The Mandalorian 1×02 – Chapter 2 The Child | Recensione

"Sono un mandaloriano, le armi fanno parte della mia religione"

Episodio 02: Chapter 2 - The Child
Durata: 30 min ca.
Regia: Rick Famuyiwa
Sceneggiatura: Jon Favreau
Cast: Pedro Pascal, Carl Weathers, Gina Carano, Werner Herzog, Nick Nolte, Giancarlo Esposito
Produzione: Lucasfilm, Fairview Entertainment
Distribuzione: Disney+
Data di uscita: 15 novembre 2019

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In una galassia ormai liberata dal giogo dell’Impero ma che non ha ancora conosciuto il regno di terrore del Primo Ordine – siamo collocati temporalmente quindi fra Il Ritorno dello Jedi e Il Risveglio della Forza – nel primo episodio di The Mandalorian – la nostra recensione QUI – abbiamo fatto la conoscenza di Mando, un infallibile cacciatore di taglie mandoloriano.

Mando è così efficiente da far preoccupare la Gilda tanto che il suo procacciatore Greef Karga  gli aveva proposto un lavoro “sottobanco”, una taglia tanto pericolosa quanto remunerativa.

Mando era giunto al cospetto del Cliente, un ex-ufficiale imperiale alla ricerca di qualcosa o qualcuno a cui l’Impero dà la caccia da oltre 50 anni: il pagamento è anticipato ed è un lingotto di beskar – lo speciale metallo con cui vengono forgiate le armature mandaloriane – a cui farà seguito un intero baule.

Giunto su un pianeta desertico, e aiutato dal droide IG-11, Mando aveva recuperato la taglia che con sua enorme sorpresa si era rivelato una bambino della misteriosa razza a cui appartiene anche Yoda.

In questo secondo capitolo, intitolato enfaticamente Chapter 2 – The Child, Mando è pronto a riportare al Cliente la taglia, viva come gli era stato ordinato, pur avendo capito che altri cacciatori sono sulle sue tracce e hanno avuto l’ordine di uccidere la taglia.

Il ritorno sarà più difficile del previsto: i Jawa hanno iniziato a smontare la sua navicella!

Pur cercando di fermare la loro fortezza mobile, Mando sarà di nuovo costretto a chiedere l’aiuto del fattore Kuiil cercando di barattare i pezzi rubati. I Jawa però vogliono una sola cosa: l’uovo di un mudhorn.

La bestia sarà però più tenace del previsto e Mando viene salvato solo dal provvidenziale intervento… della sua piccola taglia!

Non succede granché in termini di reali progressioni della trama in questo secondo episodio, ma questo nulla avviene in maniera spettacolare mascherando una sceneggiatura esilissima che a stento riesco a coprire i soli 30 minuti dell’episodio.

La prima parte dell’episodio ad esempio si poggia su due spettacolari scene d’azione – la prima classicamente alla Star Wars mentre la seconda mostra ancora una volta la potenza del budget a disposizione – senza neanche dover ricorrere a dialoghi!

Il tutto, come facilmente prevedibile, porta quindi alla rivelazione finale dei poteri di baby yoda con il regista Rick Famuyiwa che fa i salti mortali in termini di ritmo e fotografia per compensare la sceneggiatura di Jon Favreau più intento a costruire che raccontare.

Per certi aspetti questo secondo episodio racchiude il meglio e il peggio del franchise così come lo conosciamo oggi. L’azione, certe scelte registiche e il personaggio principale con la sua misteriosa backstory portano anche chi come vi scrive si è allontano dal franchise a riavvicinarvisi in cerca di spunti nuovi tuttavia il ritorno su alcuni stilemi classici smorzano decisamente l’entusiamo. Un esempio sono i Jawa: per quanto funzionali al plot dell’episodio è possibile che in un universo narrativo così vasto non ci fosse modo di trovare un altro razza aliena, un altro escamotage narrativo per arrivare alla sua conclusione?

In questa “pigrizia” risiede forse la vera chiave di lettura di un franchise che potrebbe davvero dare molto di più.

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