Pinocchio, data la fama che ha acquisito nel tempo nel mondo intero, ha avuto molte declinazioni anche in altri media, che ne hanno espanso la storia originale, approfondendo alcuni aspetti dei personaggi che, magari, Collodi non aveva sviluppato nell’opera: dai fumetti, ai film di animazione o live-action, la scelta certamente non manca.

Il volume pubblicato da Bugs Comics si inserisce in questo ricco filone, portandoci un nuovo ritratto del buon Geppetto; anche se dire “buono” nel caso di specie non è proprio corretto… come vedrete se leggerete questa bella e triste “favola”.

La storia qui presentata, infatti, è prettamente gotica; e questo lo si vede già dalla caratterizzazione grafica del personaggio di Geppetto: abbandonate il ricordo del Geppetto disneyano, perchè il Geppetto di Francesco Dossena ha un fisico poco imponente ed un naso aquilino molto pronunciato, che vi farà ricordare non troppo difficilmente il Pinguino, uno dei migliori villain dell’Uomo Pipistrello.

Grazie a Gianmarco Fumasoli conosceremo di più del passato di quest’uomo, che la vita ha messo davvero a dura prova, privandolo anche dell’unico amore che aveva conosciuto. Ed in effetti è Geppetto al centro della narrazione, le sue azioni e, anche e soprattutto, i suoi – contorti? – pensieri di padre; mentre il burattino Pinocchio rimane ciò che in effetti è, ovvero un burattino che deve essere ancora ultimato, ma questo non è ancora possibile dato che il nostro protagonista fa fatica a racimolare i soldi per scaldarsi, figuriamoci per comprare i colori per fare il vestito al suo burattino preferito.

In effetti la povertà è la cornice in cui questa storia si muove, una caratteristica che in realtà viene ripresa dall’opera originale ma qui posta al centro di tutte le vicende, dato che le condiziona in maniera evidente.

L’altro personaggio che spicca è il villain di questa storia, Mangiafuoco, che qui conserva le caratteristiche della figura originale, ma nella storia svolge una funzione molto diversa; certo, la possibilità di conservarne i tratti peculiari ha permesso di confermare il fascino della figura, tuttavia è molto opportuno l’utilizzo del personaggio ai fini della trama.

Questi due uomini si confronteranno in una trama che ha anche un altro pregio a mio parere: si esaurisce in poche decine di pagine, nelle quali gli autori riescono a condensare tutta l’avventura, che quindi spicca per dinamicità e per mancanza di tempi morti; una caratteristica sicuramente da sottolineare in tempi in cui sembra che si cerchi di allungare il brodo anche se non si ha nulla da dire, con conseguente noia per il povero lettore che si trova a dover leggere pagine inutili che se fossimo nell’animazione chiameremmo “filler”…

Il tratto dei personaggi è utile all’atmosfera, con linee sporche, essenziali e che cercano lo spigolo, a dimostrazione che le atmosfere disneyane con le loro linee tondeggianti sono ormai veramente lontane. Una menzione particolare merita l’uso dei colori di Francesco Segala, che riesce bene a sottolineare il tono dark della storia, senza soverchiare i disegni di Dossena, che anzi si giovano di questi.

Arricchiscono il volume i lavori preparatori come extra. Peccato per il prezzo un poco alto, anche se si tratta di un formato di pregio.

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