Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – Riverdale ha terminato la lenta ma inesorabile costruzione di questa sonnacchiosa Quarta Stagione capovolgendo con un riuscitissimo twist le carte in tavola.

Jughead è morto… ma non troppo. Tutta la cittadina di Riverdale infatti ha partecipato in una incredibile messa in scena affinché Brett, Donna e tutti i membri coinvolti della Stonewall Prep cadessero in una clamorosa trappola abbassando così la guardia sicuri della riuscita del loro piano.

I sospetti di Donna, l’ultima a rimanere ancora dubbiosa, erano stati poi definitivamente spazzati via quando Archie, Betty e Veronica aveva messo in atto la sceneggiata finale: Archie e Betty insieme e il conseguente tradimento di Veronica.

Questa enorme contro-macchinazione serviva principalmente per far guadagnare tempo a Jughead in primis, nascosto nel bunker nel bosco, e poi a tutti gli attori coinvolti per far fruttare gli indizi e le prove raccolte contro la Stonewall Prep che culminano con il ritrovamento di alcuni importanti informazioni sull’identità di Donna.

Da qui riparte l’episodio di questa settimana intitolato The Locked Room. Mentre in città continua la messa in scena, Jughead riesce finalmente ad avere il quadro completo della situazione e preparare il suo trionfale rientro in scena.

Il palcoscenico sarà ovviamente la Stonewall Prep dove la cospirazione viene smontata pezzo dopo pezzo.

Non solo Brett e Donna ma anche il signor DuPont è responsabile di crimini che affondano le loro radici sia nella storia della prestigiosa scuola che nel franchise dei Baxter Brothers.

Tutto si sfalda sotto i precisi colpi di Jug compresa la scuola, ora rimane un’ultima casella da marcare per Betty… quella relativa a Donna!

The Locked Room è un episodio che fa da giusto corollario al climax degli ultimi episodi. È sì un lungo “spiegone” ma decisamente necessario per una stagione che ha visto troppo spesso i plot e le sceneggiatura attorcigliarsi in maniera compulsiva su sé stessi alla ricerca del twist perfetto arrivato solo la scorsa settimana e nella maniera più semplice pensabile.

Dopo le influenze lynchiane, questo episodio strappa una pagina – scusate la battute – dai classici murder mystery alla Agatha Christie in cui a giganteggiare sono le capacità oratorie di un Cole Sprouse vero volano dell’episodio.

Il ritmo è buono, la regia deve solo staccare al momento opportuno e in questo modo lo spettatore riesce ad avere un quadro più chiaro di tutti gli avvenimenti almeno di questo che è di fatto stato il filone narrativo principale e che ha concreto oscurato gli altri che non hanno decisamente fatto presa nel corso della stagione risultando a tratti convulsi e ridondanti.

Il non aver voluto dare quasi mai come punto di riferimento un solo antagonista paga seppur solo in questo episodio muovendo sulla scacchiera le due ultime pedine: DuPont e Donna.

La conclusione dell’episodio, che ovviamente lascia il dubbio sull’avvicinamento fra Archie e Betty, ha il sapore di finale di stagione pur con un bel filotto di episodi ancora a disposizione.

Interessante questa scelta sopratutto perché Riverdale non solo si sarebbe fermato fino all’8 aprile ma ora come ora la sua produzione è fermata, così come quella della maggior parte di serie TV a causa del Coronavirus, e non si sa quando e se riprenderà.

Vedremo cosa c’è in serbo per questo finale di Quarta Stagione.

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