Redneck ha una particolarità: riesce ad unire in maniera veramente interessante i vampiri con una gangster story classica in stile Martin Scorsese (che con il film appena uscito su Netflix The Irishman, ha realizzato una trilogia gangster completata da Quei Bravi Ragazzi e Casinò).

Le vicende che coinvolgono i Bowman ed i Landry in Texas s’infittiscono sempre di più, e nel quarto volume (qui trovate le recensioni dei volumi uno, due e tre), aggiungono ai colpi di scena anche l’ingresso di nuovi personaggi. Con Bartlett ridotto in cattive condizioni, la sua sposa July è disposta a tutto pur di salvarlo, e perciò si rivolge al pericoloso Carrona. In cambio quest’ultimo chiederà un supporto nella gestione dello spaccio di sangue drogato.

Rispetto ad i soliti scenari dei primi tre volumi, nei quali la città texana di Waco la faceva da padrone, in questo nuovo pezzo di storia viene messo in evidenza il Messico con la location di Asilo del Muerto, luogo dove agisce la banda di Carrona. I colori e lo scenario stesso dell’azione cambiano, facendo dominare il deserto. E quest’atmosfera, unita alla presenza dei vampiri, sembra richiamare un po’ il Dal Tramonto all’Alba di  Robert Rodriguez, con Quentin Tarantino protagonista.

Mai come in questo volume i protagonisti di Redneck, con i quali abbiamo empatizzato in precedenza, saranno messi così in difficoltà. Bartlett è il personaggio su cui fino ad ora si è incentrato il fumetto. Le sue condizioni di salute risultano essere disperate, ma l’autore Donny Cates ha riservato qualche sorpresa per i lettori, ed il personaggio alla fine del volume subirà un cambiamento sorprendente.

Parlando proprio dello sceneggiatore di Redneck c’è da evidenziare come Cates sia molto bravo nel creare atmosfera, e nel costruire ottimi dialoghi tra i personaggi (la sua visione così oscura ma umana nella serie di Venom è uno dei punti forti del fumetto). Ed anche in Redneck, nonostante i protagonisti siano dei vampiri, Cates riesce ad esaltare il loro lato umano.

Come penserebbe ed agirebbe un vampiro se esistesse veramente? Che sensazioni e sentimenti proverebbe? Cates è davvero bravo a cercare di dare una risposta a tutte queste domande. Ed il punto di forza di  Redneck è decisamente la profondità e l’estrema umanità dei protagonisti. Mentre il cattivo Carrona è ancora da approfondire.

Ottimi sono anche i disegni di Lisandro Estherren, che riesce a rendere ancora più sporco il proprio tratto, risultando ancora più espressivo. Il risultato finale è uno stile che si avvicina molto a quello che Eduardo  Risso ha utilizzato in 100 Bullets.

Insomma, questo nuovo volume di Redneck introduce molti elementi narrativi interessanti. Si tratta di una vera e propria transizione. Mentre fino ad ora i protagonisti della storia erano stati calati in una dimensione prettamente urbana e da horror/gangster story, in questo volume subentrano elementi puramente fantasy ed esoterici.

Ma la componente gangster non viene eliminata, anzi s’infittisce. I traffici di Carrona aprono ad un filone della storia che potrebbe evolversi in maniera interessante nei prossimi volumi. E con il grosso cambiamento che viene introdotto nelle ultime pagine c’è da immaginare che ci sarà azione a profusione ad attendere i lettori nel nuovo volume.

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