Nell’episodio della scorsa settimana di The Mandalorian – la nostra recensione QUI – Mando aveva incassato la sua taglia, non senza difficoltà, consegnando Baby Yoda al Cliente e ottenendo in cambio un prezioso carico di beskar, il prezioso metallo con cui si era poi fatto forgiare una nuova corazza.

Pronto a passare alla sua prossima preda però qualcosa era scattato in Mando, il presentimento che gli ex-imperiali avessero più di una cattiva intenzione nei confronti del suo piccolo amico e per questa aveva deciso incredibilmente di tornare indietro e salvarlo.

Preso d’assalto il covo degli ex-imperiali, Mando e Baby Yoda erano quindi riusciti a sfuggire dal pianeta dopo un furioso conflitto con tutti gli altri cacciatori di taglie aiutati a sorpresa dagli altri mandaloriani.

L’episodio di questa settimana, intitolato Chapter 4 Sanctuary, vede i due alla ricerca di un riparo per far calmare le acque e il pianeta poco industrializzato e popolato di Sorgan sembra essere il posto perfetto.

Giunti sul posto però Mando si accorge che qualcosa non va, una misteriosa visitatrice. I due vengono subito alle mani ma si tratta più di un chiarimento che di un vero e proprio scontro. Anche l’ex-ufficiale della Ribellione Cara Dune sta cercando un posto dove nascondersi e invita Mando ad andare subito via.

Il mandaloriano decide di dirigersi quindi su un altro pianeta ma proprio mentre è pronto a ripartire viene ingaggiato dagli abitanti di un villaggio flagellato da un gruppo di predoni. Mando decide quindi di dividere la ricompenso con Cara sperando così di riuscire a rimanere al sicuro sul pianeta per un po’.

La missione sarà tutt’altro che facile perché i predoni nascondono una pericolosa arma, un residuato imperiale e soprattutto perché nella galassia sempre non esserci posto per mantenere al sicuro Baby Yoda dai cacciatori di taglie.

Chapter 4 Sanctuary è un episodio decisamente poco originale, dalla trama esile e facilmente riconducibile a quel filone nippo-westerniano che sembra, ormai chiaramente, la vera fonte di ispirazione per la serie.

Pur non facendo muovere di una virgola il filone narrativo principale, ed essendo quindi di fatto un lussuoso “episodio di passaggio”, questo quarto episodio è confezionato in maniera superlativa merito innanzitutto di una atmosfera molto settantiana che riporta alla mente il meglio offerto dalla trilogia originale e poi di una sequenza d’azione imbastita in maniera molto classica, semplice ma efficace.

Menzione a parte merita una prestazione attoriale superiore di Pedro Pascal. L’attore non si fa scoraggiare dal dover interpretare un personaggio dal volto perennemente coperto e offre la prova più sofferta e umana di questi primi 4 episodi. Eliminati le stucchevoli sequenze in analessi, finalmente scopriamo qualcosa del passato di Mando direttamente dalla sua voce mentre per la prima volta, e per merito di una affascinante vedova, vediamo il seme del dubbio germogliare in Mando ma solo per poco perché… This is the Way.

Peccato che il personaggio Cara Dune, interpretato da una coriacea Gina Carano, venga liquidato a fine episodio. Chissà se la rivedremo prossimamente anche perché aveva aggiunto un certo dinamismo alle dinamiche pericolosamente da comic relief fra Mando e Baby Yoda.

The Mandalorian giunge quindi già al suo giro di boa: è il momento forse di introdurre un vero e proprio antagonista?

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