Quali sono i 10 anime più belli degli anni ’90?

Pubblicato il 29 Marzo 2021 alle 09:00

L’animazione giapponese ha spopolato ben oltre i propri confini geografici già nei decenni precedenti, come potete vedere anche in questi miei due articoli precedenti:

Non è certamente necessario aver vissuto in prima persona negli anni ’90 per godersi gli anime che sono stati creati in quel periodo: ormai, grazie a Internet, l’accesso alle serie animate più significative del momento, ma anche degli anni passati, è possibile davvero per chiunque disponga di una connessione, senza contare che esistono moltissimi siti web che li distribuiscono in alta definizione e in maniera completamente legale e gratuita.

Poiché le tematiche affrontate e i protagonisti sono molto diversificati fra di loro, dai mecha ai maestri di arti marziali alle storie di avventura ambientate in anni passati ai cacciatori di taglie interplanetari, c’è di certo un anime degli anni ’90 per tutti i gusti!

ATTENZIONE, QUELLA CHE SEGUE NON È IN ALCUN MODO UNA CLASSIFICA! Questo significa che le opere di cui sto per parlarvi non seguono alcun tipo di ordine preciso non solo perché classificarli risulterebbe una impresa davvero titanica, ma anche per lasciare a voi lettori la piena e totale libertà di scegliere quali fra questi vi attirano e vi incuriosiscono di più.

E adesso, andiamo quindi a scoprire insieme 10 degli anime più significativi, influenti e affascinanti degli anni ’90 in questo articolo speciale di approfondimento!

NADIA – IL MISTERO DELLA PIETRA AZZURRA

Iniziamo questo nostro viaggio negli anni ’90 con una serie nata come anime e che in seguito è stata anche trasposta in una serie di manga a essa ispirati.

La storia si basa su un soggetto originale di Hayao Miyazaki e sui celebri romanzi di avventura di Jules Verne come Ventimila leghe sotto i mari e L’isola misteriosa, mentre la regia è affidata a Hideaki Anno, conosciuto in maniera principale per un’altra serie di animazione iconica nata anch’essa negli anni ’90 e di cui non voglio anticiparvi nulla, poiché ne parlerò in seguito proprio in questo stesso articolo.

La storia è ambientata durante l’Esposizione Universale di Parigi, per cui cronologicamente ci troviamo nel 1889. Nadia è una acrobata che lavora in un circo e che un giorno incontra Jean, un ragazzo inventore che, insieme a suo zio, si è recato a Parigi per presentare il prototipo di un aereo.

I due partiranno insieme ad altri amici all’avventura nel tentativo di impedire che venga rubata una misteriosa pietra azzurra che Nadia porta sempre con sé.

  • Titolo originale: Giapponese: ふしぎの海のナディア; Romaji: Fushigi no umi no Nadia; Traduzione: “Nadia dei mari delle meraviglie“)
  • Autori anime: Hayao Miyazaki, Hisao Okawa, Kaoru Umeno (soggetto), Hideaki Anno, Shinji Higuchi (regia), Yoshiyuki Sadamoto, Syunji Suzuki (character design), Shoichi Masuo (mecha design)
  • Genere: avventura, fantastico, steampunk
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 13 aprile 1990 – 12 aprile 1991
  • Studio di animazione: Gainax
  • Numero episodi: 39

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BERSERK

Berserk non è una serie per i deboli di cuore: l’anime è molto amato dagli appassionati dei seinen, del dark fantasy e dell’horror, eppure nessuna delle serie di animazioni e degli OAV pubblicati fino a questo momento è in grado di raggiungere le vette artistiche delle strabilianti tavole di Kentaro Miura.

La storia di Berserk è oscura sia sulla carta, per via delle tematiche trattate e per la violenza delle tavole, che a causa della scrittura così fortemente altalenante del suo autore, che non l’ha ancora portata a termine, nonché per l’azione cruenta che si fonde perfettamente con tematiche di profonda introspezione psicologica ed esistenziale.

La serie di animazione presa in esame in questo articolo comprende solo due archi narrativi e si discosta dal manga originale non solo per lo stile grafico, che sorvola sugli aspetti più cruenti e brutali ivi presenti, ma anche da un punto di vista più strettamente contenutistico e per la totale assenza di alcuni personaggi.

Berserk racconta la drammatica e crudissima storia di Gatsu, il cui nome fa riferimento alla locuzione inglese “to have guts“, “avere fegato“, un mercenario errante che nella sua esistenza ha conosciuto solo morte, abusi sessuali, dolore e miseria fin da giovanissima età.

Gatsu diventa così un assassino dopo che il padre adottivo lo vende a un noto stupratore, e finisce in seguito per unirsi alla Squadra dei Falchi, una banda di mercenari assetati di sangue capitanati da un uomo affascinante e dall’aspetto nobile, Griffith, il quale sembra riporre tutta la sua fiducia in Gatsu, che lo considera a sua volta, oltre che un condottiero da seguire, anche un suo amico.

Le cose sembrano dunque mettersi finalmente bene per lui e i suoi compagni fino al momento in cui scoprono la verità su Griffith, il cui scopo reale è quello di ottenere un potere smisurato grazie all’utilizzo del Bejelit, un misterioso artefatto magico di cui egli è in possesso, e al sacrificio delle vite dei suoi compagni.

Fra i pochissimi sopravvissuti al sacrificio c’è Gatsu, ma, poiché il destino suo e degli altri suoi malcapitati compagni è quello di essere uccisi, essi saranno tormentati da visioni di morte e da misteriose e oscure entità che danno loro la caccia e che sono sempre in grado di sapere dove si trovano per via del Marchio del Sacrificio impresso sulla loro pelle.

Ora, lo scopo di Gatsu è uccidere Griffith per salvarsi la vita e vendicare i suoi compagni caduti.

  • Titolo originale: Katakana: ベルセルク; Romaji: Beruseruku; Traduzione: “Impazzito“)
  • Autore manga e anime: Kentaro Miura
  • Genere: seinen, avventura, dark fantasy, horror
  • Prima edizione manga: ottobre 1989 – in corso
  • Riviste: Monthly Animal House (1989 – 92), Young Animal (1992 – presente)
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 7 ottobre 1997 – 31 marzo 1998
  • Studio di animazione: VAP (produzione), Oriental Light and Magic (animazioni)
  • Numero episodi: 25

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OUTLAW STAR

Se vi piacciono gli anime ambientati nello spazio, dovete ringraziare, fra gli altri, Outlaw Star. Il genere fantascientifico è stato infatti ridefinito dalla serie quando ha debuttato nel gennaio 1998, e i fan continuano a riguardarlo con rinnovato interesse anche a distanza di così tanti anni.

Outlaw Star è stato uno dei primi western ad ambientazione fantascientifica che abbia lasciato il segno nell’industria degli anime. Collocata cronologicamente in un mondo futuristico, la serie è ambientata in un periodo in cui i veicoli spaziali possono viaggiare più velocemente della luce.

La conseguente esplorazione dello spazio ha portato quindi centinaia di persone a cercare una qualche sorta di guadagno, e Gene Starwind è uno di questi. Lui e il suo equipaggio di cacciatori di taglie pilotano la nave spaziale XGP-15A II e in seguito rinominata Outlaw Star, e trascorrono il loro tempo alla ricerca della Galactic Leyline, un luogo segreto che si dice custodisca un immenso tesoro nascosto (chi ha detto: “Raftel“?).

  • Titolo originale: Giapponese: 星方武侠アウトロースター; Romaji: Seihō Bukyō Autorō Sutā; Traduzione: “Cavaliere guerriero diretto verso le stelle Outlaw Star“)
  • Autore manga e anime: Takehiko Ito
  • Genere: seinen, avventura, space opera, space western
  • Prima edizione manga: 20 settembre 1996 – 20 maggio 1999
  • Rivista: Ultra Jump
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 8 gennaio 1998 – 25 giugno 1998
  • Studio di animazione: Sotsu Agency, Sunrise
  • Numero episodi: 26

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KENSHIN SAMURAI VAGABONDO

Rurouni Kenshin è una di quelle serie di animazione che vanno viste almeno una volta nella vita. Questa iconica serie porta il pubblico a riviver l’era Meiji, mentre i suoi eroi si uniscono contro un gruppo di assassini vendicativi, e il fascino delle tematiche che affronta continua ad attirare appassionati vecchi e nuovi.

Un dettaglio, poi, che potrebbe attirare la vostra attenzione su questa opera è il fatto che il suo autore Nobuhiro Watsuki è stato il mentore di mangaka del calibro di Hiroyuki Takei (Shaman King) ed Eiichiro Oda (One Piece).

Il manga e l’anime conosciuti qui da noi in Italia con il titolo di Kenshin Samurai Vagabondo sono incentrati su un uomo di nome Himura Kenshin (ispirato al rivoluzionario giapponese realmente esistito Kawakami Gensai), il quale viaggia per le campagne giapponesi con il fine di proteggere i poveri e i deboli.

L’ex assassino vuole espiare i suoi crimini passati e finisce per essere accettato da un gruppo di amici che vedono oltre la sua temuta reputazione. Quando però degli assassini vengono inviati per eliminare definitivamente Kenshin, egli dovrà decidere se è disposto ad abbandonare i suoi nuovi intenti di pace per proteggere coloro che ama.

  • Titolo originale: Giapponese: るろうに剣心 明治剣客浪漫譚; Romaji: Rurōni Kenshin: Meiji kenkaku romantan; Traduzione: “Kenshin il vagabondo: Storia d’amore dello spadaccino del periodo Meiji“)
  • Autore manga: Nobuhiro Watsuki
  • Genere: shōnen, avventura, arti marziali, romantico
  • Prima edizione manga: 2 settembre 1994 – 4 novembre 1999
  • Rivista: Weekly Shōnen Jump
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 10 gennaio 1996 – 8 settembre 1998
  • Studi di animazione: Gallop (episodi 1-66), Studio Deen (episodi 67-95)
  • Numero episodi: 95

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YU DEGLI SPETTRI

L’anime di Yū Yū Hakusho è stato creato nell’ottobre 1992 e segue in maniera fedele il manga che Yoshihiro Togashi aveva scritto e illustrato due anni prima. Se magari non conoscete bene questa opera e il suo autore, vi basti sapere che Yu degli Spettri non è la sola opera di Togashi che ha lasciato un segno indelebile nella storia del manga: nel 1998 questo straordinario autore ha infatti dato vita a un altro manga davvero molto conosciuto, ovvero Hunter X Hunter.

Tornando a Yu degli Spettri, sia il manga che l’anime raccontano la storia di Yusuke Urameshi, un adolescente che è conosciuto per essere un delinquente. Yusuke finisce un giorno per sacrificare la sua vita per salvare quella di un ragazzo da un incidente stradale, e quando muore scopre che l’aldilà esiste realmente.

I  questa occasione, quindi, gli viene data la possibilità di riscattarsi diventando un detective degli inferi, per cui Yusuke intraprende un viaggio per recuperare tesori rubati dai demoni, mentre al contempo si impegna anche per risolvere i crimini soprannaturali che avvengono nel nostro mondo.

  • Titolo originale: Giapponese: 幽☆遊☆白書; Romaji: Yū Yū Hakusho; Traduzione: “Libro bianco sui fantasmi“)
  • Autore manga: Yoshihiro Togashi
  • Genere: shōnen, commedia, soprannaturale, azione
  • Prima edizione manga: 3 dicembre 1990 – 25 luglio 1994
  • Rivista: Weekly Shōnen Jump
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 10 ottobre 1992 – 7 gennaio 1995
  • Studio di animazione: Pierrot
  • Numero episodi: 112

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MOBILE SUIT GUNDAM WING

Il franchise di Gundam risale agli anni ’90 ed è nato direttamente nel formato di anime, dal quale poi sono stati tratti anche dei manga, ma la sua sesta serie di animazione ha fatto il suo debutto nel 1995. Mobile Suit Gundam Wing è accreditato come la serie che ha reso celebre il franchise in tutto il mondo, ed è sufficiente guardare i suoi primi episodi per scoprirne il perché.

La serie continua a raccontare di una guerra in corso tra la Terra e le sue colonie orbitali durante il decennio che ha inizio nel 2220. Mobile Suit Gundam Wing si concentra dunque su cinque piloti che vengono inviati sulla Terra per addestrarsi in vista della “Operazion Meteor”, una missione che esigerà vendetta sull’Organizzazione dello Zodiaco.

Ognuno dei piloti adolescenti protagonisti di questa iconica serie usa il suo Gundam, unico e differente da tutti gli altri, per attaccare la OZ dopo che la United Earth Sphere Alliance ha represso le sue colonie una volta di troppo.

  • Titolo originale: Giapponese: 新機動戦記ガンダムW(ウイング); Romaji: Shin Kidō Senki Gandamu Uingu; Traduzione: “New Mobile Report Gundam Wing“)
  • Autori anime: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino, Masashi Ikeda (regia), Shukō Murase (character design), Hajime Katoki, Junya Ishigaki, Kunio Okawara (mecha design)
  • Genere: mecha, space opera militare
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 7 aprile 1995 – 29 marzo 1995
  • Studi di animazione: Sunrise, Dentsu Inc., Bandai Visual
  • Numero episodi: 49

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SLAM DUNK

Coloro fra di voi che amano gli spokon, ovvero i manga e gli anime a tematica prevalentemente sportiva, conosceranno di certo Slam Dunk, manga scritto e illustrato dallo stesso Takehiko Inoue autore di Vagabond.

Conosciuto non solo per la profondità delle sue storie, ma anche per essere uno dei più grandi Maestri dell’arte del mangaka grazie al suo tratto così realisticamente curato, Inoue ci porta, con il suo Slam Dunk, nel mondo di Hanamichi Sakuragi, uno studente delle scuole superiori che vede sfumare i suoi sogni d’amore perché la ragazza oggetto dei suoi desideri gli preferisce un giocatore di pallacanestro.

Il ragazzo inizia così ad odiare il basket, fino al suo incontro con una sua compagna di scuola appassionata di questo sport, Haruko Akagi, la quale riesce a convincerlo a entrare a far parte della squadra di pallacanestro della loro scuola, scelta, questa, veicolata anche dal fatto che il nostro Hanamichi si innamora di Haruko. L’opera, quindi, segue da vicino la crescita e la carriera di Hanamichi Sakuragi come giocatore di basket.

Lo stile grafico dell’anime non è sempre fedele a quello del manga originale di Inoue e il finale della serie di animazione differisce notevolmente rispetto a quello presente invece nell’opera originale, poiché Toei Animation ha optato per un finale aperto che però non ha mai trovato compimento in una stagione conclusiva, ma nonostante questo l’anime di Slam Dunk ha avuto l’importante ruolo di portare all’attenzione degli spettatori di tutto il mondo l’opera di un grande artista come Takehiko Inoue.

  • Titolo originale: Katakana: スラムダンク; Romaji: Suramu Danku; Traduzione: “Schiacciata“)
  • Autore manga: Takehiko Inoue
  • Genere: shōnen, spokon
  • Prima edizione manga: 1 ottobre 1990 – 17 giugno 1996
  • Rivista: Weekly Shōnen Jump
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 16 ottobre 1993 – 23 marzo 1996
  • Studio di animazione: Toei Animation
  • Numero episodi: 101

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COWBOY BEBOP

Anche in questo caso, come nel già analizzato Mobile Suit Gundam Wing, siamo di fronte a un’opera che è nata come serie di animazione e dalla quale solo in seguito sono stati tratti dei manga a essa ispirati.

Quando si tratta di anime nostalgici, Cowboy Bebop non può essere battuto: se avete mai letto o sentito la frase “See you, Space Cowboy…“, lo dovete proprio a questo anime così iconico, profondo e imperdibile.

Il titolo fa riferimento, oltre che alla figura del cowboy, al bebop, un sottogenere del jazz nato negli anni ’40 del XX secolo, rendendo così chiaro l’intento di unire a una ambientazione fantascientifica una terminologia che ci riporta al passato.

Cowboy Bebop ha visto la luce nel 1998 e il regista Shinichiro Watanabe ha cambiato per sempre la storia dell’animazione nipponica quando quando questo western futuristico e fantascientifico ha ricevuto elogi universali dalla critica e anche da parte del pubblico.

La serie così sorprendentemente profonda ed esistenziale racconta la storia di Spike Spiegel, un ex sicario ora divenuto un cacciatore di taglie spaziale. L’uomo lavora insieme a un piccolo equipaggio che viaggia sulla nave spaziale Bebop, e insieme svolgono lavori che spesso finiscono in situazioni davvero disastrose.

Tuttavia, il passato di Spike è tutt’altro che sepolto e continua in qualche modo a perseguitarlo, per cui la sua squadra si trova spesso a essere costretta a cercare di sfuggire al Red Dragon Crime Syndicate, che vuole Spike morto.

  • Titolo originale: Katakana: カウボーイビバップ; Romaji: Kaubōi Bibappu; Traduzione: “Cowboy Bebop“)
  • Autori anime: Shin’ichirō Watanabe (regia), Toshihiro Kawamoto (character design), Kimitoshi Yamane (mecha design)
  • Genere: fantascienza, noir, pulp, western
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 3 aprile 1998 – 23 aprile 1999
  • Studio di animazione: Sunrise
  • Numero episodi: 26

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TRIGUN

Trigun ha posto le basi per ciò che sono al giorno d’oggi le serie di animazione di azione e avventura. La serie ha debuttato nel 1998 a opera dello studio Madhouse ed è diventata un classico da non perdere per tutti gli appassionati di shonen di avventura ad ambientazione stempunk e fantascientifica, e se tenete in considerazione pure la presenza di una sigla di apertura hard rock, anch’essa divenuta un classico, la ricetta per un anime di indiscutibile fascino è completa!

La serie si concentra su un uomo conosciuto con il nome Vash the Stampede, un pistolero letale ed eccezionalmente abile che è in fuga dopo essere stato accusato di aver raso al suolo una intera città. Il “tifone umanoide” è dunque un ricercato temutissimo fra le persone comuni.

Tuttavia, Vash non ha alcun ricordo della devastazione di cui si sarebbe macchiato a causa della sua amnesia retrograda, ma questo non è certo un buon motivo per spingere gli abitanti di Gunsmoke, il pianeta desertico su cui è ambientata l’intera vicenda, a rinunciare a dargli la caccia.

Trigun segue dunque il viaggio Vash e dei suoi nuovi compagni mentre cercano di risolvere i misteri legati al suo passato che non riesce a ricordare e alle origini della sua amnesia.

  • Titolo originale: Katakana:トライガン; Romaji: Toraigan; Traduzione: “Pistola tripla“)
  • Autore manga: Yasuhiro Nightow
  • Genere: shōnen, steampunk, fantascienza
  • Prima edizione manga: maggio 1995 – febbraio 1997
  • Rivista: Monthly Shōnen Captain
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 1 aprile 1998 – 30 settembre 1998
  • Studio di animazione: Madhouse
  • Numero episodi: 26

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NEON GENESIS EVANGELION

anime

Chiudiamo in bellezza questo excursus con una serie di animazione che ha davvero fatto la storia degli anime. Unico, rivoluzionario, irripetibile, incredibilmente affascinante nella sua profondità psicologica e nella drammaticità della storia raccontata, Neon Genesis Evangelion è una pietra miliare nella storia dell’animazione giapponese davvero imperdibile per tutti gli appassionati di questo medium, inclusi coloro che non sono particolarmente attratti dai mecha per quanto sconvolga, stravolga e ribalti la stragrande maggioranza dei canoni più diffusi di questo storico genere.

Nato anch’esso come serie di animazione che è stata poi la base per una omonima serie di manga, Neon Genenis Evangelion fonde insieme fantascienza, una fortissima e potentissima introspezione psicologica e tematiche e terminologia religiose.

Per tutte queste ragioni, non esistono moltissime serie di animazione con il peso culturale di Neon Genesis Evangelion. In apparenza, la serie sembra infatti il classico anime basato sui mecha, ma il titolo Gainax è tutt’altro: l’anime è infatti noto, ed è opportuno sottolinearlo più volte, per i suoi complessi temi decostruttivi e per la particolarità di proporre agli spettatori più domande che risposte.

Per quanto riguarda la serie in sé, questa si svolge quasi venti anni dopo che il mondo ha vissuto un evento catastrofico. Il giovane Shinji Ikari viene portato a Tokyo da suo padre e addestrato a pilotare dei particolari mecha conosciuti con il nome di Evangelion (o Eva) per abbattere alieni noti come Angeli. Tuttavia, la carriera militare del ragazzo sarà complicata quando verranno portate alla luce nuove informazioni sui letali invasori della Terra e sulla reale natura degli Eva.

  • Titolo originale: Giapponese: 新世紀エヴァンゲリオン; Romaji: Shin seiki Evangerion; Traduzione: “Il vangelo del nuovo secolo“)
  • Autori anime: Hideaki Anno (sceneggiatura e regia), Yoshiyuki Sadamoto (character design), Ikuto Yamashita, Hideaki Anno (mecha design)
  • Genere: fantascienza, post apocalittico, psicologico
  • Prima trasmissione anime in Giappone: 4 ottobre 1995 – 27 marzo 1996
  • Studio di animazione: Gainax
  • Numero episodi: 26

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