Rendendolo disponibile al pubblico proprio il giorno dell’anniversario della sua morte, Tunué porta in Italia La Quercia, incredibile e coraggiosa edizione che raccoglie dodici poesie scritte da Walt Whitman in un piccolo libro che lui stesso chiamò Live Oak, With Moss, accompagnate dalle illustrazioni di Brian Selznick (pluripremiato autore de La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret).

In queste dodici poesie (confluite poi, riviste o meno, nella sezione Calamus di Foglie d’Erba, la raccolta omnia delle poesie del poeta americano) messe insieme da Whitman in un taccuino formando una sorta di poemetto, protagonista è l’amore omosessuale, tanto carnale quanto spirituale, che va a confondersi con quello per l’Uomo come essere umano.

UN ALBERO UNIVERSALE

Recensire un prodotto come questo ci risulta sempre difficile, considerata la grande “materia umana” e sensoriale che mette a disposizione, meravigliosa da recepire e difficilissima da trattare in un’analisi analitica.

Doveroso però è il nostro sforzo per premiare la scelta Tunué, capace di costruire un raccordo concreto (già implicitamente esistenze, ma ancora invisibile ai più) fra il mondo del fumetto e quello della grande letteratura.

La quercia del titolo, che rimanda alla mascolinità, diventa nelle illustrazioni, con un diverso stile (dalle matite all’elaborazione digitale) un contenitore dello spazio assoluto dove l’Io lirico di Whitman e i suoi amori, simboli allo stesso tempo dell’amore e delle emozioni umane, si “espandono”.

Dopo essere stati avvolti in questo mondo visivo, la narrazione si ferma per dare spazio ai versi: a parlare, ora, è Whitman con tutta la magnificenza del suo stile. Nelle varie poesie, l’Io lirico (identificabile il poeta stesso ma che allo stesso tempo potrebbe trascenderlo) si fonde e sfuma all’interno della Natura, dell’energia universale che essa rappresenta sospinto dall’amore.

Un amore omosessuale vicino e lontano (quasi simultaneamente in un perpetuo ciclo), un amore che travalica i confini della natura stessa per arrivare oltre, fino a quell’energia mistica alla base di tutte le cose.

In un turbinio di verbi di movimento e ambienti vegetali, l’Io lirico di Whitman congiunge sé stesso alla sua carne, innalzandosi ben oltre l’infinito del sentire, accompagnando con lui un lettore lasciato inerme, stupito, felice.

E dopo l’apoteosi dei versi, si conclude il percorso visivo guidato da un Selznick giustamente (vista l’occasione) poetico e simbolico; vista l’impossibilità di tradurre in immagini i versi di Whitman (che di certo poi non ne avrebbero bisogno) l’artista sceglie di sviluppare un tema dei componimenti sfruttando al massimo il mezzo del disegno.

Missione quasi impossibile non sfigurare vicino alla penna di uno dei più grandi poeti della letteratura mondiale, ma Selznick riesce con le sue illustrazioni nell’intento di arricchire e moltiplicare qualcosa di già stupendamente ricco e moltiplicato.

Questa piccola edizione Tunué, corredata anche da un commento filologico di Karen Karbiener, professoressa alla New York University con tanto di nitide foto dal manoscritto e impreziosita da un’elegante rilegatura brossurata, è un vero pezzo unico per gli studiosi, gli amanti della letteratura, per chi ama emozionarsi e abbandonarsi alle sensazioni nate da parole e immagini, dal costo irrisorio calcolando il peso della materia emozionale che contiene.

Questo è, praticamente, un volume per tutti: per l’Uomo, con la U maiuscola, proprio come vorrebbe, se fosse qui con noi, Walt Whitman. Grazie a La Quercia, a più di cento anni dalla sua morte, è qui con noi, un po’ di più.

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