Fino a questo momento, abbiamo potuto apprezzare i Vichinghi guidati da Askeladd in piena azione sul campo di battaglia, ma anche loro hanno una casa a cui fare ritorno dopo le scorrerie alle quali erano dediti, e in questo episodio potrete scoprire come vivessero questi impavidi guerrieri, per così dire, in tempo di pace, nel calore del proprio villaggio di origine e delle proprie abitazioni. Ma la tranquillità di questi momenti gioviali verrà turbata dal duello fra un certo ragazzino biondo assetato di vendetta e un condottiero dalle indiscutibili doti di combattente…

SOCIETY – THE HORROR

Per quanto le immagini mostrate possano sembrare a prima vista tutto sommato tranquille e pacifiche, la narrazione alla quale ci ha abituati fino a questo momento l’autore del manga originale Makoto Yukimura non teme di esplorare anche quegli aspetti più violenti che caratterizzano la società vichinga, e questa volta alla violenza fisica si affianca anche quella psicologica: i Vichinghi, come in pratica qualsiasi altra società a loro contemporanea, facevano uso degli schiavi, esseri umani caduti in disgrazia per qualche ragione che vengono venduti ad altri esseri umani, i quali, divenuti i loro proprietari, sono liberi di disporne come meglio credono.

Tuttavia, Askeladd e una schiava faranno delle considerazioni molto profonda che riguardano non solo la società nella quale vivono, ma la schiavitù in generale: certamente, gli schiavi sono trattati come oggetti, costretti a fare lavori umili, anche se un tempo erano dei nobili essi stessi, ma coloro che formalmente non lo sono possono davvero definirsi liberi? i guerrieri sono schiavi della loro sete di sangue e di conquista, Thorfinn è schiavo del suo desiderio di vendetta e coloro che possiedono degli schiavi sono schiavi del denaro. Insomma, per citare le parole di Askeladd, siamo tutti schiavi di qualcosa, il che, a sua volta, implica che, in realtà, nessuno può definirsi davvero libero, nemmeno chi detiene il potere.

Dopo aver sbirciato nella struttura della società di questi guerrieri, però, l’azione torna alla ribalta grazie a quello che era il momento più atteso da Thorfinn: finalmente, Askeladd ha accettato di combattere in duello contro di lui.

V FOR VENDETTA

Thorfinn è dovuto crescere molto in fretta, imparando a combattere per garantirsi la sopravvivenza fin dalla più tenera età, anche se lo scopo di suo padre Thors era quello di tenerlo lontano da tutta quella violenza. Ma purtroppo, come sappiamo bene, Thorfinn non ha potuto proseguire il viaggio con i suoi compagni e la sua famiglia perché schiavo del proprio desiderio di vendicare la morte del suo amatissimo padre. Come avevamo potuto vedere nella puntata precedente di Vinland Saga, della quale potete trovare qui la mia recensione, Askeladd ha finalmente accettato di combattere in singolar tenzone contro Thorfinn, e finalmente, approfittando di questo momento di tranquillità, questo scontro può finalmente avere luogo.

I guerrieri intorno ai due contendenti non sono tutti dalla aprte di Askeladd, anzi, il nostro Thorfinn può contare su un bel tifo per lui, ma, per quanto essere sostenuti possa rafforzare la fiducia in sé stessi, questa non può certo bastare da sola in un combattimento contro un guerriero dalla grande esperienza in battaglia come Askeladd.

L’esito di questo combattimento, nel quale ognuno dei contendenti può scegliere liberamente quali armi impiegare, non è poi così scontato come potrebbe sembrare, ma costituisce comunque una ottima occasione per Thorfinn di uccidere finalmente l’uomo che diversi anni prima, quando lui era ancora solo un bambino indifeso, aveva ucciso il suo amatissimo padre.

Ma non è solo questo evento in sé a far infuriare quel ragazzino così testardo: se Thors avesse perso la vita in un combattimento alla pari, suo figlio non sarebbe ora così accecato dalla rabbia: non soltanto suo padre gli è stato strappato via davanti ai suoi occhi, ma è morto in uno scontro sleale, nel quale lo stesso Thorfinn venne usato come ostaggio proprio per spingerlo alla resa incondizionata.

Thors era un guerriero forte quanto leale, e per suo figlio è inaccettabile che sia stato ammazzato e decapitato solo perché vittima di un ricatto; proprio in perfetta coerenza con questo, il ragazzo seguirà le orme di suo padre, rifiutandosi di uccidere Askeladd magari nel sonno o comunque in un modo diverso da uno scontro alla pari. Ma vi lascerò scoprire l’esito di questo combattimento veicolato dal desiderio di vendetta con i vostri occhi.

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