Nell’episodio della scorsa settimana di The Mandalorian – la nostra recensione QUI – avevamo assistito agli sforzi di Mando, il nostro infallibile cacciatore di taglie mandaloriano, per riportare la sua taglia ovvero il Baby Yoda dal Cliente.

Decollare dal pianeta desertico non era stato semplice perché i Jawa avevano letteralmente fatto a pezzi la nave di Mando. Con l’aiuto del fattore Kuiil, Mando era riuscito a strappare un accordo ai piccoli ma tenaci Jawa: i pezzi della sua nave in cambio dell’uovo di un mudhorn.

Affrontare la bestia era quasi costata la vita a Mando se non fosse stato per il provvidenziale intervento proprio di Baby Yoda che ha dato fondo a quelli che hanno l’aria di essere poteri Jedi!

L’episodio di questa settimana Chapter 3 The Sin vede Mando consegnare la sua taglia al Cliente. Incassato il compenso, un intero forziere di beskar, Mando si dirige dalla Armiera la quale non ha problemi nel fondere il prezioso metallo per forgiare una nuova armatura ma non sarà così per gli altri mandaloriani che rimproverano a Mando di aver accettato beskar imperiale frutto della grande Epurazione. Sarà l’Armiera a calmare gli animi evocando la segretezza dei mandaloriani come via per la loro sopravvivenza sentenziando il suo laconico “This is the Way”.

Mando inizia però a nutrire dei dubbi. Perché quello che resta dell’Impero vuole mettere le mani su Baby Yoda? e perché altri cacciatori di taglie erano sulle sue tracce non facendosi scrupoli nell’attaccarlo?

La decisione è inconsulta: liberare Baby Yoda e andare alla ricerca di risposte. Fuggire dal pianeta però non sarò facile e l’aiuto questa volta verrà questa volta da un altro inaspettato versante.

C’è pochissimo di Star Wars in questo terzo episodio, forse solo qualche scelta registica davvero “di maniera” divenuta marchio di fabbrica suo malgrado del franchise, e infatti Chapter 3 The Sin è finora il miglior episodio della serie.

Jon Favreau sta scrivendo un western in cui centellina elementi fantasy. Da un lato infatti l’episodio – ancora una volta avaro di dialoghi – basa tutto il suo ritmo sulle scene d’azione con la prima – l’assalto al complesso imperiale – mutuata per estetica, regia e svolgimento dalla più moderna tradizione videoludica mentre la seconda è di chiara e classica impostazione western.

Il tutto è decisamente spettacolare ma non può da solo coprire alcune evidenti “indecisioni” della sceneggiatura, una su tutte le motivazioni che spingo Mando a recuperare Baby Yoda e a fuggire per dove poi non si sa.

Funziona bene anche la mitologia estremamente fantasy dei mandaloriani che, al netto degli stucchevoli ricordi in analessi di Mando, è intrigante con il loro “codice del silenzio” rappresentato dall’elmetto e la misteriosa grande Epurazione sullo sfondo.

Con Chapter 3 The Sin la serie sembra non solo aver cambiato marcia ma anche aver trovato una strada, mai originale, ma convincente e ricca di sfaccettature narrative. Ora resta soltanto da dare un po’ di sostanza al filone narrativo principale evitando di ricadere in quegli stilemi che hanno reso il franchise invivibile come accaduto nei due più recenti capitoli cinematografici.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui