede l’utilizzo delle Barre ATB.

Noterete che i nemici dispongono di due diverse Barre: Vita e Stremo. Alcune abilità permettono di far salire più velocemente la Barra Stremo, e quando un nemico viene colpito un certo numero di volte va in Tensione, permettendovi di riempire più velocemente la sua Barra Stremo; quando un nemico è stremato, non solo resterà inerte per qualche secondo, ma i danni inflitti dal vostro party saranno notevolmente aumentati, per cui vi consiglio di cercare sempre di riempire la Barra Stremo.

I caricamenti possono richiedere anche 35 secondi su una PS4 Fat come la mia, il che è anche normale per un gioco che pesa oltre 90 GB!

Per non perdere l’orientamento nelle vaste aree di gioco disponibili potrete usare una mappa estesa dell’area accessibile dal menu di gioco, una che mostra la sezione in cui vi trovate all’interno di una mappa più ampia che mostra l’intera Midgar e anche 3 diverse opzioni in game, attivabili grazie alla pressione del tasto L2: una bussola, una minimappa e, per una visuale più pulita, potrete anche scegliere di non utilizzare alcuna delle due opzioni precedenti.

In alcuni GDR PV e PM vengono ripristinati all’inizio di ogni nuovo scontro, ma non è questo il caso: per recuperarli gratuitamente, dormite nella vostra stanza o in un albergo, oppure riposate sedendovi su una panchina speciale. Tuttavia, al compimento di alcune missioni secondarie e all’inizio di ogni nuovo capitolo PV e PM verranno ripristinati automaticamente.

GAMEPLAY: MOVIMENTI E BATTLE SYSTEM

Come di certo saprete già, il sistema di combattimento a turni di Final Fantasy VII è stato sostituito in questo remake da un battle system action. Purtroppo, è qui che si riscontrano i problemi maggiori: quando si blocca il puntamento su un nemico il puntatore tenderà a spostarsi su altri obiettivi semplicemente inquadrandoli, il che diviene un problema in particolare contro nemici di grosse dimensione: in questi casi, è possibile smembrarne delle parti per indebolirli, e non sempre è facile puntare esattamente la parte che desiderate colpire; inoltre, anche le schivate, attivabili con il tasto Cerchio, non sono immediate.

Un altro dettaglio da tenere a mente è la presenza di cut scenes anche durante i combattimenti, che da un lato aggiungono dinamicità agli stessi, ma dall’altro bloccheranno l’attivazione dei vostri colpi speciali, facendovi però consumare la relativa Barra, ATB o Limite che sia.

In generale, poi, i movimenti dei personaggi risultano piuttosto imprecisi quando è necessario farli muovere lentamente; inoltre, in game non è possibile saltare o chinarsi per passare da piccole aperture, nonostante nelle scene animate i personaggi siano capaci di compiere acrobazie incredibili, ma in questi casi comparirà sul pavimento una freccia azzurra: recandovici sopra, il personaggio effettuerà l’azione automaticamente.

GAMEPLAY: POST GAME

Una volta terminato il gioco, sbloccherete le seguenti opzioni:

  • Selezione Capitoli: rigiocandoli potrete completare incarichi lasciati in sospeso e le vostre raccolte di oggetti collezionabili, mantenendo i vostri equipaggiamenti e livelli attuali;
  • Modalità Difficile: un nuovo livello di difficoltà in cui i nemici sono più potenti, riposare sulle panchine ripristina solo i PV e non i PM e non è possibile utilizzare oggetti durante le battaglie; non esiste quindi un vero e proprio NG+, ma potrete scegliere di rigiocare in questa modalità tutti e 18 i capitoli, il che verrà ripagato con un Trofeo d’Oro e con ricompense riscattabili solo giocando in Modalità Difficile;
  • Punti Espansione triplicati e punti Esperienza raddoppiati: in questo modo potrete livellare molto più velocemente; l’opzione è disponibile rigiocando qualsiasi capitolo a qualsiasi livello di difficoltà;
  • Battaglie in moto: se vi hanno annoiato o semplicemente volete rendere più veloce il prosieguo del gioco, sarà possibile saltare questi minigiochi;
  • Simulatore di Comattimento Shinra: disponibile all’inizio del Capitolo 17 una volta terminato il gioco; qui potrete affrontare nuove sfide e ricevere succulente ricompense, alcune delle quali disponibili solo in Modalità Difficile.

UN INCANTO PER GLI OCCHI E PER IL CUORE

Alla luce dei difetti presenti nel gameplay di Final Fantasy VII Remake vi starete probabilmente chiedendo il motivo di un voto così alto. È presto detto: giocando noterete come tali problemi non inficeranno la vostra esperienza di gioco più di tanto. Ma c’è dell’altro.

L’immensa potenza di un titolo come questo non risiede solo nel gameplay, ma in una storia grandiosa, attuale, toccante e a tratti spietata, che colpisce dritto al cuore. Il tutto è poi supportato da una veste grafica in moltissimi frangenti talmente spettacolare da essere commovente: vi basti guardare la meravigliosa immagine qui in alto, che ritrae Aerith come non l’abbiamo mai vista prima.

Ambientazioni e personaggi sono incredibilmente curati non soltanto negli spettacolari filmati (che potrete scegliere di saltare, magari se state rigiocando un capitolo), ma anche in game, conferendo a ciò che vedrete un senso al contempo di grande realismo e di brillante magia.

Quanto alle ore di gioco necessarie per terminare FFVII Remake, state tranquilli: anche se si tratta solo di una parte della storia, giocando a Difficoltà Standard e portando a termine la stragrande maggioranza degli incarichi secondari (e io che credevo di non averne mancato alcuno!) la mia prima run è durata all’incirca 48 ore.

CONCLUSIONI

L’intento celebrativo dell’opera originale è palese in Final Fantasy VII Remake, in cui il team di sviluppo si è profuso per dare nuova linfa vitale a un capolavoro storico, una vera e propria pietra miliare nel panorama videoludico.

Nonostante le differenze rispetto a FFVII, questo remake risulta assolutamente all’altezza delle aspettative grazie a una serie di fattori che lasciano passare in secondo piano i difetti tecnici.

Nella valutazione di un titolo così fortemente incentrato sulla narrazione e sul pathos, prescindere dall’elemento emozionale non solo non è possibile, ma è addirittura inopportuno, poiché lo scopo di ogni singola opera d’arte è suscitare emozioni nei suoi fruitori, e i videogiochi sono a tutti gli effetti una forma d’arte: quando guardate, ad esempio, un’opera di Van Gogh, pensate che non valga nulla perché il pittore non ha avuto una formazione artistica tradizionale e le sue pennellate così materiche non sono realistiche, o lasciate che i dettagli tecnici passino in secondo piano rispetto al messaggio che con quella opera l’artista voleva trasmettere? Da amante e studiosa di Storia dell’Arte da un paio di decenni e da questa recensione, la mia posizione credo sia evidente.

Final Fantasy VII Remake non è scevro di difetti, ma la sua potenza narrativa, visiva ed evocativa, la caratterizzazione così profonda dei personaggi e degli antagonisti che lo animano e la presenza di scene dirette con un taglio assolutamente cinematografico lo rendono non solo un affettuoso atto d’amore nei confronti di Final Fantasy VII, ma anche un JRPG davvero spettacolare, imperdibile per gli amanti del genere e del gioco originale, ma anche per coloro che non hanno mai giocato FFVII.

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