Aveva lasciato i Titans la scorsa settimana riuniti a San Francisco – la recensione dell’episodio QUI – per fronteggiare due fronti di crisi: l’evasione del loro vecchio nemico il Dr Light e la presenza alla Titan Tower di Rose Wilson, la figlia di Deathstroke.

La reunion era stata tutt’altro che pacifica sotto molti punti di vista. Innanzitutto sembra esserci ancora acredine fra i membri originali e il loro arrivo ha destabilizzato i nuovi membri, soprattutto Jason.

Il primo scontro con il Dr Light era stato un fallito e proprio Jason aveva deciso di prendere in mano la situazione cadendo in una trappola perfettamente congegnata dallo stesso Deathstroke che aveva scoperto essere in combutta proprio con Light.

Kory invece era ancora a New York dove era stata quasi convinta a tornare sul suo pianeta natale per essere incoronata regina ma una richiesta di aiuto diretta di Rachel le aveva fatto cambiare subito idea.

L’episodio di questa settimana, intitolato Aqualad, si apre con un salto di 5 anni nel passato. Seguiamo infatti Deathstroke accettare un “lavoro” a San Francisco mentre i Titans, giovani ed entusiasti, affrontare per la prima volta il Dr Light.

Le dinamiche di questi Titans erano però ben diverse da quelle attuali e guidate spesso dalla tensione emotiva come quella fra Garth/Aqualad e Donna. La ragazza dovrebbe infatti ritornare a Themyscira mentre l’atlantideo vorrebbe che rimanesse per ovvi motivi…

Dopo aver affrontato e sconfitto il Dr Light, finalmente i due hanno un confronto a viso aperto proprio quando scopriremo, in maniera drammatica, la natura del “lavoro” accettato da Deathstroke.

Sul passato dei Titans si annidano improvvisamente nubi oscure.

L’intento di Aqualad è subito chiaro: dare contesto a quanto fatto vedere nei precedenti due episodi.

E questo quarto episodio ci riesce alla perfezione pur utilizzando una formula abbastanza inusuale che si appoggia su dinamiche prettamente da teen drama che funzionano incredibilmente bene grazie all’interpretazione guascona di un Drew Van Acker che potrebbe essere una degna spalla dell’Aquaman cinematografico di Jason Momoa.

Quando però tutto l’episodio sembra essere un divertente passatempo, la sceneggiatura tira fuori un colpo di scena drammaticamente inaspettato che però non si esaurisce subito ma sembra riverberare nella scena finale che scena quasi un passaggio dall’adolescenza all’età adulta per i Titans.

L’episodio è uno dei migliori finora confezionati perché dà sia il contesto alle trame principali ma fornisce un ulteriore strato narrativo sulla falsariga dei flashback usati, e decisamente abusati, nell’Arrowverse ma col piglio più tagliente che da sempre contraddistingue Titans.

Ancora una volta inoltre Titans dimostra di saper piegare ai suoi scopi quello che è il materiale originale senza snaturarlo ma al contrario riuscendo a mantenere viva quella che la sua ispirazione facendo ben convivere le varie anime in un prodotto coinvolgente che ha senz’altro ancora margini di miglioramento ma che inizia a mostrare una certa personalità e sicurezza nei propri mezzi così come nelle proprie scelte a livello di sceneggiature e registiche.

Come più volte sottolineato la vera incognita rimane la capacità della serie di concretizzare tutti gli ottimi spunti finora avuti in questo inizio stagione.

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