Il discusso adattamento in computer grafica del manga originale Saint Seiya del maestro Masami Kurumada, prodotto da Toei Animation e Netflix, prosegue con sei nuovi episodi che vanno a chiudere la prima stagione della serie animata I Cavalieri dello Zodiaco – Saint Seiya.

Sconfitti un redento Phoenix e i Cavalieri Neri di Vander Guraad, Seiya e gli altri sacri guerrieri di Atena non conoscono un attimo di tregua e subito si ritrovano ad affrontare una nuova sfida: i Cavalieri d’Argento, inviati dal Grande Tempio con l’ordine di eliminarli.

Una minaccia cui si aggiungono le macchinazioni di Vander Guraad, anch’egli intenzionato ad uccidere Atena e impedire che le divinità dell’Olimpo interferiscano con le vicende degli esseri umani.

Un finale di stagione che segue i binari della prima parte, dunque, ovvero introdurre elementi inediti negli archi narrativi del manga che possano dare all’opera originale una chiave di lettura diversa, adatta sia ai fan storici sia ai neofiti.

Questo almeno nelle buone intenzioni del team di sceneggiatori, perché il risultato, anche questa volta finisce con il non accontentare né gli né gli altri: la via di mezzo intrapresa continua a soffrire di una strutturazione della serie poco equilibrata, che si risolve, per via di un numero di episodi troppo breve, in una sorta di bignami degli eventi del manga e di parantesi inedite dalle premesse interessanti non sviluppate pienamente.

Se resta ammirabile lo sforzo di creare una certa coerenza tra gli elementi derivati e quelli ideati da zero, nel momento in cui si apportano modifiche di una certa consistenza alla storia originale forse occorrerebbe un pizzico di coraggio in più e cercare di volare con le proprie ali fino in fondo.

Per come sta procedendo la serie, invece, buona parte della sottotrama di Vander appare abbastanza inutile e finisce con il togliere spazio a una più ragionata scansione degli eventi – senza scordare che anche in questo gruppo di episodi gli elementi più cruenti dell’originale sono stati edulcorati e perdono dell’impatto che li caratterizzava (un esempio su tutti lo scontro tra Dragone e Argor di Perseo).

Una compressione che incide anche sulla caratterizzazione dei personaggi, che, a parte Saori/Atena – dal bel ritratto umano, niente a che vedere con la spocchiosa dell’originale – e Pegasus, risulta appena abbozzata.

La prima stagione si chiude con un cliffhanger che apre alla saga delle 12 case del Grande Tempio: vedremo se i cambiamenti alla storia originale apportati dalla introduzione della profezia sul destino di Atena (che determina anche lo schieramento dei Cavalieri d’Oro) troveranno delle ripercussioni coerenti e più interessanti in una eventuale seconda stagione, in sviluppo ma ancora non ufficialmente annunciata.

Dal punto di vista della realizzazione tecnica valgono le stesse considerazioni fatte per la prima parte: computer grafica nella media delle produzioni per la tv, character design originale penalizzato dal 3D, design delle armature molto efficace.

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