Dopo mesi di speculazioni, immagine e trailer che ne hanno aumentato a dismisura l’hype è finita l’attesa e il primo episodio di The Mandalorian – la prima serie TV live action di Star Wars ad altissimo budget e con un cast stellare – ha debuttato su Disney+.

Cronologicamente siamo fra Il Ritorno dello Jedi e Il Risveglio della Forza: l’Impero è caduto e il Primo Ordine non ha ancora instaurato il suo regno del terrore. Siamo ai limiti della galassia oltre i confini della Nuova Repubblica e il Mandoloriano è un cacciatore di taglie infallibile così infallibile che il suo procacciatore Greef Karga – interpretato dal grande Carl Weathers ovvero Apollo Creed – gli propone una taglia “sottobanco”.

Il Mandaloriano giunge quindi al cospetto del Cliente – Werner Herzog – un ex-ufficiale imperiale alla ricerca di qualcosa o qualcuno a cui l’Impero dà la caccia da oltre 50 anni: il pagamento è anticipato ed è un lingotto di beskar – lo speciale metallo con cui vengono forgiate le armature mandaloriane e con cui la misteriosa Armiera forgia un coprispalla nuovo al cacciatore. Chi sono davvero i Mandaloriani? e qual è l’origine segreta di questo particolare cacciatore di taglie?

Giunto su un pianeta desertico, il Mandaloriano viene aiutato dal fattore Kuiil – Nick Nolte – a rintracciare la sua taglia.

Penetrare nel complesso stracolmo di guardie non sarà facile soprattutto se di mezzo ci si metterà un altro cacciatore di taglie ovvero il droide IG-11 – Taika Waititi. I due dovranno superare le loro differenze e le orde di nemici scoprendo non solo l’incredibile identità della loro taglia ma anche come chi li ha assunti abbia dato loro istruzioni diametralmente opposte.

Chapter 1, se non altro grazie alla fantasia del suo titolo, è un vero e proprio episodio introduttivo che bilancia la necessità di costruire un background con quelle di costruire un protagonista credibile.

La sceneggiatura di Jon Favreau è quindi sempre in bilico fra dover per forza rispettare certi stilemi del franchise – fra bimbi orfani nella miglior tradizione disneyiana e qualche passaggio comic relief francamente ridondante – cercando di creare una storia “adulta”.

Il risultato è un ibrido che abbandona la minestra riscaldata e stucchevole della nuovissima trilogia e recupera quel retrogusto western dell’esperimento mal riuscito di Solo cercando di avvicinarsi a quel gioiello che è Rogue One.

La strada è decisamente in salita la regia di Dave Filoni – la mente dietro i successi animati di Star Wars vere perle da riscoprire – qualche intuizione buona ce l’ha sia nel ritmo che nelle scene d’azione in cui ancora una volta l’influenza del genere western è ben visibile e rintracciabile.

Vi sono parecchie tessere, alcune molto intriganti, sul tavolo vedremo se la serie nei suoi 8 episodi totali a disposizione per questa prima stagione riuscirà a farle combaciare in maniera fruttuosa.

Il budget da oltre 120$ di dollari si fa sentire. La fotografia è forse la migliore fra le produzioni recenti di Star Wars così come la colonna sonora – particolarissima e molto eterogenea – impeccabile infine la CGI su cui almeno in questo primo episodio di certo non si è risparmiati.

In definitiva quindi per il momento un bellissimo giocattolo a cui deve essere data sostanza, parecchia se non altro per compensare i passaggi a vuoti cinematografici.

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